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Kadaré Ismail - La figlia di Agamennone | Una storia avvincente e indimenticabile sulla crudeltà del potere e il prezzo che l'individuo è costretto a pagare. Sfilata del primo maggio a Tirana: in una delle tribune delle autorità un invitato, l'anonimo io narrante, ha all'improvviso l'impressione di scorgere, tra gagliardetti e ritratti di alti dirigenti, il volto dell'antico comandante greco Agamennone. Allucinazione? O piuttosto effetto del dolore di un uomo appena abbandonato dalla donna amata, Suzanna, figlia di un alto dirigente di partito destinato a succedere al capo assoluto? La figura mitologica del comandante disposto a sacrificare gli affetti familiari per la ragion di stato è la chiave lettura di una sconvolgente storia d'amore distrutta dalla crudele macchina del potere.
Media Voto: 5 / 5Ariano (12-03-2009) Scritto molto bene.Per uno come me ,che ha vissuto ogni momento di quella dittatura ,mi fa tornare in mente tante ingustizie e sofferenze ,e mi fa vennire i brividi ancora oggi.Complimenti anche all' editore per il coraggio,ad aver appoggiatto un romanzo che sicuramente interessa a una piccola parte di lettori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alban (18-01-2008) Completamente d'accordo con la recensione di Mirco. Aggiungo peraltro che le vicende del romanzo proseguono nel libro "Il successore". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mirco Ficola firkoo@alice.it (29-11-2007) Questo libro, scritto più di venti anni fa e quindi in tempi non sospetti, rappresenta il tentativo riuscito di far comprendere al lettore il sentimento di terrore e frustrazione che un popolo prova davanti alla forza schiacciante di una dittatura. Le menti sono ottenebrate dalla propaganda politica, ben inquadrate e regolate come un plotone in marcia, quelli "contro" sono gettati da mani invisibili nelle miniere di cromo, i sentimenti sono frustrati da rigidissimi schemi. Così l'amore del protagonista per la figlia di un alto dirigente del Partito gli è di fatto precluso dalle logiche di carriera del padre di lei. Ma un dubbio feroce accompagna il narratore: tornando con la mente al sacrificio di Ifigienia dapprima crede di trovare un parallelismo con la vicenda che lo lega a Suzanne, ma poi capisce che non è così. La "violenza" perpetrata su di lei altro non è se non la negazione di ogni pulsione, dello sbocciare di una nuova forma di "idea". Un concetto che dovrebbe far riflettere chi ancora prova nostalgia per queste forme di potere.
Un plauso anche all'editore LONGANESI che ha realizzato una collana davvero bella. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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