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Astone Filippo - Gli affari di famiglia. Fatti e misfatti della nuova generazione... |
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Titolo | Gli affari di famiglia. Fatti e misfatti della nuova generazione di padroni |
| Autore | Astone Filippo | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,81
(Prezzo di copertina € 18,60 Risparmio € 2,79)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 363 p., rilegato |
| Editore | Longanesi
(collana Le spade) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un impietoso affresco del capitalismo italiano che ritrae un sistema economico in declino attraverso le sue figure più fragili: i rampolli delle grandi famiglie imprenditoriali, tutte alle prese col passaggio generazionale. Sottolineando un male tipicamente italiano, quel "tengo famiglia" che secondo Leo Longanesi avrebbe dovuto essere scritto sulla bandiera tricolore, Filippo Astone passa in rassegna le storie di molti "tesori di papà"; ne racconta vizi e virtù, senza sconti per nessuno, e li classifica in base ai risultati che hanno prodotto. C'è chi ha distrutto le aziende del padre e rovinato la vita ai dipendenti. Chi è sotto inchiesta per aver contribuito a provocare lo scandalo dei rifiuti a Napoli. Chi - pur in assenza di giustificazioni economiche e di merito - riceve compensi e incentivi pari a decine di milioni di euro. Chi (pochi per la verità) è riuscito a fare meglio del padre. Chi si è dedicato anima e corpo a Confindustria. E infine chi è entrato in guerra con il potente genitore che in modo plateale l'ha pubblicamente rinnegato. È il caso, quest'ultimo, di Giuseppe Caprotti e di Roberto Berger, fortemente criticato in "Falce e carrello" il primo, e additato al pubblico ludibrio in "Disonora il padre" il secondo. "Gli affari di famiglia" è anche una risposta a questi due libri che confuta completamente, ribaltandone tesi e conclusioni. Chi sono i padroni dell'Italia di domani? Dove porteranno le loro aziende? In che modo condizioneranno l'economia e la società italiane? Faranno significativi passi avanti rispetto ai loro padri? Cercheranno di aggrapparsi ai salotti pietrificati e irresponsabili dei loro nonni, oppure costruiranno imprese moderne, concorrenziali, ricche di idee? Questo libro offre una risposta a tali domande, raccontando il cuore dell'élite dirigente italiana: gli eredi delle grandi famiglie industriali e finanziarie. Un'élite che comprende uomini come John Elkann, Alessandro Benetton, Francesco Caltagirone junior, Matteo Colaninno. E donne come Emma Marcegaglia, Federica Guidi, Marina Berlusconi. Filippo Astone, giornalista del Mondo, ci conduce in un'inchiesta affascinante sul capitalismo familiare italiano, al centro della quale ha posto i comportamenti dei "Tesori di papà", espressione irriverente che viene usata per indicare i rampolli delle dinastie aziendali. Il libro disegna il loro profilo dando spazio a quello (ingombrante) dei loro padri, ne traccia il percorso di formazione, le mosse compiute quando sono diventati business leader, le capacità e le idee, le debolezze e i fallimenti, l'atteggiamento tenuto verso gli azionisti di minoranza, l'abilità di rischiare, di innovare, di andare all'estero per costruire qualcosa e non solo per abbassare i costi, di competere senza la protezione dello Stato o gli aiuti della politica. Non sempre Gli affari di famiglia vanno per il meglio, spiccano ad esempio le vicende di Bernardo Caprotti a capo dell'impero degli Esselunga e Tommaso Berger, ottantenni patriarchi che hanno rinnegato i loro figli Giuseppe e Roberto, oppure la fine tragica di Edoardo Agnelli o lo spirito ribelle e anticonformista di Lapo Elkann. Ci sono vari alberi genealogici, nei quali, tra prime e seconde nozze, nomi altolocati e bizzarri, si rintracciano le vicende familiari e aziendali dei grandi gruppi industriali del Paese: Pesenti, Moratti, Agnelli, Berlusconi, Ferrero, De Benedetti, Caltagirone, Beretta, Benetton, Garrone. Al termine di questo viaggio emerge un capitalismo dinastico ancora potente, che stenta però a creare qualcosa di nuovo, forse aggrappato alla speranza che il mondo chiuso che ha reso possibili le loro dinastie continui uguale a se stesso.
Media Voto: 5 / 5dany (13-04-2012) capitalismo di serie B, spesso e volentieri di serie C. figli di papà?e nient'altro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giulio de sanctis genova_152@hotmail.it (22-05-2009) Un ritratto spietato ed efficace del capitalismo italiano. Da leggere tutto d'un fiato. Consigliato sia a chi segue l'economia per abitudine e mestiere e sia a chi vuol tentare di capirla Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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