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Pears Iain - Il caso Raffaello | Un giovane studioso inglese di storia dell'arte, Jonathan Argyll, conclude la propria tesi sul pittore settecentesco Carlo Martini, sostenendo che sotto un suo quadro si cela un Raffaello. Ma non appena riesce a tornare a Roma, per verificare la supposizione, scopre che il quadro è sparito. Viene informato che il dipinto è stato regolarmente venduto ad un mercante d'arte. Il quadro viene messo all'asta e Jonathan sospetta che ci sia sotto qualcosa di losco. La sera dell'asta il quadro finisce distrutto in un incendio. A questo punto il giovane e la dottoressa Flavia Di Stefano, della squadra speciale per il recupero delle opere d'arte, si convincono che non è stata una fatalità, ma ignorano che l'indagine per scoprire la verità può costare loro la vita...
7 recensioni presenti. Media Voto: 2.71 / 5Moreno C. (19-04-2010) 'Il caso Raffaello' è un romanzo brutto, piatto, vuoto, privo di verve, e ciò si giustifica con il fatto che il libro fa parte della produzione iniziale di Pears. Fortunatamente, con il tempo, questo autore è maturato ed ha migliorato le sue doti arrivando a firmare opere stupende e profonde come 'La quarta verità' e 'Il sogno di Scipione'. La mia umile indicazione è quella di procurarsi questi ulmimi titoli, ignorando in blocco la serie delle indagini nel mondo dell'arte di Bottardi, Argyll & Di Stefano. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
romadica2000 (22-04-2008) Ho letto "il caso Raffaello" dopo la quarta verità, cosa dire: banale. Dopo la grande costruzione della quartà verità, letta d'un fiato nonostante la mole, ho trovato il primo di questa serie d'una banalità disarmente. Certo che Pears usa la penna in modo encomiabile, però trama e personaggi non vivono. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
mauro ddcom95@yahoo.it (04-09-2007) Libro che si legge tutto in un fiato...forse fin troppo... La storia, anche se intrigante, risulta essere troppo "tirata via" e già letta. Nonostante tutto si può consigliare la lettura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea72 (02-03-2005) Ho letto questo libro perchè mi era stato consigliato,nonostante il genere thriller che piace a me a toni piuttosto differente..Mi viene in mente solo una parola per descriverlo,per quanto banale, è cioè...carino,discretamente confezionato,ma niente di più..Gli do la sufficienza perchè comunque Pears non scrive male,ha uno stile abbastanza pulito e un'ironia sottile che strappa qualche sorriso.Non ritengo i personaggi memorabili,Flavia,Argyll e il generale Bottardi mi sembrano macchiette più che personaggi sui quali costruirci libri futuri (ma mi sa che l'ha fatto,vero?),pur riconoscendo il tentativo di caratterizzarli in maniera soddisfacente.La tensione è minima,potrebbe starci,più che nel scoprire "il colpevole", laddove il mistero del quadro è celato in fatti storici avvenuti secoli prima ma nei quali,a mio parere,l'autore si perde un pò troppo, rendendo alcune situazioni poco chiare.Lo ritengo,insomma,un libro non necessario per chi volesse aggiungere alla sua biblioteca un giallone coi fiocchi, ma gradevole nel suo insieme,da leggere per passare un pò di tempo senza pensare troppo Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesca (01-09-2003) "Il caso Raffaello" è stato il mio primo approccio a Iain Pears e, a mio modesto parere, è un romanzo di assai piacevole lettura anche se vi sono qua e là alcuni luoghi comuni da cancellare e si dovrebbe approfondire lo spessore di personaggi come Bottardi. La cosa più positiva è che la trama è avvincente e Pears ricostruisce bene il mondo "bizzarro" dei mercanti d'arte.
Per concludere, il libro mi è talmente piaciuto che ho già acquistato il secondo della serie, "Il comitato Tiziano"! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
natalia (08-04-2002) con la quarta verità questo libretto non ha niente da spartire...
la solita macchietta di investigatore alla soglia della pensione (stavolta è un generale di polizia mi pare), burberi, superimpegnati, che bevono tanto caffè, con una assistente giovane e carina.
di insolito c'è l'ambientazione nel mondo dell'arte, sì, ma mica così approfonditamente come pareva dalla quarta di copertina.
luoghi comuni a josa.
a me non è sembrato granchè.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Biondi Fabrizio biondifa@excite.com (05-09-2000) Il libro è bello e appassionante. Non è al livello de "La quarta Verità" ma è comunque molto ben construito. La trama è accattivante, con la giusta dose di suspance e mistero. Bello il colpo di scena finale. Le capacità narrative di Iain Pears rimangono su altissimi livelli. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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