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Kadaré Ismail - Il successore | Che cosa è successo la notte del 13 dicembre nella camera da letto del "successore" - l'uomo designato a prendere il posto del tiranno del popolo albanese -, il cui cadavere è stato scoperto all'alba colpito da una pallottola in pieno petto? Questo romanzo di Kadaré è ispirato al più tenebroso enigma della storia dell'Albania contemporanea: la morte misteriosa del delfino del dittatore comunista, trasparente allusione a Enver Hoxha. Chi ha ucciso il successore e perché? Partendo da un avvenimento reale al quale conferisce dimensione universale, l'autore mette a nudo la psicologia del tiranno e le trame dei regimi totalitari attraverso una vicenda ora paradossale, ora cupamente quotidiana.
| La recensione de L'Indice |
 Ismail Kadaré, oggi il più noto autore albanese e fra i più conosciuti scrittori europei contemporanei, all'epoca del regime di Enver Hoxha non fu né amato né inviso alle alte gerarchie del potere. Come talvolta accadeva nei paesi sotto l'influenza sovietica, alcuni artisti e intellettuali, grazie anche alle loro capacità di intelligente dissimulazione, riuscivano a mantenere un limitato margine di libertà creativa, senza incorrere nelle ristrette maglie della censura. Grazie a questo Kadaré conobbe da vicino rappresentanti politici e diplomatici, riuscendo a scorgere da un punto di vista privilegiato le dinamiche di un potere dispotico e crudele, ma a tratti anche surreale e straniante. Nei suoi romanzi spesso compaiono eventi e personalità del passato recente dell'Albania, talvolta anche di quello più lontano, rivisitati in chiave narrativa. Personaggio ricorrente è la Guida, a volte definito l'Altro, in realtà Enver Hoxha, tratteggiato da lontano come invisibile tessitore di destini e dispensatore di un dominio assoluto e oscuro. Il successore, che dà il titolo al romanzo, è invece il predestinato a sostituirlo, che viene trovato morto, nella sua villa e con una pallottola nel petto, nella notte fra il 13 e il 14 dicembre di un anno imprecisato. Suicidio oppure omicidio dissimulato? La narrazione si dipana attorno a queste ipotesi e alla loro possibile soluzione. Medici legali e ministri, l'architetto che gli ha progettato la casa e lo stesso autore, voci che si affidano alle più antiche superstizioni e parenti del successore, fra cui emerge la figlia Suzana, tentano di avvicinarsi al cuore del mistero, riuscendo solo a sfiorarne la superficie. La morte misteriosa avviene pochi giorni dopo la rottura, altrettanto indecifrabile, del fidanzamento ufficiale di Suzana con il figlio di Besim Dakli, un noto sismologo di antiche origini nobili. Forse una pecca nel passato della famiglia, scoperta all'ultimo momento, porta alla recessione del consenso, fatto latore di disgrazie e maledizioni secondo il più inveterato sentore popolare. Le indagini si concentrano sulla struttura della casa del successore, sul passaggio segreto a conoscenza di pochi, sulla sua architettura trasparente e insieme stratificata, metafora di un potere indecifrabile non solo all'esterno, ma anche dai suoi stessi componenti. Un clima di sospetti e irritanti depistaggi conduce i personaggi coinvolti a compiere azioni insensate e a tessere pensieri surreali e visionari. Il romanzo si ispira a un fatto realmente accaduto nei primi anni ottanta, un mistero mai del tutto sciolto che ha accompagnato gli ultimi anni di vita di Hoxha, morto nel 1985. Il 17 dicembre 1981 il primo ministro Mehmet Shehu si suicidò in seguito a gravi contrasti con le più alte cariche dello stato. In molti non credettero mai alla versione ufficiale e pensarono invece all'omicidio di un personaggio diventato ormai scomodo. Ancora oggi, gli storici e gli studiosi dell'Albania contemporanea non concordano circa il numero di vittime della repressione da parte di Hoxha, esercitata fra il 1945 e l'anno della sua morte. Verosimilmente non furono meno di cinquemila, e Shehu ne rappresenterebbe solo il caso più celebre. Donatella Sasso |
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