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Gaarder Jostein - Il castello dei Pirenei | Il caso, una coincidenza, il destino, la telepatia: difficile spiegare l'incontro fra un uomo e una donna che si rivedono, dopo trent'anni, nello stesso albergo affacciato sul fiordo dove si erano detti addio. Sempre che dare una spiegazione abbia un senso. Solrun e Steinn sono entrambi cinquantenni. Nonostante il passare degli anni e il fatto che oggi siano entrambi sposati e con figli, non hanno mai smesso di pensare l'uno all'altra. Dopo la sorpresa dell'incontro, danno vita a un fitto scambio di e-mail nel quale si raccontano, ripercorrendo l'episodio, inspiegabilmente velato di mistero, che aveva messo la parola fine al loro amore. Per ritrovarsi, come spesso accade, a scrivere due storie diverse della stessa passione condivisa. Chissà però se le due versioni sono davvero così differenti. Nel dialogo a distanza prendono corpo due visioni della vita inconciliabili: lui è un professore di Fisica, ateo e materialista, lei è un'umanista convinta che a governare i nostri destini siano forze superiori. Forse solo il finale del romanzo saprà dare finalmente un senso agli eventi. Qualche secondo prima che l'universo producesse quella gigantesca esplosione che gli scienziati chiamano Big Bang, in quell'istante in cui i fisici non sono ancora riusciti a sondare, che cosa è successo? Il brodo primordiale, l'elemento che ha dato origine al tutto, era già intriso della sua autocoscienza? L'universo sapeva che stava per esplodere intorno a sé il "concime" della vita? Stein è uno scienziato senza dubbi. è un climatologo e un fisico che conosce a menadito le fasi evolutive della terra e delle specie che vi abitano. Sa che l'uomo è il risultato di una lunga catena genetica e sa che la coscienza è un'abilità del cervello
Ma un dubbio continua a tormentarlo, instillato da una frase del premio Nobel Jaques Monod: "L'universo non stava per partorire la vita, né la biosfera l'uomo. Il nostro numero è uscito alla roulette". è un caso che la vita sia apparsa qui e ora? La risposta Solrun la conosce: nulla accade per caso. A cinquant'anni, a metà delle sua strada di cristiana-spiritualista, Solrun non può credere che Stein sia diventato così cinico. Da giovani i due hanno trascorso insieme gli anni dell'università senza mai staccarsi. Cinque anni pieni di vita, emozioni e scoperte. Quando Stein era ancora un ragazzo, lei era "la sua anima" e nella sua anima si rispecchiava l'umanità intera, la natura, il cosmo. Erano anni pazzi e visionari, in cui si poteva lasciare la città e partire per i boschi, vivere per diciassette giorni come selvaggi in una grotta, nutrirsi dei frutti della terra e coprirsi con le pelli degli animali. A trent'anni di distanza Solrun e Stein si ritrovano per ripercorrere insieme gli anni Settanta, il tempo in cui i giovani aspettavano l'avvento di quella che verrà battezzata "l'età dell'acquario", carichi di sogni e di ambizioni. Un tempo perduto lungo i sentieri che costeggiano i fiordi norvegesi. Perduto di colpo al cospetto di una donna misteriosa che una notte attraversa la loro strada. E così Solrun e Stein si separano, con la promessa di non parlare mai di quella cosa successa ai piedi del ghiacciaio. Ognuno si sposerà e avrà dei figli, condurrà una vita serena e agiata, lei studiando i testi biblici e seguendo un percorso spirituale, lui insegnando ai suoi studenti la meraviglia del cosmo e dei suoi elementi. Fino a che il caso non li riporterà nel magico luogo del loro ultimo incontro. Sarà la sorpresa e l'imbarazzo a nascondere i loro pensieri sul terrazzo dell'albergo dove tanti anni prima la loro storia era finita. Da quel momento inizierà una fitta corrispondenza dalla quale emergerà prepotente la voglia di entrambi di capire e di spiegare cosa è cambiato negli anni e cosa è rimasto a sedimentare nei loro animi. Una conversazione ricca di riflessioni sul mondo e sulla vita, ma anche di struggenti rimpianti per una storia d'amore troncata bruscamente. Il mistero della separazione ci accompagnerà fino a un finale intenso e stupefacente, dove la magia dell'inizio e della fine del cosmo si riflettono, per un istante, nell'esistenza di questi due indimenticabili personaggi.
