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Auel Jean M. - La terra delle caverne dipinte | Dopo aver conosciuto Giondalar durante il suo lungo viaggio, Ayla è diventata madre della vivace Gionayla e parte integrante della Nona Caverna degli Zelandoni, il popolo a cui appartiene il suo compagno. Le sue strabilianti capacità nel comandare i cavalli e il fedele Lupo, oltre che nell'utilizzare le erbe medicinali, le hanno addirittura guadagnato il ruolo di accolita della sciamana di più alto rango in seno alla comunità. Ma il cammino iniziatico di Ayla verso la "chiamata" comporta tutta una serie di faticose rinunce, finendo per attirare il risentimento di alcuni elementi del gruppo, che non vedono di buon occhio l'affermazione sociale di quella che rimane pur sempre una forestiera. Mentre la vita scorre scandita da esplorazioni di grotte affrescate, battute di caccia, riti sacri e rappresentazioni, attraverso lo sguardo acuto di Ayla partecipiamo dello stupore di un'umanità ancora giovane di fronte ai fenomeni naturali, e dei suoi tentativi di padroneggiare sentimenti e situazioni sociali al cui cospetto è ancora per certi versi impreparata. E quando il suo percorso di apprendistato la porterà a mettere in gioco proprio ciò che ha di più caro, Ayla riceverà dalla Grande Madre Terra un dono di conoscenza in grado di modificare profondamente il futuro della sua gente e dell'intero genere umano. Un dono che per lei comporterà un prezzo da pagare. È finita l’attesa, dopo più di trent’anni dalla pubblicazione del primo libro, esce finalmente in libreria l’ultimo acclamato titolo di Jean M. Auel.
Con La terra delle caverne dipinte, sesto e conclusivo capitolo, si mette il punto al ciclo preistorico de I figli della Terra.
Questa saga, nata nel 1980 con Ayla. Figlia della Terra narra la storia di una bambina, che disprezzata dal suo clan adottivo per la sua diversità, intraprende un viaggio fisico, mentale e spirituale che la porterà ad attraversare l’Europa di 35.000 anni fa. Nei vari volumi la vedremo crescere e la accompagneremo lungo il suo percorso di vita, affronteremo con lei il viaggio che, ben presto, diventerà avventuroso ed epico. Viaggio che ne La terra delle caverne dipinte trova la sua giusta conclusione.
L’autrice, Jean M. Auel, studiosa e appassionata di antropologia, prima di scrivere la serie ha compiuto un intenso lavoro di ricerca che le ha permesso di portare nel testo tutte le informazioni ricavate. Siamo di fronte ad un lavoro certosino e molto credibile, con un’accurata ricostruzione geofisica e antropologica.
Ma proprio quest’accuratezza nei dettagli e nelle descrizioni ha fatto sì che alcuni lettori americani abbiano trovato eccessivo quest’ultimo capitolo, addirittura ripetitivo ed esasperante, mentre altri ne lodano esattamente quest’aspetto, ovvero l’attenzione mostrata ai particolari e agli usi e costumi preistorici.
Naturalmente non solo realismo in questa saga, ma anche tanta fantasia, avventura ed amore, tutti ingredienti che, mescolati sapientemente dalla Auel, hanno dato al ciclo una fortuna strepitosa con milioni di copie vendute e traduzioni in tutto il mondo.
Nell’ultimo attesissimo capitolo, uscito in America a marzo del 2011, Ayla ha concluso il suo epico viaggio attraverso gli spazi sconfinati dell’Europa preistorica, insieme a Giondalar, suo coraggioso compagno, e alla loro bambina Gionayla. Li ritroviamo alla Nona caverna degli Zelandoni, il popolo del compagno, dove Ayla durante i suoi viaggi aveva trovato accoglienza.
Un po’ meno avventuroso rispetto agli altri libri, in quest’ultimo l’autrice si sofferma di più sul suo personaggio femminile dando al testo un ritmo più lento. Donna forte e coraggiosa, Ayla ha sviluppato lungo il suo percorso di vita capacità e abilità strepitose ed ora è giunto il momento di mostrarle agli altri. Insegnerà ai membri della tribù ad accendere il fuoco con le pietre, a creare gli utensili e a maneggiare le armi. Imparerà l’arte di guarire compiendo riti e viaggi ai diversi luoghi sacri, uno dei quali è proprio alle caverne dipinte del titolo.
