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Mankell Henning - I cani di Riga. Le inchieste del commissario Kurt Wallander. Vol. 2 | Sulle coste svedesi, in un freddo mattino d'inverno, da un peschereccio che si fa strada tra la neve viene avvistato un gommone di salvataggio: a bordo ci sono due cadaveri. Le indagini portano l'ispettore Wallander a est: la polizia di Ystad ha le prove che i due uomini sono stati uccisi e che l'imbarcazione veniva dalla Lettonia. Kurt Wallander parte per Riga: non passerà molto tempo prima che si renda conto di essere vittima di una cospirazione legata ai drammatici cambiamenti politici dei Paesi Baltici: la caduta dell'Unione Sovietica è ormai consegnata alla storia, ma in Lituania, ora stato sovrano, alcune forze di potere lavorano nell'ombra in accordo con la mafia russa.
Media Voto: 2.66 / 5Gianni F. (15-04-2012) Mankell non delude mai. I suoi non sono semplicemente "gialli" ma sono dei veri romanzi. Come sempre affascinante ambientazione, accattivanti i personaggi e brillanti i dialoghi. Rispetto ai precedenti romanzi letti, questo Wallander è più spregiudicato. La scena mozzafiato descritta all'interno della centrale di polizia di Riga è un pochino "James Bondiana", però di grande effetto. Un romanzo raccomandabilissimo Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco Erasmi erasmi@erasmi.it (28-12-2011) Francesco Erasmi 28.12.2011
L'ho effettivamente letto dopo "La leonessa bianca" e debbo dire che il giudizio è nettamente squilibrato a favore della "La leonessa bianca", non c'è paragone nè per intensità nè per costruzione della trama nè per intensità, ridicolo l'innamoramento di Wallander nei confronti di Baiba Liepa, per non parlare di quello risibile del primo episodio, "Assanio senza volto", nei confronti della P.M. Anette Brolin con l'imprevedibile suo intempestivo,goffo e maldestro tentivo di approccio nel momento e nel luogo più sbagliato e più inopportuno. Ciò però nulla toglie alla affettuosa simpatia che si prova ugualmente per le umane debolezze del Commissario Kurt Wallander.Sicuramente il romanzo, non sempre raggiungendo risultati elevati, mescola in modo un pò troppo sproporzionasto una maggiore attenzione al noir sopratutto americano con un minore riferimento ed ispirazione al nuovo fascino che suscita il thriller scandinavo. Risultando, purtroppo però, il complesso personaggio di Wallander, in alcuni tratti, spesso lunghi, noiso ed infantile.L'elemento "investigativo", poi,è ampiamente trascurato per dedicarsi ad una ricostruzione, sicuramente, accurata ed approfondita e analitica, della nuova realtà sociale drammatica, perchè ancora militaresca ed oppressiva, di un paese che viene rappresentato come simbolo degli sconvolgimenti avvenuti nei paesi Baltici che già erano stati parte integrante ed indissolubile e ben inseriti nella ex "Cortina di ferro". Sicuramente la definizione più consona alla trama del romanzo sarebbe definirlo un thriller di sponaggio più che un poliziesco in seno classico, cosi che forse, anche la figura del Commissario appare un pò fuori posto e sicuramente pleonastica e quasi artificiosamente inserita nella trama. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Maunakea (10-06-2011) Capitolo 13 glie l'ho codeettamente data su.. forse è perchè è troppo vecchio stampo, forse poco introspettivo o forse solo noioso... ultimi due libri del suddetto autore archiviati, mi sa che non è la mia. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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