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Devlin Keith - Il gene della matematica | Come funziona il cervello? In che modo ha acquisito la capacità di pensare matematicamente? Perché molte persone ritengono di non essere portate per la matematica e la trovano ostica e difficile? Perché non facciamo matematica con la stessa facilità con cui parliamo? Keith Devlin risponde a queste e a molte altre domande proponendo una nuova teoria sullo sviluppo del linguaggio. La capacità di pensare matematicamente non è altro che la capacità di usare un linguaggio, vale a dire un mezzo per comunicare con gli altri e capire ciò che gli altri ci dicono. In realtà facciamo matematica molto più di quanto crediamo, ma spesso non riconosciamo quando la stiamo facendo.
Media Voto: 2.5 / 5Franco Ressa (13-02-2003) Sto studiando la difficoltà di apprendimento della Matematica da parte dei ragazzi delle scuole superiori. Il libro di Devlin mi è parso inutile, perché vuole dimostrare la possibilità di comprensione della Mat. da parte di qualsiasi mente umana, ma non comprende che l'effettiva incomprensibilità è data alla Mat. da un sistema di scrittura e di codificazione vecchio e volutamente complicato, risalente ancora ai tempi di quando la Mat. era una scienza da pochi iniziati. Purtroppo nessun matematico finora ha pensato ad una riforma dell'espressione della Mat. forse per rigidità mentale od interesse a mantenere le cose difficili. La riforma però ci vuole, e prima o poi arriverà, forse proprio da un non matematico. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luciano Rizzo (11-03-2002) Vorrei segnalare una svista contenuta nel libro.
A pag. 165, a conclusione della dimostrazione di Euclide sull'esistenza di infiniti numeri primi, viene affermato che "N+1 è effettivamente un numero primo".
In realtà non è così, poichè N+1 potrebbe anche essere un numero composto, ma in tal caso (e in ciò consiste la bellezza della prova di Euclide)i suoi fattori sarebbero numeri primi maggiori di P.
L'esempio più immediato è quello che si ottiene ponendo P=13: in tal modo N+1=2*3*5*7*11*13+1=30031=59*509.
Per P>13 si hanno altri esempi.
D'altra parte, se fosse vero l'assunto, avremmo trovato un facile algoritmo per costruire infiniti numeri primi.
L'errore è ripetuto a pag. 169.
Quandoque bonus dormitat Homerus.
Cordialmente.
Luciano Rizzo
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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