|
|  |
Conte Giuseppe - L' adultera | Il romanzo racconta la storia di una donna che vive nel I secolo dopo Cristo, una donna come tante altre, ma a cui il destino riserva il più straordinario degli incontri. Sorpresa in flagrante adulterio una mattina d'ottobre a Gerusalemme, viene trascinata al Tempio di Salomone per essere lapidata. Ma al Tempio c'è il Maestro Yoshua ben Yossef, in seguito noto come il Cristo, che se ne sta a scrivere parole misteriose sulla polvere mentre la folla è in tumulto, e la salva dalla lapidazione e la perdona. Chi era questa donna, di cui il Vangelo secondo Giovanni non dice assolutamente nulla? È a lei, all'adultera madre di tutte le adultere, che Giuseppe Conte dà la parola, in una trepidante e commossa prima persona. Il lettore conosce così tutte le sfumature della sua sensibilità e della sua anima di donna e di amante, una donna qualunque del suo tempo con le passioni e le emozioni delle donne di ogni tempo, che vede la sua vita spezzata in due da quell'incontro.
Media Voto: 4.25 / 5antonio (17-01-2012) bolso, ansante,piatto.L,adultera, sempre piu posseduta da questa fame sessuale,scomposta e irrefrenabile, si avvia stancamente all,epilogo della storia, mantenendo un profilo basso e terragno.Dove sta la commozione,il pathos il lirismo, denunciato nelle altre recensioni? Evitate di leggerlo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Luigi (29-01-2010) Un romanzo appassionante e commovente. Scorrevole e scritto molto bene. La trama è bellissima. E' uno dei più bei libri che ho letto. Lo consiglio a tutti. L'autore è sempre più bravo. Complimenti Giuseppe. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
La Recherche redazione@larecherche.it (25-07-2008) La narrazione, condotta con mano sicura e felice da un grande scrittore quale Conte è, si sviluppa con eleganza lungo il corso degli anni, narrando con toni spesso poetici ed in modo minuzioso la vita di uno dei personaggi del Vangelo, di cui, in realtà, si sa ben poco. Potrà apparire strano constatare come essa, dopo essere stata perdonata da Gesù, sia ricaduta nella stessa colpa, ma forse è così per tutti: malgrado Gesù ci abbia redenti, sacrificando la sua stessa esistenza, continuiamo nella strada del peccato, sebbene con rimorsi e sensi di colpa a volte intollerabili; è nell’essenza stessa dell’uomo ritornare a cadere dopo che una mano caritatevole e misericordiosa lo ha risollevato.
La precisa ed acuta ricostruzione crea, intorno alla vicenda, una cornice storica assai apprezzabile, e per certi aspetti getta un ponte sulla storia ponendo in rilievo alcuni aspetti delle vicende umane che sembrano essere rimasti inalterati nel corso dei millenni, quali la dominazione straniera delle terre, o gli schiavi che fuggono verso Roma sulle navi dalle quali molti cadono e vengono lasciati annegare – sono fatti che leggiamo, oltre che nei testi storici, anche sui quotidiani, quasi ogni giorno –; oltre, naturalmente, al fatto che una donna che si sente libera di amare, seguendo il proprio cuore, può essere giudicata e condannata dalla “società”, ma per Gesù resta comunque una persona da amare e capire, semplicemente da lasciare vivere ed andare per la sua strada, con libertà. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Improta 29professor42@virgilio.it (26-04-2008) La storia, strutturata come un lungo flash back, divisa in due parti, incorniciata da un prologo e da un epilogo e legata da una cerniera centrale, si svolge nell’arco di un trentennio fra la Palestina, Cipro e la città di Roma, sorretta da una lingua concettosa ma agile, pregnante ma fluida che vira talvolta verso toni poetici (non ci dimentichiamo che Conte è soprattutto un grandissimo poeta) e che non disdegna, quindi, una ricca strumentazione retorica. Un dettato, il suo, che rimanda al movimento ondoso del mare.
A livello specificatamente tematico occupa grande spazio la perenne vicenda di peccato e di redenzione che la religione giudaico-cristiana ha lasciato in eredità ai propri seguaci all’alba di una vera e propria rivoluzione culturale che ha sostituito al concetto di bello quello di buono e alla ricerca del piacere il senso del sacrificio. Accanto ad essa, più spesso fusa, la denuncia dell’imperialismo romano, in cui si specchia qualsiasi forma di imperialismo e di colonialismo, antico o moderno, e della disumana condizione in cui vivevano gli schiavi. Nell’efferata crudeltà con cui essi sono costretti a gettarsi dalla nave, diretta a Roma, e a lasciarsi inghiottire dalle onde a sud della Sicilia, tra le coste settentrionali dell’Africa e la bella Trinacria, non è difficile ravvisare moderni crimini non meno spietati e nuove e più umilianti forme di schiavitù.
Un libro, per concludere, di grande fascino, che risveglia i sensi, riempie la mente e accende il cuore.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Conte Giuseppe |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|