15 recensioni presenti. Media Voto: 3.13 / 5misselisabethbennet (08-12-2010) come tutti i libri letti finora dell autore questo è forse il libro che mi è piaciuto di più! o lo ami o lo odi, a me ha fatto solo sognare !!! bravo!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Domenico (07-02-2010) Si, le discussioni a proposito della fede nell'aldilà, nella "coscienza cosmica" e via dicendo, possono anche essere interessanti. Ma decisamente non bastano a costruire un romanzo, dalla struttura narrativa assai debole.
La trama è completamente inconsistente, e il finale lascia davvero delusi.
Tra l'altro obietto che uno scambio di e-mail difficilmente ha il tono di dialogo che appare nel romanzo, con i due interlocutori che a volte sembrano "interrompersi" a vicenda, quindi anche questo espediente narrativo è usato male.
Insomma davvero deludente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
vincenzo (27-01-2010) Gaarder, con questo libro, ha scritto le sue "operette morali": ovvio che la storia sia solamente un pretesto per dissertazioni filosofiche sui massimi sistemi.Attraverso lo scambio di e-mail, comunque, la storia d'amore balza subito in primo piano; i pezzi si raccolgono e poi si rimettono insieme. Per chi si appresta a leggere Gaarder (qualsiasi romanzo di Gaarder), bisogna che parta da un presupposto: si è di fronte ad un oggetto strettamente imparentato con la filosofia; non si tratta di noiose e inutili dissertazioni, pensieri personali o freddezza narrativa, ma di filosofia.
A voler trovare un difetto,credo che si dilunghi un po' troppo sulle dissertazioni scientifiche di Steinn ( lo aveva già fatto con identico non esaltante risultato in Maya ).
Rispetto ai titoli precedenti ho notato un tono decisamente più crepuscolare.
Non è il libro più bello di Gaarder(per me resta sempre L'ENIGMA DEL SOLITARIO)...ma ci manca poco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gleris (26-01-2010) noioso e inconcludente Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Daniele (04-01-2010) Le aspettative erano alte, soprattutto ricordando "Il mondo di Sofia"; ma la lettura è stata deludente: l'epistolario via mail dei due protagonisti che caratterizza tutto il romanzo ha creato, per quanto mi riguarda, una semplificazione della struttura narrativa.
Gli argomenti trattati come fede e ragione - troppo alti per essere ridotti ad una disputa romanzata - sono stati il filo conduttore di una storia per alcuni versi banale e ripetitiva. Il finale "sorprendente" enunciato dal risvolto di copertina ha poi reso certo il mio giudizio personale. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Cristina Lo Chiano criares@alice.it (04-01-2010) Ho trovato questo romanzo di Gaarder veramente freddo a tratti noioso e molto infarcito dalle paure a dai pregiudizi dell'autore. Usa i due protagonisti come pretesto per il suo filosofeggiare sulla vita e sulla morte. Peccato perchè le recensioni erano tutte positive, e in questi giorni di festa avevo proprio voglia di leggere un bel romanzo d'amore. A proposito dov'è l'amore in questo romanzo?
Nelle schermaglie intellettuali dei protagonisti?
E il mistero? In un brutto finale che lascia l'amaro in bocca?
