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Cornwell Bernard - Il signore della guerra | Wessex meridionale, fine del IX secolo. Uhtred di Bebbanburg ha perso tutto: non ha più la sua amatissima moglie, morta durante il parto. Non ha più le sue terre, usurpate tempo addietro. Non ha più un re per cui combattere, perché Alfredo il Grande ormai è vecchio e malato, incapace di respingere gli invasori vichinghi e ossessionato dall'idea di convertire il mondo alla fede cristiana. Uhtred di Bebbanburg non ha più nulla per cui vivere, eppure c'è qualcosa che gli impedisce di lasciarsi morire. Qualcosa che da sempre è dentro di lui. È la furia del guerriero. Una furia pagana, nata fra i danesi che lo hanno addestrato all'arte della guerra e coltivata sugli innumerevoli campi di battaglia che ha calcato. Ora la sua furia ha un obiettivo preciso: reclamare Bebbanburg, la fortezza che gli spetta di diritto e che suo zio possiede in spregio alla legge e agli dei. Ora Uhtred combatterà per se stesso e per il suo destino, il destino di un guerriero nato.
6 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Walter (21-02-2011) Il solito Bernard, non si smentisce mai. Impari la storia e ti diverti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Albano (10-12-2010) Il solito grandissimo Cornwell. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (14-11-2010) Altro stupendo libro della saga dei regni anglosassoni, altre battaglie per il mitico Uhtred. Cornwell non delude mai!. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (17-10-2010) Anche questo libro si dimostra all'altezza delle aspettative.....cornwell non sbaglia un colpo, anche se lascia supporre una continuazione e questo mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca in quanto alcune curiosità rimangono. Nonostante ciò è un bellissimo libro, ben scritto e con un ritmo incalzante. Come gli altri non smetteresti mai di leggerlo pagina dopo pagina, arrivi alla fine e non te ne accorgi, consigliato a chi ha già intrapreso il viaggio con gli altri..... è un ritorno in famiglia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio (15-10-2010) Effettivamente in questa insolita saga il nostro da il meglio di se. Raccontata in prima persona con una nota di autoironia che non guasta, ci trascina nelle eterne lotte tra sassoni e vikinghi che porteranno poi alla nascita dell'Inghilterra. Tema un po' astruso per i nostri gusti, ma assai avvincente, se apprezzate il genere. Forse ci si confonde giusto un poco tra i nomi dei vari personaggi sassoni, tutti inizianti per "Et..qualcosa". Sembrava la ormai classica trilogia ma visto il successo, si sta trasformando nella serie portante della produzione di Cornwell, che forse è un po' "stanco" di Sharpe (o a corto di battaglie..) il cui ultimo volume risale ormai ad alcuni anni fa. Considerando soprattutto che l'Autore sforna metodicamente 2 libri all'anno - adesso è uscito in originale The Fort, che riprende i temi della guerra d'indipendenza americana - e dopo Azincourt si comincia ad avvertire la mancanza delle avventure napoleoniche - almeno per chi ha potuto leggersi i volumi in originale (mentre per le traduzioni c'è ancora un mucchio di materiale in speranzosa attesa...).
Comunque, giunta ormai alla sua quinta puntata, godetevi in santa pace le avventure del nostro anglo-vikingo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (05-10-2010) Prosegue (ottimamente) la traduzione della sagra vichinga. Per altro noto, con grande piacere, che Longanesi riesce praticamente a stare dietro come tempi alla versione originale, non lasciandoci in ventennale attesa come avviene con Sharpe. Se vi piace Cornwell (anche se questa non è la sua serie migliore) è un eccellente prodotto (anche se leggermente al di fuori dei nostri interessi). Lui intanto continua a sfornare eccellenti storie, alternando diversi filoni. Dopo Azincourt ("sequel" della trilogia dell'Arlecchino) è di questi giorni l'uscita, in originale, di The Fort ambientato nella guerra di indipendenza americana, che riprende i temi già affrontati in The redcoat (per quanto mi risulta, mai uscito in Italia). Non chiedetevi come fa, ma il nostro continua imperterrito a sfornare un nuovo romanzo ogni 6 mesi. Mantenendo i suoi soliti standard di qualità. Speriamo che duri a lungo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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