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Anno edizione: 2010
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Sono appassionato di sottomarini e navi da guerra in generale. Ho letto finora tutti i libri pubblicati da Di Mercurio e, pur considerandoli forse un po' troppo analitici ed eccessivamente tecnici, li ho ugualmente graditi ed apprezzati per la signorilità del racconto ed il realismo delle operazioni di fanta-guerra descritte. Sto leggendo ora "A Capofitto" e sono stato colpito, anzi "sconvolto", dalla minuziosa e particolareggiata descrizione delle varie torture che vengono inflitte a donne e bambini da parte di truculenti e sanguinari terroristi. Mai, nei libri precedenti, era apparsa una simile mattanza e soprattutto una simile descrizione samguinaria. Mi chiedo se fosse proprio necessario trasformare un libro di fanta-guerra in un libro "pulp/splatter", che credo non si addica agli appassionati del genere. Un conto è raccontare storie di siluri e bombe di profondità, altro descrivere violenze e torture con una minuziosità quasi maniacale. Spero di non essere l'unico a far notare questo fatto e che il buon Michael torni a scrivere libri sui sottomarini, lasciando le macellerie ad altri generi.
Tanto mi è piaciuto "Mosca cieca", che ho poi letto quasi tutti i successivi libri di Di Mercurio, notando un progressivo calo di qualità di stile e di contenuti. I personaggi sono sempre meno credibili: i buoni americani sono i soliti stereotipi da spot pubblicitario. I francesi risentono dei luoghi comuni più triti dell' immaginario USA nei confronti dei nostri cugini d'oltralpe. I terroristi algerini sono dipinti talmente malvagi da suscitare quasi, per reazione, delle simpatie verso gli integralisti. E così di luogo comune in luogo comune, passiamo dalle vicende sentimentali da soap opera dei buonissimi, con ampie citazioni dal film "ghost", alla dettagliata descrizione di una elaborata fellatio, necessaria per meglio comprendere l'anima francese, fino a pagine e pagine di efferate torture su donne e bambini ai limiti della pornografia e dello “splatter”. La caccia sottomarina si riduce al lancio di pochi siluri, che concludono rapidamente la vicenda e che, insieme ai vettori termonucleari a testate multiple, sembrano i personaggi più verosimili della storia. Anche i non esperti di cose militari, tuttavia, non potranno non trovare incredibilmente assurdo tutto il comportamento degli ufficiali francesi, militari di professione, che, senza esitazione consegnano un sottomarino strategico con cento testate termonucleari, per salvare le loro famiglie, sequestrate senza alcun problema, perché assolutamente non protette e non controllate. Per tacere poi della incredibile pensata di una sofisticata nave da guerra guidata, invece che da un equipaggio esperto ed addestrato di 110 persone, da un gruppetto di 13 terroristi semianalfabeti, guidati da un unico sommergibilista di professione, per di più cresciuto su navi diverse e meno sofisticate. Insomma, una boiata pazzesca.
non capisco per quale motivo questo libro, che è chiaramente un sequel di un altro (leggendo i commenti precedenti capisco che esiste Emergency deep ancora non pubblicato nè tradotto giusto?) esce prima. Mistero !? Cmq non mi è piaciuto tanto e soprattutto ho trovato eccessivamente crude e volgari molte descrizioni di torture e di sesso, non per fare il bacchettone, ma 4 pagine per descrivere i primi due minuti di ritorno a casa del capitano francese......mi sembra troppo Insomma si legge ma senza grande gioia
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