Fra tutte queste grandi scoperte, ce ne sarà una che la turberà particolarmente: Ayla scoprirà l’amore e questo comporterà un prezzo alto da pagare.
Solo leggendo La terra delle caverne dipinte potremo finalmente conoscere il destino di Ayla e sapere se otterrà il riconoscimento che merita, diventerà una sciamana? Ma soprattutto, dopo tanti affanni e tante sofferenze sarà ancora vista dagli Zelandoni come “l’altra” “la straniera” ? Non ci resta che immergerci nella lettura e scoprirlo.
Media Voto: 1.6 / 5Federica (22-03-2012) Una cocente delusione.
Ho amato molto ciascuno dei precedenti episodi della saga tanto da rileggerli tutti piu' volte, in attesa du questa conclusione che ha lasciato ben piu' dell'amaro in bocca.
Tutte le possibili vicende lasciate "aperte" che potevano suggerire sviluppi e reincontri interessanti(il primogenito, Ranec, Iorga e il suo compagno, tutti coloro che "odiano" la protagonista...)si perdono nel nulla, Ayla stessa diventa prima una "donna in carriera" che trascura il compagno con le incredibilmente banali e misere conseguenze e poi riducendosi ad una (ben definita sopra) comare vendicativa e distratta ai bisogni dei malati (ma quando mai Ayla abbandona un paziente!!!).
Le precise e corrette descrizioni di flora e fauna, per quanto talvolta un po' prolisse, come le analisi della diffusione delle innovazioni tecnologiche diventano inutili e davvero sterili descrizioni delle pitture rupestri, prive di inventiva e senza nessuna delle ardite interpretazioni o ipotesi avanzate nei libri precedenti: dopo averci solleticato con l'interfecondita' fra le specie, le memorie del clan e viaggi astrali ci si aspetterebbe almeno un qualcosina sui dipinti che dovrebbero ispirare la giovane sciamana....
Per poi chiudere con un evento pressoche' identico a quello di uno dei libri precedenti....
Cosa dire di piu'? Snaturata la protagonista, svilito il suo tanto amato compagno, niente di rilevante che non sia gia' stato descritto nei primi capitoli... dieci anni di attesa per un romanzetto superiore ad una rivista di pettegolezzi solo per numero di pagine. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Laika (21-03-2012) Dopo tanti anni di attesa è arrivato finalmente l'ultimo della serie, ma che delusione, anche se il personaggio di Ayla mi è sempre molto caro, non posso dire che mi sia piaciuto, metà libro è fatto di ripetizioni tra saluti e descrizione delle avventure passate, inoltre che noia queste caverne, devo essere sincera ho tralasciato diverse pagine.
E' certo che non lo rileggerò come ho fatto con gli altri. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Dante (14-03-2012) Ho iniziato a leggere il libro dopo aver letto negli anni scorsi tutta la serie.
Ho trovatoalmeno fin ora, il volume ripetitivo e noioso quasi una terra di comari. Brutto brutto brutto Voto: 1 / 5 |  |  |  |
dada75 (14-03-2012) Che delusione!l'attesa è stata inutile in quanto non si aggiunge niente di nuovo a quello che era già stato scritto nei precedenti volumi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
vale (09-03-2012) Sto leggendo il libro e sono circa a metà. Sono affezionata ad Ayla e alla sua storia, ai personaggi che le gravitano intorno. Per questo non ne posso parlar male ma fino ad ora trovo il libro abbastanza ripetitivo, tendente a riprendere quanto già sapevamo e ribadirlo ad ogni pagina: quanto sia singolare l'amicizia di Ayla per cavalli e Lupo, quanto sia strano il suo accento.. e cos' via.
Speriamo cambi in futuro e che finalmente Ayla possa reincontrare il suo adorato figlio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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