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Laggia Alberto - Il coraggio di parlare. Storie di fuoriusciti da Scientology | Il libro raccoglie quattordici testimonianze di ex appartenenti alla chiesa di Scientology; storie diversissime, che raccontano la stessa vicenda: quella di chi entra nel movimento spinto dalla speranza di migliorare la propria vita, ma che con il tempo scopre di essere piombato in un incubo da cui è difficile svegliarsi. È il racconto lucido e sconvolgente di quattordici adepti che, alla fine, sono riusciti a lasciare Scientology e a raccontare la loro esperienza drammatica, così come ha fatto Maria Pia Gardini - la più nota ex adepta italiana del movimento americano - nel libro I miei anni in Scientology di cui questo è il seguito. Il testo nasce dai tantissimi contatti che Maria Pia Gardini mantiene quasi quotidianamente con ex adepti, ma anche con familiari, parenti e amici di militanti del movimento che si rivolgono a lei per informazioni. Sono racconti dallo stile giornalistico asciutto e incisivo, che diventano esemplari di una realtà, quella dei fuoriusciti da Scientology, che molto spesso non trovano il coraggio di raccontare la loro storia di grande sofferenza e umiliazione.
zombie49 (04-12-2010) Raccolta di testimonianze di persone che hanno abbandonato la religione alternativa di Scientology, dopo avervi entusiasticamente aderito x anni, deluse nelle loro aspettative di una migliore qualità di vita. Le storie si assomigliano tutte: avvicinamento x curiosità o x rimanere accanto ad un parente già nel gruppo, promesse di un miglioramento delle proprie condizioni fisiche, spirituali, economiche, tramite applicazione di improbabili teorie, sedute di auditing, una sorta di psicoterapia effettuata con mezzi rudimentali da membri di Scientology non qualificati dal punto di vista medico, sfruttamento del lavoro fisico e mentale, alloggi fatiscenti, punizioni, progressivo allontanamento da familiari ed amici, continue esose richieste di denaro, reclutamento di altri adepti, pressioni psicologiche finalizzate a far sentire le persone colpevoli e inadeguate. Evidentemente Scientology utilizza due delle più grandi leve dei sentimenti umani: amore e disperazione. Molti, come Maria Pia Gardini, curatrice di questo libro ed autrice del più interessante I miei anni in Scientology, si avvicinano al gruppo nel tentativo di salvare un figlio dalla droga o preservare il proprio matrimonio, altri sono mossi da gravi problemi psicologici: depressione, malattie, tracolli finanziari, fallimenti nei rapporti interpersonali. Molte altre associazioni, però, ed anche religioni ufficiali, compresa quella cattolica, promettono fantomatici benefici spirituali a persone incapaci di trovare in se stesse motivazioni vitali, e non disdegnano generose donazioni. Il libro è alquanto monotono e ripetitivo e sembra essere una sorta di vendetta economica di M. P. Gardini nei confronti della associazione a cui ha donato un ingente patrimonio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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