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Odifreddi Piergiorgio - Perché non possiamo essere cristiani (e meno che...

Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) TitoloPerché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)
AutoreOdifreddi Piergiorgio
Prezzo
Sconto 20%
€ 11,68
(Prezzo di copertina € 14,60 Risparmio € 2,92)
Prezzi in altre valute
Dati2007, 264 p., rilegato, 8 ed.
EditoreLonganesi  (collana Le spade)
 Disponibile anche in ebook a € 6,99

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Descrizione
"La prima stazione della nostra via crucis è l'inizio di tutti gli inizi: più precisamente, la mitologia ebraica della creazione del mondo e dell'uomo, narrata in due versioni diverse e contraddittorie nei capitoli I-XI del Genesi." Comincia così questo viaggio che il matematico Piergiorgio Odifreddi compie dentro le Scritture e lungo la storia della Chiesa, fino ai giorni nostri. Come uomo di scienza, egli considera l'affermazione che quello della Bibbia è l'unico vero Dio una "bestemmia" nei confronti di colui che gli uomini di buona fede, da Pitagora e Platone a Spinoza e Einstein, hanno da sempre identificato con l'intelligenza dell'universo e l'armonia del mondo. Come cittadino, afferma che il cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo civile e morale, e ritiene che l'anticlericalismo sia oggi più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa. Come autore, infine, legge l'Antico e il Nuovo Testamento e le successive elaborazioni dogmatiche della Chiesa per svelarne, con una critica tanto serrata quanto avvincente, non soltanto le incongruenze logiche ma anche le infondatezze storiche, dando alla ragione ciò che è della ragione e facendo emergere dai testi la verità: ovvero, dice Odifreddi, che "Mosè, Gesù e il papa sono nudi".

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
I recensori di libri scritti da atei su questioni teologiche e religiose hanno preso l'abitudine di chiedersi chi glielo faccia fare. È successo in Italia con il Babbo Natale, Gesù adulto di Maurizio Ferraris (Bompiani, 2006; cfr. "L'Indice", 2007, n. 1), e con questo di Odifreddi, all'estero con The God Delusion di Richard Dawkins (Bantam Press, 2006). Si compatisce la loro ingenua presunzione di combattere con argomenti razionali una forza storica secolare che si è radicata nei costumi, nel linguaggio, nei miti e nei riti, nelle istituzioni, nelle feste e nel calendario.
Odifreddi dichiara che gli atei non vogliono "sconvertire" ma difendersi dal clericalismo. L'unica difesa, tuttavia, è un indebolimento delle chiese, che si ottiene sottraendo loro sostenitori, o comprandoli con il benessere materiale o ragionando. Odifreddi non affronta in questo libro questioni teologiche quali le prove dell'esistenza di Dio, come faceva Bertrand Russell nel suo Perché non sono cristiano (1957; Tea 1999), ma ha scelto di leggere le Scritture, l'Antico e il Nuovo Testamento, e di far parlare i testi. Anche a questo proposito gli viene però obiettato che è noto che questi libri sono influenzati dalla cultura e dai costumi dei loro estensori, e l'esegesi biblica ci ha detto tutto quello che si può sapere su di essi, libri e autori, e sulla loro funzione storica e sociale.
Proprio qui sta invece la grande forza dell'argomento implicito nell'impostazione di Odifreddi. La religione cristiana è una religione del Libro, un libro scritto da Dio, o ispirato da Dio: quello che sta scritto in quel libro rivelato legittima non solo la religione, le sue credenze e le sue pratiche, ma la chiesa stessa. Non a caso, quella cattolica si è sempre preoccupata che non fosse letto dai fedeli.
Ora, se lo si legge si incontrano cose da far drizzare i capelli. Hai un bel dire che i libri riflettono i costumi dei tempi nei quali sono stati scritti (la Cei parla di "costumi in armonia coi tempi antichi", a proposito delle ricorrenti compiaciute stragi ordinate da Dio), o da autori ignoranti, resta il fatto che essi sono ispirati da Dio (Odifreddi ci ricorda che solo nel 1943 Pio XII ha invitato i credenti ad accettare i risultati dell'esegesi biblica e delle scienze storiche e antropologiche, ma che ancora il Concilio Vaticano II ha ribadito che Dio si è servito degli autori della Bibbia, agendo in essi "perché scrivessero tutte e soltanto quelle cose che Egli voleva fossero scritte"), e uno sguardo un po' più lungimirante Dio avrebbe potuto averlo rispetto all'orgia di incesti, violenze, massacri, obbrobri, falsità e inconsistenze che li pervadono.
