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Narrativa straniera  Di ambientazione storica 

Falcones Ildefonso - La mano di Fatima

La mano di Fatima TitoloLa mano di Fatima
AutoreFalcones Ildefonso
Prezzo
Sconto 15%
€ 18,70
(Prezzo di copertina € 22,00 Risparmio € 3,30)
Prezzi in altre valute
Dati2009, 911 p., rilegato
TraduttoreDi Girolamo N.
EditoreLonganesi  (collana La Gaja scienza)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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65 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Nei villaggi delle Alpujarras è esploso il grido della ribellione. Stanchi di ingiustizie e umiliazioni, i moriscos si battono contro i cristiani che li hanno costretti alla conversione. È il 1568. Tra i rivoltosi musulmani spicca un ragazzo di quattordici anni dagli occhi incredibilmente azzurri. Il suo nome è Hernando. Nato da un vile atto di brutalità - la madre morisca fu stuprata da un prete cristiano -, il giovane dal sangue misto subisce il rifiuto della sua gente. La rivolta è la sua occasione di riscatto: grazie alla sua generosità e al coraggio, conquista la stima di compagni più o meno potenti. Ma c'è anche chi, mosso dall'invidia, trama contro di lui. E quando nell'inferno degli scontri conosce Fatima, una ragazzina dagli immensi occhi neri a mandorla che porta un neonato in braccio, deve fare di tutto per impedire al patrigno di sottrargliela. Inizia così la lunga storia d'amore tra Fatima ed Hernando, un amore ostacolato da mille traversie e scandito da un continuo perdersi e ritrovarsi. Ma con l'immagine della mamma bambina impressa nella memoria, Hernando continuerà a lottare per il proprio destino e quello del suo popolo. Anche quando si affaccerà nella sua vita la giovane cattolica Isabel...

La recensione di IBS
È giovane, coraggioso, intelligente, ma anche pieno di sentimento, generoso e onesto. Diviso tra due mondi, senza appartenere compiutamente né all'uno né all'altro; destinato ad amare ma anche a lottare con audacia e passione; idealista e pieno di speranze ma anche molto concreto e determinato. Hernando, morisco nella Spagna del sedicesimo secolo, è il protagonista del nuovo libro di Ildefonso Falcones, autore del bestseller internazionale La cattedrale del mare, romanzo d'esordio di maggiore successo in Italia nel 2007. Con il suo primo romanzo lo scrittore catalano ci ha trascinato nella Barcellona del quattordicesimo secolo sotto le volte, in costruzione, della cattedrale di Santa Maria del Mar, dove si consumano le tormentate vicende di Arnau, tra ingiustizie e tradimenti, guerre, odi religiosi, ignobili commerci, passioni indomabili e amori impossibili.
Ne La mano di Fatima ci invita, invece, a immergerci nel groviglio di lotte civili e religiose che sconvolsero la Spagna del Siglo de Oror, quando i moriscos, i musulmani iberici convertiti a forza al Cristianesimo, si ribellarono alle autorità cattoliche e cercarono di imporre il loro controllo su Grenada e altre città, cercando aiuto anche presso i fratelli turchi e algerini. In questo contesto storico di grande suggestione, ricreato da Falcones con particolare rispetto per le fonti e attenzione per i fatti realmente accaduti, si muovono i passi di Hernando, nelle cui vene scorre il sangue di una donna morisca e di un sacerdote cristiano. Vittima dei soprusi del patrigno Brahim, che non perde occasione di sfogare la sua brutalità sulla moglie Aisha, il ragazzo è odiato dalla sua stessa gente, che lo ha soprannominato "il Nazareno" e che lo guarda con sospetto perché gode di un trattamento di favore da parte dei preti del villaggio. Il sacrestano Andrés gli ha insegnato a scrivere e a far di conto, ma da parte islamica anche lo zoppo e autorevole Hamid lo ha preso sotto la sua protezione e gli ha trasmesso i precetti del Corano e la fede in Allah. Solo grazie al suo aiuto Hernando si salverà dal linciaggio delle folle musulmane in rivolta e verrà ingaggiato come mulattiere al servizio del re dei rivoltosi. Con il nuovo nome di "ibn Hamid" e la scimitarra donatagli dal suo protettore, viaggerà sulle strade della penisola iberica, sconfinerà nel nord Africa, si impegnerà per salvare dal martirio un ragazzino cristiano e dalla schiavitù la sua giovane e bella sorella, Isabel, una delle donne della sua vita. L'altra è Fatima, madre bambina dagli intensi occhi neri a mandorla: è lei che porta con sé la hamsa, l'amuleto che dà titolo al libro, un ciondolo raffigurante una mano con le cinque dita, con il potere di proteggere dal male. Entrerà nel suo cuore dal primo rocambolesco incontro e vi rimarrà nonostante le trame di Brahim, di Ubaid, malvagio carrettiere rivale, e del corsaro Barrax. Le sue mille peripezie lo legheranno anche al destino dei libri plumbei e del vangelo di Barnaba, misteriosi testi sacri che contengono riferimenti ai profondi legami tra l'Islam e il Cattolicesimo.
