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Caruso Alfio - In cerca di una patria | Dalla sera dell'8 settembre 1943 al 2 maggio del 1945, 86.000 militari italiani muoiono combattendo con la propria divisa contro i nazifascisti in Italia, in Grecia, in Jugoslavia e da prigionieri nei lager tedeschi. Alla grande storia di Badoglio e di Eisenhower, di Vittorio Emanuele III e di Alexander, di Roosevelt e di Hitler, di Churchill e di Rommel, si affiancano le cronache di quindici giovani, che l'8 settembre sorprende in Francia, in Grecia, in Sardegna, a Milano, in Montenegro, in Friuli, in Dalmazia, in Puglia. Sono fascisti convinti, ma intuiscono che dentro il buco nero nel quale sono stati cacciati da Mussolini e dallo Stato maggiore l'unico salvagente al quale aggrapparsi è il senso di attaccamento alla Patria.
maurizio marchesi maurizio.marchesi@uniroma1.it (26-04-2005) Mi dispiace di non poter dare un voto molto alto a questo libro, peraltro uno dei pochi a larga tiratura che possano essere di riferimento futuro per un argomento finora negletto.
In effetti, devo dire di aver fatto un po' fatica a finirlo, perchè la narrazione mi è sembrata "meccanica" (cioè uniforme e ripetitiva nei modi) ed affannata. E' commendevole la sforzo di ricordare il maggior numero di questi sfortunati e magnifici ragazzi (e non), ma nessuno di loro rimane nella memoria.
A paragone, un testo come "La lunga marcia" di Fusco, pubblicato da Sellerio, è di scorrevolissima lettura, seppure anch'esso irto di nomi, riferimenti geografici, gesta e altro.
Non ho letto gli altri libri di Caruso e mi accingo a farlo per confermare o smentire questa prima impressione (del tutto personale, sia ben chiaro). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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