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Caruso Alfio - Milano ordina uccidete Borsellino |
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Titolo | Milano ordina uccidete Borsellino |
| Autore | Caruso Alfio | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2010, 356 p., brossura |
| Editore | Longanesi
(collana Le spade) |
| | Disponibile anche in ebook a € 10,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Diciotto anni dopo ignoriamo chi azionò il telecomando della strage di via D'Amelio, in cui vennero macellati Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta. Oggi sappiamo soltanto che Cosa Nostra partecipò alla preparazione dell'attentato e che Borsellino non fu ucciso per il fallimento della trattativa condotta dai carabinieri con Riina attraverso la mediazione di Vito Ciancimino. La minuziosa rilettura d'ingialliti verbali, le dichiarazioni di antichi testimoni, l'incrociarsi di vecchie e nuove verità aprono uno scenario rabbrividente. Sullo sfondo campeggia inquietante il Ros dei carabinieri: a che gioco giocava? Assodato che fu Provenzano a consegnare Riina, quali garanti dal gennaio '93 hanno protetto la latitanza di «zu Binnu», non a caso arrestato dalla polizia?Un filo rosso lega via D'Amelio a Capaci. Falcone e Borsellino puntavano su Milano, da oltre vent'anni vera capitale della mafia. All'interno dei suoi insospettabili salotti i boss avevano trovato i complici ideali per riciclare e moltiplicare le centinaia di miliardi guadagnati con il traffico internazionale degli stupefacenti. L'appoggio di banchieri, imprenditori, finanzieri aveva consentito alle «famiglie» siciliane di trasformarsi in un impero economico capace di condizionare la vita del Paese: molti, dunque, volevano stoppare i due magistrati palermitani. Nei suoi cinquantasette giorni di corsa contro la morte Borsellino aveva capito il complesso meccanismo di quattrini e di complicità nel quale persino Riina e Provenzano agivano spesso da pupi, anziché da pupari. Ma lo Stato, nel cui nome Paolo sfidava il Male, fece ben poco per proteggerlo. Questo libro vi racconta come e perché.
Media Voto: 5 / 5gallinaread (02-07-2010) libro consigliatissimo per quelli che ne vogliono sapere di può e per poter poi trarre un giudizio personale... scritto bene, stile romanzo e si scoprono quante cose la tv cela in modo gratuito e su quante cose sia meglio non indagare!!! speriamo che la giustizia (quella giusta) prima o poi riesca a fare un pò di pulizia in italia!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luca (09-04-2010) lo cosiglio a tutti coloro che vogliono sapere qualcosa in più sulla morte di paolo borsellino, sui rapporti tra mafia-politica-finanza (fininvest e gruppo ferruzzi)e sulla trattativa stato-mafia del 92-93.
si legge velocemente , in tre giorni.
sembra un libro triller, con un'ottima sceneggiatura, ma purtroppo è tutto vero.
letto questo libro non si può fare a meno di leggere anche IL PATTO (chiarelettere) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pino Chisari (09-04-2010) Preziosissima ricostruzione storica di fatti che dovrebbero spingerci a fare più di qualcosa per arrivare al nocciolo della verità. Ma, a quanto pare, in Italia la verità interessa poco o niente. Il libro è coraggioso e sconvolgente: fermo restando il diritto di ciascuno a pensarla come vuole, tutti però dovrebbero essere informati completamente sui fatti e sulle ipotesi investigative... invece, da noi, gli organi di informazione parlano solo di nani e ballerine... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alberto (25-03-2010) E' un libro che mi ha sconvolto, letteralmente.
La strage di via D'Amelio è l'ultimo mistero italiano, sulla scia delle stragi di Stato, Ustica e i misteri irrisolti di questo Paese. E in mezzo sempre i servizi segreti.
Spatuzza non è l'ultimo dei pentiti. E' uno con alle spalle oltre cinquanta omicidi, compreso quello di Don Puglisi. Le sue dichiarazioni sono esplosive e fanno paura, visti tentativi di screditarlo. L'ultimo ad opera del direttore del TG1, con un editoriale.
Da leggere e diffondere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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