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O'Brian Patrick - Burrasca nella Manica | Dopo aver contribuito al fallimento dello sbarco francese in Irlanda, Jack Aubrey e Stephen Maturin sono a terra, in attesa di un nuovo imbarco. Ne approfittano entrambi per occuparsi di varie questioni pratiche rimaste in sospeso. Stephen Maturin si reca in Spagna per riprendere la figlia, nonché il suo patrimonio depositato in una banca della Galizia. In Spagna sfugge per un pelo all'arresto e alla confisca dei beni da parte del governo spagnolo, informato dei suoi maneggi per favorire l'insurrezione in Perù. Jack Aubrey da parte sua ha notevoli problemi economici e deve vivere nella dimora ereditata dal padre a Woolcombe, affittando la casa di Ashgrove. Nelle terre paterne si trova anche un vasto terreno comune che il capitano Griffiths, nipote dell'ammiraglio dal quale Jack dipende, e l'ammiraglio stesso, vorrebbero recintare e privatizzare: è la spinosa questione delle encloseurs... Jack è contrario e sta dalla parte degli abitanti, guadagnandosi l'ostilità dell'ammiraglio. Per Jack le probabilità di essere fatto alla prossima promozione ammiraglio della "squadra gialla" (cioè ammiraglio solo di nome, una vera onta per un marinaio come lui) sono altissime. Anche sul piano della vita privata la situazione è difficile, visto che tra Jack e sua moglie Sophie interviene la suocera a mettere zizzania.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.83 / 5fabio belafatti (03-10-2008) come sempre, patrick non delude! è vero, l'azione è molta meno del solito, ma non si può dire che non succeda nulla, anzi!!!! e le ultime pagine, proprio quando tutto sembra finito, aprono la strada a molte nuove avventure!!!
peccato che vadano lette in inglese, per ora, e non è affatto facile! per gli interessati, sappiate che c'è un colpo di scena veramente duro all'inizio di "the hundred days"...personalmente ci sono rimasto molto male! ci dovrebbe essere anche mooolta più azione! buona lettura...(ps: il titolo del prossimo romanzo è, appunto, the hundred days. "Admiral" è parte del titolo di "burrasca nella manica", che in realtà si intitolava "The yellow admiral".) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Federico (03-03-2008) Un episodio meno brillante di altri, ma è sempre un piacere immergersi nella compagnia di cari e vecchi amici come Stephen, Jack, Blaine (più presente del solito), ecc.
Non c'è molta azione coerentemente colla macrostoria: la flotta è dedita a un blocco navale, perciò c'è poco da fare.
Interessante l'approfondimento del Jack politico, che dà concretezza al proprio conservatorismo prendendosi carico dei propri doveri di onesto signore locale che difende le tradizioni e le terre comuni.
La nomina ad ammiraglio all'ultima pagina dimostra che questo volume serve a preparare il prossimo (che se non ricordo male si intitola proprio "Ammiraglio", almeno in inglese): lo attendiamo con ansia.
Ho notato uno strano calo nella qualità della stampa, che si vede in particolare nelle capolettere, spesso sbiadite e addirittura tremolanti: inaccettabile per un libro non economico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carmine (30-01-2008) Un buon libro che confesso di aver letto avidamente. I neofiti avranno pensato di aver comprato (almeno per le prime 100 pagine) un manuale di diritto fondiario inglese dell'epoca ottocentesca. Per i "vecchi" come me, che hanno scoperto O'Brian nel suo splendore nei vari Primo comando, Buon vento dell'ovest, L'Isola della desolazione, Verso Mauritius, quest'opera rappresenta una ennesima tappa della maturità dei nostri eroi. Sempre affascinanti anche se meno arzilli e con poche possibilità di "distinguersi", proprio come per il nostro Aubrey. Da appassionato non posso che aver letto con una nostalgia profonda per le accurate scene d'azione che O'Brian sapeva tratteggiare. D'altra parte comprendo il cambiamento di ambiente in cui i personaggi vengono collocati e in cui affrontano nuove problematiche. La penna di O'Brian ha sempre avuto un certo rigore storico nello scrivere e inevitabilmente le vite dei nostri amici sono soggette, come nella realtà, all'incedere del tempo. In sintesi una "dolorosa" evoluzione dei personaggi. Detto questo e considerando che mancano solamente altre due puntate........non so proprio come compensare il vuoto futuro! Evvia O'Brian! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio (25-01-2008) Solito O'Brian: uno squarcio sulla società inglese di inizio '800, tra guerre napoleoniche e fermenti sociali. Certo, se capita in mano a chi si accosta per la prima volta ai nostri eroi, in cerca di bordate, abbordaggi e navigazioni oceaniche potrebbe essere difficile arrivare a pag 50 prima di cestinarlo. Per i vecchi fan (ormai invecchiati con i nostri, considerando che il primo volume "italiano" è di 15 anni fa) è la solita consolante lettura, tra vecchi amici e qualche nuovo spunto. Rimane solo il rammarico che mancano solo 2 puntate (e un pezzetto) alla fine del viaggio e che, a differenza di Sharpe, non saranno possibili viaggi all'indietro nel tempo ..
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimo (19-01-2008) Il lungo viaggio dei nostri eroi si avvicina alla fine. Mancano solo due altre puntate e l'incompiuto ultimo viaggio che leggeremo in italiano, forse,a oltre 10 anni dalla morte dell'Autore. Come sempre un perfetto affresco dell'inghilterra di inizio '800, con sempre piu' spazio agli aspetti sociali e un po' meno alle scorrerie tra i sette mari. Una lettura un po' bolsa per chi si affaccia per la prima volta alla serie, ma una salda certezza, piena di vecchi amici, per chi la segue da circa 15 anni.
Godetevi questi ultimi sprazzi di coste sotto vento e di intrighi borghesi, di gerghi nautici incomprensibili e di abbordaggi tra i fumi delle bordate.
Speriamo solo che l'editore, bonta' sua, decida in una riedizione dell'opera omnia di Hornblower o magari del Ramage di Pope, magari non all'altezza dei primi due ma discreto succedaneo per gli appassionati di scontri sul mare.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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