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DiMercurio Michael - A capofitto | Nel corso di un'esercitazione Nato, la Marina francese impiega Le Vigilant, un sottomarino nucleare avanzatissimo, che è in grado di eludere qualsiasi sonar. Ma questa meraviglia della tecnica diventerà per i francesi il loro incubo più terribile. Un gruppo di terroristi algerini riesce infatti a impossessarsi del sottomarino, tenendo in ostaggio e torturando le famiglie dei comandanti in capo. Il loro scopo è colpire Parigi e quindi New York... È necessario un intervento forte, e, nonostante le proteste dei francesi, due sottomarini Nato, appartenenti agli Usa, vengono messi alla ricerca del Vigilant Si tratta dell'Hampton, capitanato da Burke Dillinger, e del Texas, capitanato da Peter Vornado, Comincia cosi una caccia sotto i mari giocata sul filo della tecnologia più avanzata e delle manovre più ardite, e i due uomini fanno sfoggio di tutto il loro coraggio, la loro esperienza e la loro determinazione per tentare di uscirne vincitori. Mentre Parigi viene evacuata, lo scontro politico internazionale raggiunge vertici di altissima tensione...
Media Voto: 2.4 / 5Daniele Tassara (24-07-2010) Sono appassionato di sottomarini e navi da guerra in generale. Ho letto finora tutti i libri pubblicati da Di Mercurio e, pur considerandoli forse un po' troppo analitici ed eccessivamente tecnici, li ho ugualmente graditi ed apprezzati per la signorilità del racconto ed il realismo delle operazioni di fanta-guerra descritte. Sto leggendo ora "A Capofitto" e sono stato colpito, anzi "sconvolto", dalla minuziosa e particolareggiata descrizione delle varie torture che vengono inflitte a donne e bambini da parte di truculenti e sanguinari terroristi. Mai, nei libri precedenti, era apparsa una simile mattanza e soprattutto una simile descrizione samguinaria.
Mi chiedo se fosse proprio necessario trasformare un libro di fanta-guerra in un libro "pulp/splatter", che credo non si addica agli appassionati del genere. Un conto è raccontare storie di siluri e bombe di profondità, altro descrivere violenze e torture con una minuziosità quasi maniacale. Spero di non essere l'unico a far notare questo fatto e che il buon Michael torni a scrivere libri sui sottomarini, lasciando le macellerie ad altri generi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
elan (14-02-2010) Tanto mi è piaciuto "Mosca cieca", che ho poi letto quasi tutti i successivi libri di Di Mercurio, notando un progressivo calo di qualità di stile e di contenuti. I personaggi sono sempre meno credibili: i buoni americani sono i soliti stereotipi da spot pubblicitario. I francesi risentono dei luoghi comuni più triti dell' immaginario USA nei confronti dei nostri cugini d'oltralpe. I terroristi algerini sono dipinti talmente malvagi da suscitare quasi, per reazione, delle simpatie verso gli integralisti. E così di luogo comune in luogo comune, passiamo dalle vicende sentimentali da soap opera dei buonissimi, con ampie citazioni dal film "ghost", alla dettagliata descrizione di una elaborata fellatio, necessaria per meglio comprendere l'anima francese, fino a pagine e pagine di efferate torture su donne e bambini ai limiti della pornografia e dello “splatter”. La caccia sottomarina si riduce al lancio di pochi siluri, che concludono rapidamente la vicenda e che, insieme ai vettori termonucleari a testate multiple, sembrano i personaggi più verosimili della storia. Anche i non esperti di cose militari, tuttavia, non potranno non trovare incredibilmente assurdo tutto il comportamento degli ufficiali francesi, militari di professione, che, senza esitazione consegnano un sottomarino strategico con cento testate termonucleari, per salvare le loro famiglie, sequestrate senza alcun problema, perché assolutamente non protette e non controllate. Per tacere poi della incredibile pensata di una sofisticata nave da guerra guidata, invece che da un equipaggio esperto ed addestrato di 110 persone, da un gruppetto di 13 terroristi semianalfabeti, guidati da un unico sommergibilista di professione, per di più cresciuto su navi diverse e meno sofisticate. Insomma, una boiata pazzesca. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
pier francesco (28-09-2009) non capisco per quale motivo questo libro, che è chiaramente un sequel di un altro (leggendo i commenti precedenti capisco che esiste Emergency deep ancora non pubblicato nè tradotto giusto?) esce prima. Mistero !?
Cmq non mi è piaciuto tanto e soprattutto ho trovato eccessivamente crude e volgari molte descrizioni di torture e di sesso, non per fare il bacchettone, ma 4 pagine per descrivere i primi due minuti di ritorno a casa del capitano francese......mi sembra troppo
Insomma si legge ma senza grande gioia Voto: 2 / 5 |  |  |  |
maurizio (11-09-2009) Per il libro in se condivido quanto già detto. Se vi piace il genere (e sorvolate sugli aspetti "ideologici") è un buon libro. La cosa scandalosa (da qui il voto medio di 2) è che come in passato Longanesi traduce DiMercurio "in ordine sparso" e non seguendo il filo logico-cronologico. Vertical Dive (A Capofitto ??? ma chi li traduce i titoli ???) è la seconda avventura del duo Dillinger-Vornado (non Voronado, come reso erroneamente in chiave spagnoleggiante in questa edizione italiana) dopo Emergency Deep (che tradurranno come Emergenza Profonda ???). Peccato che praticamente le prime 40 pagine del volume sono un riassunto della puntata precedente. Di per se prolisso e inutile in originale. Qui non si fa altro che annoiare l'occasionale lettore, rivelandogli peraltro cosa è gia' successo nella prossima puntata (che magari Longanesi ci propinerà nel 2011). Veramente deprecabile. L'editore si "salva" solo per aver immesso contemporaneamente in libreria "l'ultimo" Sharpe (oddio, Sharpe's Gold, nono volume in ordine cronologico della serie è del 1981 .....) Voto: 2 / 5 |  |  |  |
massimo (06-09-2009) Esaurito il filone precedente che vedeva protagonisti i membri della famiglia Pacino, DiMercurio da il via a una nuova serie (al momento due titoli, ma dubito che vedremo il terzo) imperniata su Peter Vornado e Burke Dillinger (un nome, una garanzia ..) come "nuovi" campioni della flottiglia sottomarina USA. Gli scenari da guerra fredda dei primissimi volumi sono ormai ale spalle. Eliminati i nemici islamici (almeno quelli "statali") e il pericolo giallo, nipponico o cinese, resta poco sul "mercato" dei cattivi se non i soliti terroristi. Comunque se cercate un buon libro "bellico" (nel senso di tecnicamente corretto e "realistico" - visto che è scritto da un exsommergibilista) ad ambientazione (sotto)marina (dato che ormai Robinson si è perso per strada, in scenari "terroristici" altrettanto paranoici, ma ad ambientazione terrestre) e sorvolate sugli scenari a dir poco paranoici in cui ogni situazione puo' essere brilantemente risolta con qualche siluro (a stelle e strisce, ovviamente) può fare al caso vostro per una "distensiva" lettura estiva. Se cercate storie realistiche o apprezzate la poesia e la prosa kolta, risparmiate tempo e denaro (e qualche kritika ovvia). Se cercate Umberto Eco non comprate Matthew Reilly. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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