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Collura Matteo - In Sicilia | Raffinata e selvaggia, cupa e solare, ascetica e pagana. Con tutte le sue contraddizioni, in cui convivono spiritualità e violenza, bellezza sublime e deturpata, ricchezza e miseria, la Sicilia, crocevia della storia, è metafora e specchio dell'Italia intera. "Senza conoscere la Sicilia, non ci si può fare un'idea dell'Italia. E in Sicilia che si trova la chiave di tutto", scrisse Goethe, quando l'isola era una tappa del "viaggio in Italia" d'obbligo per molti europei colti. Più tardi non di rado gli stessi siciliani hanno descritto, in varie forme, usi e costumi della loro terra. Ora Matteo Collura, nel solco di tale tradizione, rivisita luoghi, persone, coglie atmosfere lungo un itinerario che attraversa la realtà per giungere al mito e viceversa.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5Federico (26-02-2010) Bel libro ben scritto fatto di tanti aforismi e anedotti che raccontano una Sicilia "filosofica", rudimentale e allo stesso tempo inquadrata nel contesto europeo. Se sei appassionato di quest'isola l'antica Trinacria.. non può mancare.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Luisa Sotgiu (09-10-2005) Quando un giovane allievo incontra una persona importante per il suo futuro, si stabilisce una relazione tra i due che si sviluppa lungo un percorso fatto di ammirazione inizialmente, di comprensione, di apprendimento e insegnamento, di attenzione negli anni a seguire. Diventa un percorso costellato di episodi che, seppure nella loro frammentarietà, vengono vissuti intensamente. Quando il maestro è una persona straordinaria, come Leonardo Sciascia, e l’allievo è un attento e fedele biografo, come Matteo Collura, giornalista del “Corriere della Sera, questo percorso si rivela ricco di spunti e di aneddoti che si rivelano illuminanti per il lettore.
Dopo “Il maestro di Regalpetra”, Collura ci offre ancora con il suo “Alfabeto eretico”una testimonianza dell’affetto grandissimo che lo ha legato a Leonardo Sciascia.
Il libro composto di 58 lemmi si presenta come un dizionario tutto particolare perchè attraverso le varie voci, da “Abbondio” a “zolfo” ci permette di approfondire il pensiero e le ragioni dello scrivere di Sciascia :”Come le idee, i libri, quando sono buoni libri, ne creano altri, anche se non di uguale valore: così come non soltanto essi scelgono i “loro” lettori, ma li formano.”
In “Alfabeto eretico” troviamo molti temi cari a Sciascia: mafia, politica, religione, Sicilia, amore, amicizia...Per ogni parola Collura ha la spiegazione: sono i temi cari al suo Maestro, il vivere quotidiano, la famiglia, la tolleranza, la giustizia,l’impegno civile, il suo essere testimone scomodo e quindi “eretico” del nostro tempo.
Ho chiesto a Collura, in un incontro letterario, che cosa significava l’amicizia per Sciascia, visto che per motivi politici e di giustizia non ha avuto remora nel rompere un’amicizia che durava da anni con Gottuso. La risposta è stata chiara; la penso nello stesso modo: non si può immaginare un’amicizia con chi ti ha tradito in nome di un'ideologia!
Collura parla finalmente di se stesso con tono arguto,elegante, chiaro, coerente.
Maria Luisa Sotgiu Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emiliano edb104@hotmail.com (06-12-2004) Finalmente un libro sulla Sicilia fuori dal solito folclore. "In Sicilia" è un libro da regalare per Natale, perchè fa pensare a un "presepio" non convenzionale, pieno di personaggi emblematici e con un paesaggio che sembra aspettare un nuovo Messia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvestro Livolsi livolsi@edscuola.zzn.com (19-07-2004) Nel libro di Matteo Collura, In Sicilia, a pag.29 si legge: 'negli album fotografici di Capa un'immagine che può dirsi compiutamente pirandelliana, per l'ostentata ancorché involontaria teatralità espressa dalle persone ritratte (davvero personaggi che, in cerca
d'autore, ne hanno finalmente trovato uno nel fotografo), è contrassegnata da questa didascalia: 'Italia, 26 luglio 1943. Una strada due giorni dopo la liberazione del paese di Cefalù'. E invece no: non è una strada di Cefalù
quella che la foto ritrae, ma la piazza su cui si affaccia il Municipio di Agrigento e che da esso prende nome. Vorrei far conoscere bene questo luogo, perché grazie all'errore di trascrizione di Capa o - non importa stabilirlo - di qualche catalogatore venuto dopo di lui, esso appare
riassuntivo del più tipico paradosso pirandelliano, quello che concerne l'impossibile certezza dell'identità, subdolo rovello sotto il quale si apre il trabocchetto della follia.'
Matteo Collura continua poi a parlare della foto e, mettendone in evidenza la teatralità, fa intuire come dietro ad ogni scatto di Capa ci fosse una accurata 'preparazione' della scena. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Grazia Giordani graziagiordani@libero.it (20-03-2004) Il saggio di Matteo Collura è una geniale matrioska, un libro nei libri, un vero canto d'amore alla sua terra, espresso con preziosa penna. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
EMMA MONTINI e.montini@iol.it (13-03-2004) Mi rivolgo a Matteo Collura per ringraziarlo commossa per questo suo libro stupendo perchè da palermitana "esule" a Roma ho rivisitato la mia terra amatissima,ripecorrendo con le lacrime agli occhi le mie amicizie meravigliose con Ignazio Buttitta,Antonino Uccello,Guttuso e tanti altri illustri siciliani.Trovo splendido il modo di narrare di Collura,suggestivo,ricco di colori e di musica,di fascino e di mistero. Ho scoperto un altro"grande siciliano",un'altra"perla" della "collana dei grandissimi". Scrivere così è proprio un dono di Dio! Grazie! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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