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Evola Julius - Rivolta contro il mondo moderno | In quest'opera, completata tra la fine del 1931 e l'inizio del 1932, Evola risale alle cause che hanno prodotto il mondo attuale e indica i processi che hanno esercitato un'azione distruttiva su ogni valore, ideale e forma di organizzazione superiore dell'esistenza. Il libro, quindi, non si limita ad una descrizione della "crisi" del mondo moderno, ma nemmeno si esaurisce in una polemica senza centro, dato che con uno studio comparato abbracciante le civiltà più varie indica ciò che nei diversi domini dell'esistenza può rivendicare un carattere di normalità in senso superiore.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5Giano gianus78@gmail.com (04-09-2010) Julius Evola è forse il pensatore italiano più interessante del XX secolo.
Dove un Gentile, un Croce semplicemente rimasticano l'idealismo Hegeliano, Evola si impone per originalità e vastita di orizzonti.
Rispondo brevemente all'utente qua sotto:
Cercare di caricare addosso ad uno scrittore, il cui pensiero, è bene ricordarlo, raggiunge il suo apogeo nei primi anni 30 (Rivolta è del 1934), le responsabilità belliche del regime nazista è non solo un atto di viltà intellettuale ma dimostra una certa malafede congenita, di chi vorrebbe censurare tutto ciò che non è riconducibile al pensiero egemonico del '900 ovvero quello socialista (marxista ma non solo) e quello liberale.
Non vi è nulla di sentimentalistico in Evola, anzi vi è una critica serrata al sentimentalismo in tutte le sue forme,inclusa quella romantico-storicista testé menzionata senza troppa cognizione di causa.
L'importanza di quest'opera eguaglia se non supera quella del "Tramonto dell' Occidente" di Spengler ( che fu proprio Evola a tradurre e diffondere in Italia e la cui versione è l'unica riproposta ai giorni nostri).
L'autore non si limita a criticare la società borghese che lo circonda, ma offre un sistema alternativo che piaccia o meno ha solide basi culturali e ben poco ha che vedere con i totalirismi del XX secolo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico (01-06-2010) i commenti sotto esposti mostrano la difficoltà di comprendere un simile testo.
Questo è un libro, che, come tutte le follie, affascinano....e io ne sono rimasto affascinato. L'autore, a mezzo fra scienziato druido, filosofo, cantastorie di mitiche realtà passate senza uno straccio di prova, ci accompagna in un magico e misterico viaggio che, vissuto dal lettore, risulta esaltante e affascinante, ma che, visto da "sobri", risulta essere niente di più che una droga allucinante.
L'auore facendo leva su sentimenti romantico-storicisti. mistici e politici cerca di dare una base spirituale a un razzismo meramente fattuale...sicchè mai dobbiamo dimenticarci che questo autore che tanto ci affascina durante la lettura.....ha dietro di se i treni che si dirigono ad Auschwitz. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
argos maini.g@libero.it (07-01-2010) Sebbene emani da questa "rivolta" un profumo di "Razzismo spirituale" non politically correct per la nostra Epoca della Globalizzazione,tuttavia la visione che abbiamo oggi della Realtà Mondiale ci induce forse al rimpianto dell' Origine della Civiltà Tradizionale,dove la severità dello Stile di vita non era contaminata dalla Menzogna dominante del Totalitarismo merceologico omologante del 21° Secolo.
argos
7 Januarius 2010 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea a.cassaro@katamail.com (15-05-2006) Parlare di un libro di così ampio respiro, in modo sommario come evidentemente conviene un commento di tale natura, è non solo ingeneroso ma inesplicabile.
Mi limiterò solamente a dire che se l'uomo fagocitasse lo spirito tradizionale, dei quali noi siamo i figli di un lungo percorso, è lapalissiano asseverare che le calamità che tutti riscontriamo, senza meno non sarebbero di questo mondo. Lavorare sull'Essere e la bontà del Divenire sarà pura conseguenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mario I. (29-03-2005) Nonostante sia cattolico, non posso negare l'importanza che ha avuto nella mia formazione la "Rivolta contro il mondo moderno"; un libro da superare, nella fede, ma che costituisce un corroborante, anzi, di più, un "pharmakon" indispensabile, per un certo tipo di temperamento, per resistere nell'attuale caos. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lucapelliccioli (19-08-2002) Esiste un ritornello che viene ripetuto a chiunque ardisca parlare di una certa egemonia culturale della sinistra, ed e' questo: la destra non c'ha artisti e intellettuali. Il bello e' che e' vero! Il filone anti-modernista (cioe' tradizionale) e' oggi il solo che meriti l'appellativo di Destra. E' li' che si raccolgono le migliori profezie sul mondo in cui viviamo e quest'opera ne e' un esempio eminente. L'Autore non e' un'artista, ma ad ogni evidenza e' piu' di un artista, avendo frequentato correnti avanguardiste, superate poi e assorbite nello studio della Tradizione. Proprio la Tradizione esclude che l'arte e l'intellighenzia sussistano per se': esse non sono che propaggini, applicazioni settoriali di una realta' sola. L'arte e' artigianato e l'artigiano, quando "crea", e' il ministro di un rito,niente piu', niente meno,ne' artista,ne' lavoratore. Questo e' solo un esempio di cio' che scopriamo in questo straordinario libro, scritto da un Autore detto da alcuni proibito, ma in realta' occultato, oscurato dal crepuscolo che ci attanaglia, carattere del Kali-yuga. Anche queste teorie sul tempo e sulla "storia" e sui cicli di civilta' troviamo nelle pagine, che scorrendo delineano una Weltanshauung del tutto coerente, che trae forza corroborante da tutte le tradizioni del globo, tranne la moderna. Quella "tradizione moderna" (in Italia, rinacimento-risorgimento-resistenza) che paradossalmente vorrebbe escluderle tutte,le autentiche. E' naturale che Evola, piu' che essere messo da parte si sia ritrovato sotterra, lui olimpico,come in un salutare ripiego nella citta' di Luz,o in altra corrispondente, nell'attesa che dalla durissima mandorla rinasca una civilta' normale. E' questo il senso delle ultime pagine del trattato, che pertanto preludono piu' a "Cavalcare la tigre" che non a "Gli uomini e le rovine", ma ancor piu' all'assolutezza eroica dell' apolitia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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