Se si riesce a dimenticare quello che ci ha raccontato il catechismo, con una non facile operazione tipo Lettere da Iwo Jima, alla fine della lettura non si può non riconoscere che questi testi sono umani, troppo umani: infatti sono stati scelti dalla chiesa, tra quelli disponibili ovviamente – non si è potuto arrivare a riscriverne di politicamente corretti, salvo che in Paolo, che non aveva testimoni da considerare, e che pure è in odore di eresia, considerando Gesù un uomo –, e stravolti dall'ermeneutica fino ad arrivare per opportunità a immettere tra i capisaldi del proprio magistero il contrario di quello che si arguisce potrebbe essere stato l'insegnamento autentico, più che ispirato, di un predicatore come Gesù. Odifreddi documenta nell'ultima parte la progressiva costruzione della fantastica dottrina attraverso i Concili.
Se i libri sono umani – ovviamente una persona ragionevole non può che pensare che siano umani, ma qui si sta parlando al credente – allora c'è un circolo vizioso, perché la legittimità della chiesa si basa sulla credenza che quei libri siano dettati da Dio. La fede, in quel Dio, in quelle promesse di Dio, è basata su un resoconto di eventi, che narra l'intervento di Dio nella storia, dalla creazione e dal peccato originale al riscatto attraverso la morte del figlio di Dio e alla sua resurrezione. Il resto, che viene opposto a Odifreddi, la "semantica biblica" o la lettura spirituale, è di nuovo soltanto umano. Se l'origine divina dei testi non è neanche un dettato, ma solo un'ispirazione nel senso laico di avere un'idea, come è stato ispirato ad esempio José Saramago a scrivere il suo Vangelo secondo Gesù Cristo (Einaudi, 2005), resta una storia più o meno bella, più o meno truce, messa insieme in modo abbastanza approssimato.
I credenti possono schizofrenicamente dichiarare di interessarsi solo agli aspetti spirituali, e accettare l'azione politica della chiesa come un'inevitabile conseguenza del suo essere nella storia. Ma il fondamento delle credenze spirituali allora non è più la Rivelazione, è quello che instillano ai bambini i genitori amorevoli e gli educatori autoritari, non è fede ma plagio. L'ordine delle cose non è che lo spirito è elevato, ma poi "la carne è debole", al contrario la carne è forte, ed è essa che ha plasmato lo spirito.
La contraddizione fondamentale dei cristiani è che si sono presentati sempre con una duplice natura, da una parte la mitezza, sostenuta da alcune parti del Vangelo, dall'altra la struttura violenta e conquistatrice, la mitezza nei poverelli, la violenza nei potenti. Come le due personalità e i due tipi di azione siano potuti convivere e immettere nella civiltà dell'Occidente cose buone e cose cattive è un fatto curioso della storia, del quale forse Odifreddi potrebbe fare un bilancio in un prossimo libro sulla storia della chiesa.
  Gabriele Lolli

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 299 recensioni presenti.  Media Voto: 3.28 / 5

Giorgio Miceli (25-11-2011)
La frase che a mio parere riassume stupendamente l'essenza di questo libro é: "Non ci sono mai state e mai ci saranno guerre di scienza, al contrario delle guerre di religione". La scienza non ti impone niente. Nessuno ti vieta di fare a meno del computer, della televisione, persino della luce elettrica...Peró la religione, con la connivenza della politica che da sempre ne é utilitaristicamente garante, pretende e riesce ad influire pesantemente su molte tue scelte personali, dall'aborto all'eutanasía, alle diversitá sessuali etc. La vera violenza arriva da chi tratta di imporre un concreto condizionamente della vita civile (indispensabile alla sua sussistenza ed al perpetrarsi dei suoi privilegi) mascherato da astratto bene universale.
