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Rankin Ian - Dietro quel delitto | "Trent'anni da sbirro, e pensava di averle viste tutte..." Almeno fino ai primi di luglio del 2005, quando la Scozia si prepara a ospitare il G8, con la polizia di Edimburgo chiamata agli straordinari. Migliaia di uomini mobilitati, ma non l'ispettore John Rebus, opportunamente lasciato "di guardia al forte". D'altronde, gli manca poco alla pensione e gli è appena morto il fratello, e poi si sa che è un rompiscatole: meglio non averlo tra i piedi in giorni così, con le telecamere di tutto il mondo puntate sul Paese. Rebus però non è tipo da starsene tranquillo a guardare Bush, Blair e il Live 8 in tivù. E il sergente Siobhan Clarke, sua collega e protetta, gli offre un ottimo motivo per gettarsi nella mischia. In un bosco nei pressi dell'albergo dove si svolgerà il G8 è apparso un indizio legato a un caso di omicidio archiviato un po' troppo in fretta, quello di Cyril Colliar, una condanna per stupro alle spalle, riciclatosi come gorilla al soldo del boss della mala locale, "Big Ger" Cafferty. E come se gestire un'indagine di questo tipo durante il summit non fosse già di per sé complicato, si aggiunge il misterioso "suicidio" di un parlamentare inglese durante una cena di gala al castello di Edimburgo...
Media Voto: 3.2 / 5serbet (15-11-2008) Io lo trovo eccellente, come gli altri suoi libri peraltro.
Nessuna pagina è di troppo, il plot non è affatto banale e Rankin è una spanna sopra molti altri scrittori. Diciamo che rispetto alla Bartlett o alla Vargas è molto meno ironico, anzi la sua Scozia di ironico ha proprio poco. Ma questo non è un difetto, è il suo stile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Enzo (26-07-2008) Ho letto tutti i libri di Rankin e amo Rebus, Shiv ed Edimburgo quasi quanto Petra, Garzòn e Barcellona ma arrivato alla fine di questo libro ho l'impressione di essere stato trascinato per quasi cinquecento pagine in qualcosa di slegato, inconcludente e poco appassionante. Restano personaggi ed atmosfere ma in conclusione sono d'accordo con Franca. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
paolo (24-06-2008) All'altezza del migliore Rankin, peronaggi trattati con molto spessore, ognuno ha alle spalle storie che andrebbero raccontate, uomini e donne che si muovono conoscendo il male inevitabile del vivere, ma con in fondo la voglia di migliorare. Un giallo che racconta la vita. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
simone simociccio@tiscali.it (09-04-2008) L'Ispettore John Rebus è tutto quello che non vorrei essere: indisponente, alcolizzato, autodistruttivo, incapace di mantenere relazioni durature, solitario, presuntuoso,... Ma l'ispettore John Rebus è anche quello che vorrei essere: coerente, lottatore, intransigente, pulito, ricercatore della verità e della giustizia ad ogni costo, utopista, professionista, umano.
John Rebus e Siobhan Clarke sono tutto quello che vorrei essere e il loro esatto contrario.
Devo confessare che ogni libro, che ha come protagonista Rebus, è una completa immersione nel mondo di Edimburgo, nella Scozia, in posti, culture e paesaggi che adoro.
Anche questo libro l'ho trovato molto bello. Pur tuttavia questo non deve essere il primo libro che si legge perchè ci si può ritrovare spiazzati: bisogna conoscere il rapporto tra Cafferty e Rebus, bisogna sapere chi sono Ellen e Bain, bisogna conoscere un po' della storia precedente dei protagonisti. Certo non è condizione necessaria, ma è meglio, anche perchè si rischierebbe di non leggere mai più niente di Rankin e sarebbe un peccato clamoroso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
franca (30-03-2008) Brutto: tanto rumore per nulla. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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