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Comisso Giovanni - Giorni di guerra | Scritto tra il 1923 e il 1928, pubblicato nel 1930 e poi arricchito di nuovi brani fino all'edizione definitiva del 1961, questo libro, che rivelò in Comisso uno scrittore di rango, non è dunque un diario della Grande Guerra, ma il racconto di un'esperienza vissuta come avventura, non come sfida eroica. Gli occhi sono quelli di un giovane, né antimilitarista né nazionalista, per il quale la cognizione della morte e del dolore, fino a quel momento ignota, è l'occasione per tornare all'Eden dell'infanzia perduta. La gioventù dei soldati che la notte rincorrono le lucciole e il mattino si arrampicano sui ciliegi, la dolcezza delle donne friulane, i bagni estivi nel Natisone, l'eleganza degli ufficiali, la stanchezza dei reduci dal fronte scaturiscono dal racconto per forza naturale. Lo stesso può dirsi per le situazioni della guerra: la serenità improvvisa a pochi passi da un terreno devastato dai bombardamenti, la disfatta di Caporetto percepita come linea d'ombra, la solidarietà che nasce nelle pause o nei momenti più bui dell'immane e incomprensibile tragedia.
Massimo F. (13-06-2010) Storia minimalista, tesa all’essenziale e che taglia tutto quello che non è necessario. Si legge con piacere (anche se ritmo ed “emozione” latitano un po’), soprattutto per il risalto dato alle descrizioni fisiche dei personaggi e dei luoghi. L’autore pare più a suo agio (con qualche vena di pathos) nel raccontare la sconfitta, rispetto alla vittoriosa campagna finale della grande guerra. Interessante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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