Voto: 5 / 5
Carlo (20-11-2011)
Chi "crede" lo fa irrazionalmente (altrimenti che fede sarebbe?) e non c'è dimostrazione logica che tenga. Chi sceglie di credere rinuncia alla logica. Lo testimoniano tutti i tentativi falliti di dimostrare logicamente l'esistenza di dio da parte dei padri della chiesa. Nonostante i loro fallimenti, non hanno rinunciato alla loro fede; hanno preferito rinunciare alla logica. Lo stesso vale per chi (qui sotto) dice: non tutto può essere spiegato dalla logica. Traduzione: siccome non riesco a dimostrare quello che voglio (es. l'esistenza di dio) allora dichiaro che non è dimostrabile per definizione e quindi esiste. Galileo e Newton erano cristiani? E allora? Questo dovrebbe dimostrare che cosa? A parte il fatto che erano uomini del loro tempo, in cui era inconcepibile per chiunque il non essere credenti. Forse chi avanza queste obiezioni non ha capito il senso fondamentale del testo di Odifreddi (o almeno questa è la mia interpretazione). Il problema non è tanto la fede in dio. La non-esistenza di dio non può essere dimostrata, così come la non-esistenza di gnomi gialli a pois su un pianeta di Andromeda. Però possono essere evidenziate e dimostrate un sacco di incongruenze ed errori nelle "sacre scritture" le quali vengono invece usate come base testimoniale e infallibile dei dogmi propalati dalla Chiesa. E, guarda caso, questo è proprio quello che è successo a Galileo. Tutti i commenti negativi a questo libro (e in genrale alle posizioni di Odifreddi) riguardano supposte "banalità" e "affermazioni da Wikipedia". Siccome una cosa è una banalità, dev'essere sbagliata? "Banalità" significa verità lapalissiana, che non ha bisogno d'essere dimostrata o spiegata. Ma dev'essere accettata. E le "affermazioni da Wikipedia" anch'esse non sono necessariamente sbagliate solo perché stanno su Wikipedia. Insomma, si accusa O. di essere "banale", di essere "offensivo", ecc. Ma nessuno dei suoi detrattori riesce (o forse manco ci prova) a smontare le sue affermazioni.
Voto: 5 / 5
Concy (26-08-2011)
Ho letto e studiato la Bibbia un sacco di volte e non c'è voluto molto per capire che è un opera umana. Parla dell'uomo, dei suoi pregi e delle sue debolezze, ma non ci descrive di che natura è fatto Dio, gli angeli, dove vivono... in cielo, ma quale cielo, l'atmosfera o lo spazio profondo, che fanno in cielo gli angeli, Dio e i santi... Piergiogio Odifreddi è uno scienziato serio che ha un gande coraggio di affrontare i preti e la chiesa, l'ho visto diverse volte in TV e ho condiviso le sue argomentazioni. Bravo Piergiorgio, continua cosi.
Voto: 5 / 5
Romano (25-02-2011)
Perfettamente d' accordo con Riccardo (tranne su Godel credente. Non lo era, ma provò la sua razionalità nel dimostrare logicamente l' esistenza di Dio: il che è perfettamente possibile. Erano cristiani Galileo [cattolico], Newton [anglicano un po' originale], Leibniz [evangelico], tanto per dirne qualcuno) e con tutte le 'stroncature' di questo libro presuntuoso perchè fuori dalle proprie capacità e conoscenze. Parlo per esperienza diretta della lettura pagina per pagina del testo e di un lungo dibattito col prof. Odifreddi, di cui i suoi estimatori possono chiedergli notizie. Molte volte, di fronte alle mie obiezioni, non avendo appropriate risposte, la sua tattica è stata ed è quella di far finta di niente, ignorare, non rispondere e passare ad altro. Poi sono gli altri, specie la Chiesa Cattolica ad essere dsonesti intellettualmente? Solo per dire l' ultima, da almeno quindici giorni aspetto risposta ad una delle sue grandi critiche che mi ha sempre sfidato a fargli, quella sulla storicità di Cristo, esposta in quattro pagine del libro con una serie di banalità copiate da libri vecchi di almeno 60 anni, superatissime dalla ricerca storica seria. Ho già sollecitato due volte, prima di entrare nel merito mi aveva detto di avere un trasloco in corso, chissà... Comunque, se si occupa di logica, e almeno seriamente, lì ci si può ragionare, ma per il resto...stendiamo un velo pietoso! Onestà intelletuale la dimostra non nascondendo le critiche che gli vengono fatte, vedi pagina di Wikipedia (vedi quelle linguistiche pertinentissime del prof. Marino). Almeno questo!