Una folla di personaggi, pittoreschi e affascinanti, dà vita a un romanzo storico e avventuroso, epico e corale, che racconta non solo la storia di un uomo di fronte alle grandi passioni e difficoltà della vita, ma anche l'epopea di un intero popolo e lo scontro tra due fedi e due civiltà. Sullo sfondo di un paese insanguinato, dove le violenze e gli estremismi religiosi abbondano da entrambe le parti, Hernando, con le sue scelte di tolleranza, rappresenta la speranza in una convivenza rispettosa. Un monito di pace che travalica i confini della storia per farsi urgente attualità e che Falcones rivolge ai lettori e al mondo intero.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 65 recensioni presenti.  Media Voto: 3.63 / 5

valentina (10-11-2011)
Già la cattedrale del mare non mi aveva entusiasmato...la mano di fatima non fa che confermare il mio giudizio su questo autore, che non leggerò mai più. Pesante e noioso fino allo stremo!Una tortura finire questo romanzo, non mi ha coinvolto dall'inizio (a parte le ultime 100 pagine). Forse Falcones crede che bisogna realizzare enciclopedie per fare grande un romanzo, per farne un capolavoro. Evidentemente si sbaglia!Le potenzialità questa storia ce l'ha e il messaggio di cui si fa portavoce è sicuramente positivo (l'esistenza di un dio che cambia nome e volte ma che, in fondo, è lo stesso per tutti) ma Falcones non sa coinvolgere, non sa scrivere in maniera accattivante, emozionante, travolgente. E' un romanzo storico-religioso di una pesantezzaaaaa, forse con 600-700 pagine in meno sarebbe stato un buon libro
Voto: 2 / 5
Elisa Campani (26-05-2011)
Ho letto "La Cattedrale del Mare", è tutta un'altra storia. Condivido il pensiero di chi ritiene che 2/300 pagine in meno avrebbero reso il libro più interessante, togliendo tutte quelle descrizioni inutili se non addirittura dannose all'economia del tutto. Avrebbe reso la storia più appassionante, lo stile meno retorico, soprattutto nella prima parte, che davvero invoglia a lasciar perdere. Bello lo spunto dei moriscos e dei cristiani che si massacrano in nome di un Dio che ad entrambe le parti appare come unico, dimostrando quanto gli integralismi siano deleteri per la storia e l'evoluzione dell'uomo. Io sono stata in Andalusia, ma non mi ha preso neppure la descrizione di quei luoghi, troppo minuziosa per non essere noiosa. Ricordo solo la Cattedrale costruita all'interno della Moschea di Cordova, davvero stupenda (la Mezquita araba).
Voto: 2 / 5
NANNI lnanni68@hotmail.com (10-05-2011)
Mi spiace, tutto sommato, non dare il massimo. Perchè alla fine il libro mi è piaciuto, e molto, mi sono affezionata ai personaggi principali, soprattutto agli "ultimi arrivati". Però, l'inizio e buona parte del libro (almeno fino a metà) è veramente noioso. Non decolla, non appassiona, e vai avanti ricordandoti del capolovoro che è "La cattedrale del mare" dicendoti che non può essere un fallimento così totale la seconda opera di Falcones. E così la fatica iniziale della lettura viene premiata: la passione, i sentimenti, l'interesse storico suscitato aumentano costantemente fino a raggiungere le vette della prima opera. Peccato, perchè con almeno 2-300 pagine in meno (e ne sarebbero restate comunque 600), credo che sarebbe stato perfetto!
Voto: 3 / 5
Antonio (25-04-2011)
Libro ben scritto, ottima documentazione su quel triste periodo storico della seconda metà del 1500. Non ho dato il massimo dei voti perchè, a mio parere, l'autore si è dilungato in troppi particolari inutili che hanno dilatato il romanzo. Forse ai lettori spagnoli abitanti a Cordoba e a Granada ha fatto piacere ricordare tutta la vecchia toponomastica della loro città, ma per qualsiasi altro lettore duecento pagine in meno avrebbero reso la storia più snella e avvincente.
Voto: 3 / 5
dadoKa (18-04-2011)
Leggendo questo romanzo ho ripercorso le stesse sensazioni avute con La Cattedrale del Mare..., un libro storico avvincente, scritto con meticolosità. Un percorso di vita sorprendente che mi ha tenuto sospeso.....proiettato in un era affascinante e direi unica. Il libro pesa non solo per il suo aspetto, ma devo dire nuovamente: Bravo Falcones!
