|
|  |
Evola Julius - Cavalcare la tigre | Julius Evola tratta in quest'opera del problema dei comportamenti che per un tipo umano differenziato si addicono in un'epoca di dissoluzione, come l'attuale. E "orientamenti esistenziali per un'epoca della dissoluzione" è il sottotitolo esplicativo che l'autore stesso dettava per la prima edizione del 1961. Il libro, però, venne pensato all'inizio degli Anni Cinquanta - per poi essere adattato allo svilupparsi della situazione contingente una decina d'anni dopo - insieme a "Gli uomini e le rovine", che uscì nel 1953. I due saggi dunque, non devono essere considerati in contrapposizione, ma viceversa come complementari. Per essi è possibile adottare la definizione che Evola diede per i suoi due libri sulla sapienza orientale, "Lo yoga della potenza" e "La dottrina del risveglio": così, "Gli uomini e le rovine" è analogamente al primo l'indicazione della "via umida", cioè della affermazione e della realizzazione in atto; "Cavalcare la tigre" illustra come il secondo la "via secca", cioè quella intellettuale, interiore, personale. Partendo da una decisa opposizione a tutto ciò che è residuale civiltà e cultura borghese, viene cercato un senso dell'esistenza di là del punto-zero dei valori, del nichilismo, del mondo dove "Dio è morto".
Roberto muschiantico@gmail.com (07-04-2010) Il nichilismo, l'idea che l'esistenza dell'uomo non abbia alcun senso e che sia determinata esclusivamnete dalla casualità e
da fattori materiali, meccanici e biologici è ormai ampiamente condivisa. Questa convinzione è dovuta a quella ipertrofia
della scienza moderna che è lo scientismo, ovvero l'applicazione del metodo sensistico e quantitativo ad ambiti che non
possono essere ridotti a mera quantità materiale. Cosicchè ecco cadere sotto la scure della mentalità "square" scientistica
tutti i valori che in età premoderna davano senso alla vita ma che non hanno, agli occhi del razionalismo moderno, un
fondamento "scientificamente comprovabile". La morte di Dio, la fine dei valori, la dissoluzione della forma artistica, la
mancanza di radici e di senso dell'appartenenza, sono alcuni dei risultati di questa Weltanschauung. Ecco quindi affermarsi le
due facce della civiltà moderna: da un lato l'abbandono alla razionalità calcolatrice, alle strategie di mercato, alla
burocrazia, alla mentalità caratteristica degli ambienti borghesi e capitalistici; dall'altro l'opposizione sbandata e
irrazionale del neobarbarismo: l'anarchismo, l'esistenzialismo, le mode underground, il primitivismo sociale, il terrorismo.
Morto Dio non resta dunque che cercare rifugio in surrogati di valori: la ricerca del successo, la glorificazione del denaro,
l'abbandono ai vari oppiacei fisici (droghe, alcool, sesso) e psichici come la TV, l'entertainment, lo spettacolo. Tutto ciò
secondo Evola è con molta probabilità destinato ad estremizzarsi sempre più; e nessun tentativo di agire in senso contrario
potrà fermarlo. E' bene dunque che una ristretta cerchia di uomini tenti di rimanere il più possibile in piedi fra le rovine
fino al punto zero dei valori. Solo allora forse, nel vuoto totale, gli uomini differenziati potranno riprendere una funzione
attiva. Per ora non resta che sopportare senza farsi corrompere dalla degenerazione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Evola Julius |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|