Voto: 1 / 5
Giulio (30-10-2010)
I libri di Odifreddi ricevono sempre commenti relativamente bassi, spesso scritti da fanatici della religione ( sfido chiunque a dimostrare che non è così) o da gente che semplicemente non vuole “rompere l’incantesimo”della fede in cui crede, tanto per citare Dennett. Voglio spezzare una lancia in favore di Odifreddi e di questo suo libro che oltre ad essere ben documentato trasmette anche informazioni corrette e, per dirla con tutta onestà, scomode. Non fidatevi della marea di commenti negativi scritti su questo libro, leggetelo!
Voto: 5 / 5
franco (14-10-2010)
Finalmente uno che dà una svegliata a tanti bigotti che ancora credono ad un testo ispirato da un dio che è un'accozzaglia di infantilismo, cattiverie e contraddizioni. Ma come si fa a credere alla creazione nel 2000 e passa, al suo riposo per tale "fatica", alle sue "creazioni" di cui poi si pente e giù a maledire e punire... Se veramente esiste un dio non è classificabile nè in bene nè in male e nessun attributo può definirlo per la nostra nullità nell'universo. E' stato il "bisogno" insito nell'uomo a crearlo a NOSTRA IMMAGINE E SOMIGLIANZA! Tramandando sogni e allucinazioni scritti, riscritti, corretti, manipolati e inventati. Quanto mi appaga il mio sano agnosticismo!
Voto: 4 / 5
Giovanni (20-09-2010)
Mi spiace per tutti i credenti ma Odifreddi in questo libro ha esposto i fatti. Chiaro che si intende che l'autore non é credente. Il libro mi é piaciuto molto perché fa un'analisi fredda e precisa di tutte le inesattezze della Bibbia. Personalmente non credo in dio e rispetto chi lo fa. Non rispetto chi mi impone come devo pensare e cambiare la mia vita secondo dogmi paradossali.
Voto: 5 / 5
Gianni (17-09-2010)
Bellissimo libro, pungente e ironico, oltre a confutare le scritture mostra con quale assurdità si mischino credenze religiose a temi politici. Per Riccardo: 1) Odifreddi non ha mai detto che con la logica si può conoscere tutto, anzi, ha sempre affermato l'esatto il contrario. 2) Godel non era credente ma agnostico. Al massimo si può dire che credeva nel logos, ovvero nella logicità dell'universo ma non era certo nè cristiano nè mussulmano nè induista.
Voto: 5 / 5
Manuel (17-09-2010)
In risposta a Riccardo, mi piacerebbe da lui sapere come definirebbe il Papa, che di tutto parla, ed in particolar modo di ciò che non gli compete. Apparentemente non un intellettuale, stando alla definizione da lui data. Incredibile poi come Godel debba essere continuamente frainteso. Godel ha semplicemente dimostrato che la completezza dell'aritmetica non può essere dimostrata dai suoi assiomi. Ma per ogni proposizione non dimostrabile con un insieme di assiomi, si può sempre aggiungerne uno nuovo per sopperire alla mancanza, ed avanti così all'infinito. In quanto al libro di Odifreddi, non è certo un capolavoro, ma merita di essere letto.
Voto: 4 / 5
Riccardo conte43@hotmail.it (14-09-2010)
Quando un falegname si mette a fare l'idraulico rischia di far allagare un appartamento. Quando un matematico si mette a fare l'esegeta, fa la figura del cretino. La banalità con la quale il sedicente professore affronta certi problemi è sconcertante. Rende veramente tristi il fatto che un simile personaggio venga considerato in certi ambienti, un intellettuale. Un intellettuale è innanzi tutto una persona umile che parla di quello che conosce e tace su argomenti che non gli competono, come insegna Wittgenstein. Questo professore ha una grandissima fede: quella nella logica. Con essa pensa che l'uomo possa conoscere tutto e che tutto l'Universo sia esclusivamente logico. Peccato che sia l'Universo a decidere cosa farci conoscere e cosa no. Chissà se il professore si ricorda che uno dei più grandi logici matematici della storia, Kurth Godel dimostrò che anche la logica ha i suoi limiti. E chissà se ricorda che Kurth Godel era credente, a dispetto del professore che pensa che le uniche persone intelligenti siano gli atei. Libro da consigliare solo a chi ha soldi e tempo da buttare. Pessimo!
Voto: 1 / 5
deo (30-04-2010)
Riferimenti storici piuttosto corretti, ma in genere il testo ha molto poco di scientifico, è un testo commerciale. Come dire, frasi corrette, riscontrabili su wikipedia o sui libri di storia, ma poste in sequenza tendenziosa e piuttosto banale, a tratti noiosa. Per non credere basta non credere, non servono ricerche storiche. Invece per fare una ricerca storica serve un approccio storico. Qui abbiamo un approccio che non è né storico e neppure filosofico, ma divulgativo e un poco infantile. Wikipedia è una preferibile alternativa.
