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Che cosa si nasconde dietro l'inspiegabile, plateale suicidio di Jim Margolies, giovane promessa del reparto investigativo di Edimburgo, buttatosi dalla rupe che domina la città? E perché un pedofilo appena scarcerato è stato alloggiato in un complesso popolare con vista sul parco-giochi? Le chance di successo per un ispettore cinico, antisociale, colmo di rabbia a stento repressa e ossessionato dal senso di colpa per la morte del suo più caro amico e collega, non sembrano numerose, ma John Rebus è un mastino, un osservatore attentissimo, un investigatore indomito. E scoprirà la verità, anche se gli costerà molto cara.
Media Voto: 4.4 / 5Andrea72 whitewhizard@tiscali.it (30-09-2006) Ogni tanto succede di incontrare nell'immenso comparto dei romanzi gialli alcuni titoli che subiscono, più che esserne spinti, la ristretta nomea di genere “thriller”, romanzi che contengono al loro interno misteri e omicidi ma che non giocano con il lettore al puro scopo di intrattenerlo, piuttosto cercano tutte le strade per far uscire dalle loro pagine l'anima dell'autore, la sua terra, la città in cui vive ; un mondo intero che usa questa via per potersi raccontare e dare forma alle storie che lo contengono.Uno di questi romanzi è ANIME MORTE, e il suo premiatissimo e rispettabilissimo autore è IAN RANKIN. I motivi, a mio avviso, sono diversi, in ordine sparso di importanza.
Innanzitutto la location dei suoi gialli, abbastanza particolare e inconsueta : la Scozia, sede principale Edimburgo, la sua città. La sua Edimburgo, i suoi quartieri, gli angoli più malfamati, quelli più alla moda, i pub pieni di avventori con il loro whisky di malto, le montagne e fiumi che sembrano prendere vita ad ogni respiro di vento, il carattere delle persone, la forza dignitosa ma umiliante della povertà, il galleggiare di un male sempre uguale a se stesso qualunque sia il posto in cui appoggi la sua essenza, sono tutte sensazioni, vibrazioni che l'autore riesce a far emergere dalle sue pagine, amalgamandole fluentemente con altri aspetti delle sue trame, così da farle risultare parte integrante e mai invasiva dei romanzi. Altro aspetto fondamentale dei libri di Rankin sono le trame che imbastisce : complesse, piene, corpose, perfettamente dirette e controllate dalla sua penna, ricche di tutte quelle situazioni che possono allettare e riempire la lettura. Chi vuole il thrilling e il mistero è accontentato, chi vuole le storie dei personaggi è accontentato, chi desidera calarsi nelle atmosfere narrate e dare una dimensione a quello che legge è accontentato, ce n'è per tutti insomma, basta solo ricordarsi che Rankin è uno che rispetta i limiti, si viaggia con lui per gustarsi il paesaggio, prima di arrivare.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (30-05-2006)
Ottima scoperta questo Rankin.
Prima di tutto per l’ambientazione della storia: Edimburgo, regalando così una storia diversa dal thriller uguale Los Angeles. E’ affascinante lasciarsi avvolgere dal vento scozzese e dall’umidità nordica .
La trama è ben strutturata, con tre storie in una: il suicidio di un collega di Rebus, la scomparsa di un figlio di amici di Rebus, un noto killer che torna in Scozia dopo aver scontato la pena… di tutto questo deve occuparsi il nostro Ispettore, e poco alla volta la trama diventa più fitta e sempre più collegata tra le varie vicende.
Uno stile molto fluido e semplice che cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine e che non conosce cadute di stile (almeno io non ne ho rilevate).
John Rebus delineato bene anche nella solita figura del poliziotto con qualche problema di alcol e di affetti, magari questo clichè dovrebbe essere un po’ cambiato…..
C’è all’interno della vicenda anche un disturbante cado di pedofilia e trovo che l’autore sia stato capace di scriverne senza cadere nel banale o peggio nel morboso. Pochi trattano certi gli argomenti con delicatezza, anche se solo in un libro giallo ci vuole una dose di buon gusto nel parlarne all’interno del contesto senza sfruttare troppo il tema.
C’è molta carne al fuoco qui, ma cotta davvero con perizia e senza stancare mai. Nonostante il ritmo serrato l’attenzione non viene mai affaticata, anzi, c’è solo la voglia di finire presto per chiudere il cerchio.
Non ho letto i precedenti libri di Rankin e sicuramente mi sono persa le vicende famigliari di Rebus, ma l’autore è stato bravo nel farmele capire senza annoiarmi con continui riferimenti al passato, già per questo si merita un nobel.
Bravo davvero
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
deki (31-01-2006) eccezionale!mai noioso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giampiero (02-01-2001) interessante. il tema è scabroso ma trattato con assoluto rispetto e l'intreccio poi riesce bene a sciogliersi nel finale. la sottile ironia del personaggio Rebus è apprezzabile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
diego (01-11-2000) Particolare, non il solito trhiller. Non aspettatevi il classico giallo con rincorsa spasmodica contro il tempo per fermare l'assassino. Un intereccio particolare, comunque avvincente. Da leggere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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