Voto: 4 / 5
MB (08-04-2011)
Il secondo libro di Falcones probabilmente riesce nell'impresa impossibile di essere ancora piu' bello della Cattedrale del mare. Se il primo era avvincente questo lo è molto di piu'! Azzecatissimo.
Voto: 5 / 5
Mauro (28-03-2011)
Uno dei libri più belli che abbia mai letto, una vicenda umana struggente, mai scontata né banale ed estremamente avvincente. Il tutto immerso in un contesto storico e sociale descritto accuratamente e meravigliosamente bene. Uno di quei libri (e sono rari) che vorresti leggere in ogni momento libero della giornata, per quanto riesce a coinvolgerti ed appassionarti. Il tema delle religioni vicine e contrapposte e degli scempi umani che la loro divisione ha prodotto è affrontato senza mai sbilanciarsi né da una parte né dall'altra. La storia d'amore tra i protagonisti è di quelle che fanno gioire ma anche stare male e tremare di rabbia e piangere di felicità e sospirare di sollievo e ancora struggere di incomprensione. Chi ha dato giudizi negativi, secondo me, ha letto il libro in modo distratto e impiegandovi molto tempo, non riuscendo a seguire il filo degli eventi, tutti concatenati e legati da rapporti causa-effetto che si susseguono e rincorrono dall'inizio alla fine del romanzo. Insomma un (altro) grande capolavoro dell'autore. Salute a tutti.
Voto: 5 / 5
Martina marty500@gmail.com (15-03-2011)
In 2 parole: un mattone! sia di dimensioni che nella pesantezza del romanzo. Ho fatto molta fatica a leggerlo e sono stata tentata più volte di abbandonarlo a metà. La storia non è malvagia, ma è stata esageratamente dilungata. Troppe pause per riferimenti storici e troppe vicende insipide si susseguono senza portare molti cambiamenti alla trama. Se si leggono le prime 300 pagine e le ultime 200 state tranquilli, la storia si comprende bene comunque!!
Voto: 2 / 5
Giorgio O. (08-02-2011)
Ricostruzione storica eccellente, storia scorrevole, personaggi verosimili e ben descritti (soprattutto il protagonista Hernando), forse un pò troppo prolisso in alcume parti. Libro storico ma allo stesso tempo di attualità: potrebbe essere benissimo ambientato in medio oriente. Fa comprendere come una cosa come la religione, che dovrebbe dare speranza e unire le persone, nel corso della storia ha diviso gli uomini e causato guerre fratricide incredibili. Buon libro: consigliato!
Voto: 4 / 5
Luigi (13-01-2011)
Comincio con il dire che il periodo ed il contesto storico sono particolari e, per questo, Falcones è costretto a descriverli nei dettagli altrimenti molte meccaniche sarebbero incomprensibili. Per questo il libro in alcuni punti sembra pesante, più simile ad una cronaca storica che ad un romanzo. Il protagonista è caratterizzato con molta abilità, appartenente a due mondi contrapposti eppure vicini e simili, caratteristica che lo rende interessante e mai banale. Le culture islamica e cristiana sono molto ben delineate, nei lati negativi e nei lati positivi. E' vero che in alcuni punti il racconto sembra essere in un punto morto, ed è forse questa la caratteristica principale che ho riscontrato in questo romanzo: non tutti gli eventi sono concatenati e conseguenziali, sembra piuttosto di leggere vari "episodi" della vita del protagonista. Tutto sommato è una lettura interessante ma adatta solo agli intenditori.
Voto: 4 / 5
Contessa (16-11-2010)
Primo libro di Falcones che leggo. mi aspettavo qualcosa di molto meno pesante. sto facendo molta fatica ad andare avanti ma porterò a termine comunque la mia "missione". forse qualche pagina in meno avrebbe agevolato la lettura!
Voto: 2 / 5
Massimo massimo_96@yahoo.it (14-10-2010)
Anch'io come letto in altri commenti precedenti sono combattuto tra diverse sensazioni e considerazioni seppur prevalentemente positive: da un lato il periodo storico e gli avvenimenti narrati sono di estremo interesse, i riferimenti storici descritti con grande documentazione e dettaglio, alcuni dei personaggi sono così coinvolgenti da farne assimilare quasi i loro sentimenti, spesso contrastanti, e il racconto è fatto da parte dell'autore indubbiamente con impegno e passione. Inoltre apprezzabile è lo sforzo di descrivere le fedi religiose nonchè torti e ragioni, alternantisi tra di loro, sia dei cristiani che dei mori, quasi cercando come il suo personaggio principale di conciliare le due religioni e tradizioni. D'altro canto sono d'accordo con chi ha definito un pò troppo lungo il romanzo e a tratti un pò impantanato e poco scorrevole (ad esempio in quel lungo periodo in cui Hernando scrive la ricostruzione dell'insurrezione moresca delle Alpujarras e poi i libri plumbei). In conclusione un libro interessante sotto più punti di vista, molto attuale per le tematiche trattate, e, perlomeno in alcuni tratti, molto coinvolgente, a cui non do il voto massimo solo perchè l'ho già dato a "La cattedrale del mare", secondo me seppur di poco migliore rispetto a questo.