Voto: 2 / 5
Enzo (18-02-2010)
un libro che dilata le coscienze.
Voto: 5 / 5
nadia (15-11-2009)
A parere di Oddifreddi il cristianesimo, poi lui precisa a maggior ragione il cattolicesimo,non ha nulla a che fare con la scienza e sarebbe, così come la tradizione ce lo ha tramandato, un insieme di dogmi. Direi che Oddifreddi afferma delle verità; però Oddifreddi ha poco a che fare con il vero scienziato, il quale è alla ricerca " provata" delle cose.
Voto: 1 / 5
fabio j. (28-07-2009)
Il libro è interessante, ma alla lunga diventa noioso. Personalmente poi non sopporto la supponenza di certe posizioni. Caro Odifreddi, attualmente la Scienza ci racconta di Big Bang e atomi, di quanti e universi paralleli, di massa oscura e via dicendo... e io ci credo. Ma senza mezza prova che io possa davvero capire. Tutti i calcoli e le formule che provano queste teorie sono incomprensibili al 99,99% delle persone eppure quasi tutti ci crediamo. Perché facciamo un atto di fede nei confronti degli scienziati e pensiamo che la spiegazione offertaci sia quella che spiega davvero i fenomeni osservati. Ma le spiegazioni potrebbero tranquillamente essere altre e quelle formule essere semplicemente dei simboli messi su carta per prendere in giro noi poveri ignoranti. Questo per dirle che il suo libro merita di esser letto perché vuole mostrare le contraddizioni e le forzature su cui si basano le religioni monoteiste, ma personalmente ritengo censurabile la sua tendenza a trattare i credenti come tanti poveri imbecilli creduloni. Loro scelgono una verità tra le tante che gli vengono offerte. Io i creazionisti non li capisco e la Bibbia non l'ho mai molto considerata, ma non vedo perché qualcuno non debba crederci. Si ricordi che gli scienziati sono anch'essi dei sacerdoti che ci raccontano la loro verità (che cambia nel tempo, oltre che da scienziato a scienziato)... E che le persone hanno bisogno di credere in qualcosa... con un'unica regola: ognuno deve poter scegliere liberamente quello in cui vuol credere.
Voto: 2 / 5
Romolo (28-07-2009)
Se nella Genesi Dio si chiama Elohim perché è Uno e Trino, allora perché gli Ebrei, che hanno nel solo Vecchio Testamento il loro libro sacro, non riconoscono in nessuno il Figlio di Dio, cioè la seconda persona della Trinità? Vorrei che i pensatori profondissimi, più intelligenti evidentemente del professor Odifreddi, ce lo spiegassero. La verità è che questa è un'opera di esegesi biblica fatta come si deve, con occhio critico. Chiunque, studiando con attenzione, trova nella Bibbia incongruenze e contraddizioni incredibili, a dimostrazione lampante che sono state raccolte tradizioni diverse in un unico libro. Quanti sedicenti cattolici conoscono la Bibbia per davvero? Pochi, mi sa. Certo, Odifreddi è evidentemente di parte, e il capitolo sulla derivazione etimologica unica tra cristiani e cretini mi è sembrata una forzatura; per il resto, il professore non fa che elencare le innumerevoli incongruenze di in libro che, non dimentichiamolo, un vero credente deve considerare come ispirato (se non proprio scritto per interposta mano umana) neintemeno che da Dio stesso.
Voto: 5 / 5
daniele (25-06-2009)
Padrone dell'arte della Logica, analizza il libro sacro portandone alla luce la natura fantastica. Curioso nelle spiegazioni, piacevole da leggere, illuminanete sotto certi aspetti, a tratti divertente. Consiglio a tutti gli uomini di buona volontà di leggere anche la Bibbia.
Voto: 4 / 5
Sabrina (08-06-2009)
Questo libro apre gli occhi! Fa riflettere sul meccanismo della religione e di come i loro rappresentanti abbiano preso in giro e sfruttato i popoli nel corso della storia. Sono rimasta di sasso scoprendo alcuni argomenti ai quali non avevo mai pensato. Questo testo dovrebbe essere divulgato nelle scuole e fatto studiare al posto dell'ora di religione!