No decisamente il signor Gaarner non mi deluderà più. Cristina Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ilydily (16-11-2009) È un libro strano e particolare, all’inizio sembra quasi noioso ma sin dalle prime pagine l’autore è bravissimo a insinuare curiosità nel lettore ed è inevitabile chiedersi “dove vuole arrivare?”. E così il libro si legge in un lampo e più si va avanti più l’interesse e la curiosità crescono. L’eterno scontro tra razionalità e credo è trattato con estrema semplicità e con motivazioni avvicenti per ambo le parti. Il finale è assolutamente imprevedibile e lascia ai lettori mille domande e dubbi su cui riflettere. Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simona (09-11-2009) Stein e Solrun si rincontrano casualmente dopo molto tempo. Anni prima erano stati fidanzati e sembravano due persone destinate a rimanere insieme per sempre ma un “misterioso” avvenimento, che ci viene piano piano rivelato, li ha cambiati e bruscamente allontanati. Nonostante sia passato molto tempo ed ognuno abbia la propria famiglia, si ha come l’impressione che il loro amore abbia resistito al tempo e non sia mai finito. Lui materialista, lei credente. I motivi alla base del loro modo di pensare diametralmente opposto si rivelano nel corso del romanzo e spiegano anche la causa della loro separazione. L’eterno dilemma tra fede e ragione domina tutto il romanzo e non trova una soluzione. Il tragico epilogo ci pone infatti ancora la domanda se esista una vita oltre la morte o se la morte sia veramente il termine di tutto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alex2 (28-10-2009) Non è per niente coinvolgente e non è nemmeno una storia d'amore.
Vorrei vedere chi, 30 anni dopo un intenso amore finito in modo brusco, si incontra per caso (scoprendo che il sentimento non è morto) e passa il tempo a mandare delle mail che parlano delle teorie sull'origine della vita!
Più che altro sembra che lo scrittore abbia usato i personaggi di Solrun e Steinn solo come pretesto per descriverci le sue divagazioni filosofiche!
Scritto bene ma freddo, senza sentimento.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
philo (19-10-2009) modesto, noioso, ripetitivo e lento. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Samuele (27-09-2009) Questo libro ti tiene incollato finché non arrivi alla fine, soprattutto nella seconda parte!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
George (19-09-2009) Dissertazioni filosofiche, amore e mistero, questo libro ricopre diversi generi letterari e, soprattutto alla fine, tiene con il fiato sospeso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvio Minieri (15-09-2009) Destino e Caso in Il castello dei Pirenei, la sfera dell’Essere sospesa nell’azzurro Nulla, è l’ultimo titolo di Jostein Gaarder, che riprende l’immagine di un metafisico quadro di Magritte. E’ la storia della rievocazione di un amore, spezzato in gioventù dall’evento enigmatico di una pre-visione. Alla fine, il numero, il Destino, esce sulla roulette, il Caso, quasi come se una “mano superiore”, la Necessità, l’avesse preordinato nella “scenografia”. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
michela (10-09-2009) contrariamente al mio predecessore, non posso dare un giudizio più che sufficiente a questo libro. ottime le dissertazioni filosofiche -d'altronde l'autore è uno studioso di tale materia- sul contrasto fra scienza e religione, interessanti anche le spiegazioni di ambito scientifico sulla nascita dell'universo e della Terra. eppure non mi ha catturato la storia di questi due innamorati e del loro scambio epistolare. vi sono troppe ripetizioni di fatti e spiegazioni, il più delle volte inutili -a mio avviso. piuttosto improbabili, i personaggi non mi hanno ispirato una simpatia neanche accennata, nonostante l'ottima descrizione delle loro tesi, e quindi anche delle due categorie nelle quali si divide la nostra società. eppure ho trovato molto interessante cimentarmi in una lettura "nordica", di cui Gaarder è sicuramente un'ottima icona. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luigi De Rosa (09-09-2009) Steinn e Solrun sono due professori, ex amanti che si ritrovano dopo trent'anni. Decidono di scambiarsi una serie di e-mail che riguardano un po tutto, ma in particolar modo, il senso della vita.
Il Professor Stein è arroccato nella sua razionalità e nel suo ateismo. La professoressa Solrun nella sua fede cristiana. Alla fine, quando ci sveleranno il terribile segreto che sta alla base della fine della loro relazione capiremo e il "pugno in faccia" che arriva a Steinn e a noi nelle ultime pagine ci costringerà a scegliere : atei o credenti? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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