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Di Ruscio Luigi - Poesie operaie. Scelta antologica | "Per colazione hanno acqua e pane/ bevono molta acqua/ la saliva che hanno devono sputarla sulle mani/ perché il martello non scivoli/ a mezzogiorno mettono nel brodo d'erbe/ il solito pane nero/ al coprirsi del sole se io sono pieno di malinconia/ per loro è bello tornasene a casa ridendo/ sedersi in famiglia e giocare con i figli/ dopo dieci ore di lavoro sulle pietre/ per quel poco pane e perché la moglie/ continui a fare per ultimo il piatto/ perché a nessuno manchi la parte". (Luigi Di Ruscio)
alida airaghi (06-04-2011) Luigi Di Ruscio è stato uno dei pochissimi scrittori italiani di poesia operaia: con lui ha raggiunto la notorietà il solo Ferruccio Brugnaro,mentre altri esperimenti di poesia di fabbrica(come la rivista Abiti-Lavoro) sono finiti nel disinteresse generale anni fa. Forse
perché i poeti italiani sono al 90% intellettuali e lavorano nei media, o forse perché gli operai oggi hanno tutt'altri miraggi da inseguire piuttosto che lo scrivere versi. Di
Ruscio era nato a Fermo nel 1930,ed è morto nel febbraio 2011 a Oslo,città in cui si era trasferito cinquant'anni fa,e dove aveva lavorato
per tutta la vita in un'industria metalmeccanica,
sposando una norvegese che gli aveva dato quattro figli. L'editrice Ediesse della CGIL ha
pubblicato una raccolta di sue "Poesie operaie", con contributi critici di Ferracuti e Raffaeli.Sono poesie "di avvilimento e rivolta",
come le definì Fortini,che sembrano avere come
fondamentale obiettivo una rabbiosa comunicazione,l'esigenza di denunciare con forza
la condizione di sfruttamento degli operai, espropriati del loro tempo e della loro vitalità.
Poesie lunghe,flussi di pensiero ostinatamente
lontane dagli strumenti tipici della lirica contemporanea(metrica,rime,allitterazioni,ecc.),
prive di qualsiasi punteggiatura,a ribadire una torrenzialità del discorso poetico che non va sospeso,limitato,interrotto.Poesie arrabbiate ma
anche ironiche,non prive di un'amara ilarità:
"Chiudere un porco vero nel reparto../vediamo come reagisce a questa estrema crudeltà il maiale/schianta strozza impazzisce si indemonia/
..metti un uomo nel reparto/chiudilo dentro per otto ore consecutive/vedi come reagisce/..(può diventare pericoloso/..apri il suo cervello vedi cosa medita/misura la sua rabbia/aspettati che scoppi).Poesie dure e appassionate, quelle di Di Ruscio,la cui voce ribadiva l'ingiustizia sociale
come colpa collettiva:"chi è veramente oppresso
può esprimere solo l'oppressione".Voce che mancherà alla nostra letteratura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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