Voto: 5 / 5
Squalo (27-05-2009)
Un libro esilarante, ironico, frizzante e, soprattutto, scientifico. La Bibbia e il Vangelo non sono altro che una raccolta di miti da leggere come tale: da un Dio capriccioso e vendicativo - al pari di Zeus - dell'Antico Testamento, ad un Cristo che non è altro che l'espressione di un Dio cattivo che si autofustiga e si autocrocifigge per riscattarsi. Solo la Chiesa, per salvaguardare la propria teocrazia, continua a leggere i testi sacri come se si trattasse di documenti aventi una portata storica. In realtà sono testi che dovrebbero essere serenamente letti in chiave mitologica, come si leggono l'Iliade e l'Odissea. Niente di più!
Voto: 5 / 5
AG (25-05-2009)
Che noia la solita battaglia di 1 e 5 tra credenti o non. Quest'opera io l'ho trovata esilarante, nel senso di davvero molto divertente. Purtroppo però non c'è mica molto da ridere. I giudizi negativi si attaccano ad una singola riga, un singolo errorino di traduzione, un singolo commento discutibile, apparendo come quelli che guardano il dito invece della luna. Odifreddi non dimostra l'inesistenza di Dio, tranquilli. La sua tesi è quella del titolo, che potrebbe essere spiegata cosi: come si fa a permettere che scritture mediorientali di 2/3000 anni fa influiscano cosi pesantemente in ogni singolo aspetto della nostra vita del 2009? Pasticci, errori di traduzione, incredibili interpretazioni forzate, assurde spiegazioni, pretese ridicole di storicità, devastanti errori (orrori) scientifici, etici e logici. Odifreddi mi è parso perfino più "pacato" e meno arrogante del solito. Non fa altro che leggere le "sacre" scritture. Nient'altro. Quanti danni. Voto 4 perchè secondo me manca una bibliografia precisa di riferimenti. Non credo proprio che l'autore abbia fatto un'esegesi delle scritture da solo (altrimenti sarebbero giusti gli attacchi di incompetenza ed arroganza), ma che abbia semplicemente sfruttato i tanti lavori esistenti. Bastava citarli.
Voto: 4 / 5
Dario Lodi dariolodi@alice.it (25-04-2009)
Il matematico Impertinente è un libro che va letto. Odifreddi brilla quando parla di scienza e, secondo me, dovrebbe rimanere nel suo ambito. Quando, infatti, affronta temi filosofici si "agita" cadendo in teorie semplicistiche. Dimentica che l'uomo non è ancora quell'intelligente "robot" al quale lui allude. Trascura il fatto che certi testi, come la Bibbia e in special modo il Vangelo (non certo rivolto a quattro pescatori ignoranti - si vedano le finezze concettuali sottotraccia -) vanno interpretati: sono delle metafore, nate per supplire alla mancanza di vocaboli e di processi concettuali razionali all'altezza di quelli sentimentali. Non è vero che il Cristianesimo abbia rallentato lo sviluppo della scienza, semplicemente perchè - tramite la figura di Cristo, sempre metaforizzata - ha elevato l'uomo ad essere superiore in maniera ufficiale, consentendogli la speculazione scientifica in modo significativo. Certa cecità ecclesiastica è frutto di errori umani, non di errori metodici. Il potere temporale della chiesa fu dovuto alla latitanza di quello laico dopo la caduta di Roma. La chiesa salvò la civiltà occidentale e costrinse i barbari ad apprezzarla, dando il là alla strapotenza di questa parte di mondo rispetto all'altra (sempre grazie a Cristo umanizzato). Croce è additato come il responsabile maggiore del ritardo scientifico italiano: ma Croce si batteva affinchè l'uomo fosse prima di tutto un essere moralmente ineccepibile, non era contro la scienza. Assurdo, poi, il parallelo Shoah-uccisione degl Indiani d'America. La prima è avvenuta nel cuore della civiltà (?), la seconda no. In via di principio, poi, tutte le stragi sono uguali: ma qesta è una triste banalità. Ergo, Odifreddi fa bene a raccomandare riguardi verso la scienza, ma non dovrebbe contrapporla alla storia. Ci dia quello che sa darci, per cui lo ringraziamo, non diventi bulimico, con piatti, peraltro, che gli sono indigesti e che rende indigesti anche a noi. Cordialità, Dario Lodi
Voto: 3 / 5
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