Voto: 4 / 5
Moriscos (10-10-2010)
Dopo La cattedrale del mare, un altro successo un libro appassionante, travolgente, mai scontato ha saputo coinvolgermi sino alle ultime pagine..l'incontro con Fatima poi....ho pianto..grazie Ildefonso!
Voto: 5 / 5
pipistrello (06-10-2010)
Diciamo subito che non e' "la cattedrale del mare" ,quel libro aveva un'altro spessore e difficilmente ci si poteva annoiare. Questo ha troppo e allo stesso tempo gli manca qualcosa.Alcuni passi sono piuttosto noiosi,alcuni concetti sono ripetuti troppe volte,le pagine sono tante(troppe) e comunque si ha la sensazione che manchi qualcosa. Un ottimo libro ma un'occasione mancata per far gridare al capolavoro .
Voto: 4 / 5
AMANTA (01-09-2010)
Direi meraviglioso, c'è veramente tanto da imparare da queste pagine. Forse puo' sembrare un po lento in alcuni punti ma tolto questo piccolo difetto do il massimo dei voti ad un romanzo storico di spessore, appassionante e ricco di colpi di scena.
Voto: 5 / 5
giacomo (31-08-2010)
bello, bello, bello !!!! l'ho finito da poco e già lo vorrei ricominciare..alpujarras aspettatemi !!!
Voto: 5 / 5
Oscar (30-08-2010)
Buon libro ! Ben strutturato sia da un punto di vista descrittivo che di alrnanza di personaggi. A volte la descrizione storica prende in sopravvento sulla trama, ma comunque è indispensabile per capire meglio la realtà in cui essi sono collocati.
Voto: 4 / 5
MauroB (21-07-2010)
La storia è molto bella,ma il libro è troppo prolisso,e anche un po troppo lungo.A tratti sembra un saggio storico...
Voto: 2 / 5
Dream Theater (05-07-2010)
Dare una valutazione "a caldo" a questo libro mi risulta difficilissimo! Il tema trattato è molto delicato e l'autore cerca di rimanere sempre neutrale nel corso del libro. Ciò che non ho apprezzato particolarmente è lo stile narrativo usato dall'autore e cioè il soffermarsi eccessivamente in alcuni passaggi per poi trattare sbrigativamente altri che, a mio modesto parere, sarebbero stati molto più interessanti ai fini della storia! Per gli amanti del genere storico comunque è un libro che non può mancare nella collezione! Voto 5 per il tema trattato voto 2 per la trama!
Voto: 3 / 5
ugo latrofa hugolat@libero.it (21-06-2010)
quantunque troppo lungo è un romanzo avvincente che descrive bene ed in modo neutro una pagina importante della storia europea.La trama è bella e nobile ma ciò che più importa è la descrizione di una guerra di religione, vista anche dalla parte degli altri, che fa riflettere sul vero significato di Dio che ogni religione ingaggia come soldato mercenario per affermare il proprio potere, tutt'altro che spirituale. Calarsi nel clima dell'inquisizione significa anche riflettere sull'effimero ed il fazioso recitato dai nostri dogmi, come se Dio nella sua universalità, invece di essere la virtù sopra le umane miserie, fosse, al contrario, la somma di quest'ultime. In questo senso il libro è di estrema attualità perchè descrive situazioni ancora vive e purtoppo ancora presenti. La nobiltà dell'animo del protagonista smaschera le nefandezze celate dietro le liturgie, di qualunque credo. Penso che questo libro possa indurre a riflettere sulla consistenza di Dio, sulla necessità di ricollocarlo nella sua dimensione reale che per gli uomini non dovrebbe essere quella del guerriero ma del padre. Bravo Falcones. Chi si lamenta della lunghezza dovrebbe comprendere che questa è la misura dei tribolamenti dell'animo umano, morali ed intellettuali, quando ci si pone in maniera critica sui propri temi esistenziali e sul trascendente. Queste cose non si possono liquidare frettolosamente per le esigenze della sintesi.
Voto: 4 / 5
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