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Mankell Henning - La leonessa bianca. Le inchieste del commissario Kurt Wallander.... | Venerdì 24 aprile 1992, Louise Åkerblom, titolare di un'agenzia immobiliare di Ystad, nel sud della Svezia, scompare senza lasciare traccia. Quello stesso giorno, dall'altra parte del globo, in Sudafrica, un gruppo di boeri fanatici decisi a fermare il processo di democratizzazione in atto progetta un attentato contro uno degli uomini politici più in vista del paese. È il commissario Wallander a guidare le ricerche della donna, un caso complicato: Louise Åkerblom, attivo membro della chiesa metodista, è sposata felicemente con due bambine, è benvoluta e contenta del suo lavoro, non ci sono indizi che possano giustificare la sua scomparsa.
Media Voto: 4.33 / 5Gianni F. (13-05-2012) Splendido romanzo, fin'ora il migliore di quelli letti di Mankell. Azione a largo respiro che spazia tra due continenti. Un libro che è romanzo, spy story e documento. Protagonisti che si muovono su due scenari diversi ma intrecciati tra di loro. Molteplici personaggi, positivi e negativi, descritti magistralmente. Dialoghi brillanti. Un super-libro, un super-Mankell: da non perdere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Erasmi erasmi@erasmi.it (28-12-2011) Francesco Erasmi 28.12.2011
Questo terzo romanzo di Mankell delle inchieste del "fraterno" Commissario Kurt Wallander, che, per non diminuirlo, non definirei "Giallo", ma "intrigo internazionale", tanto per avere un punto di riferimento, potremmo assimilarlo al modello e lo schema di successo di Le Carrè,rappresenta una singolarità rara e di valore nel pur vasto ed apprezzabilissimo panorama del romanzi svedesi del "Poliziesco Procedurale". Mankell ha il dono di una prosa scorrevole ed accattivante, ma soprattutto coinvolgente ed il romanzo si legge tutto d'un fiato rimanendo sempre più "impigliati" nella storia che ti avvolge e fa sentire te protagonista coinvolto personalmente nel suo evolversi e nei suoi drammi. Perfetta, minuzioosa, sorprendemtemente ben informata e rivelatrice anche di "segreti" sconosciuti ma soprattutto colta e particolareggiata la sua ricostruzione storica delle componenti etniche- sociologiche del Sud Africae immerse nel suo instabile e precario panorama politico illustrandone anche la sua dimensione più recondita. Le molteplici vicende e ricostruzioni che si succedono e si intrecciano vivono diuna compiuta vita propria che amalgamandosi perfettamente e coerentemente l'una all'altra formano un tutt'uno veramente affascinante. Forse, se vogliamo trovare, necessariamente, un difetto al romanzo,possiamo rilevare che Wallander si inbatte in troppe coincidenze a lui favorevoli che confermano ed agevolano, nei momenti opportuni, determinanti e decisivi, le sue troppo frequenti ed esagerate intuizioni personali anche, ad abundatiam, dei vari protagonisti, ma, dobbiamo essere clementi e comprensivi, in fondo si tratta pur sempre di un semplice romanzo ! Il Commissario Wallander completa il suo primo ciclo carratteriale mostrandosi un personaggio assai simile ed ispiratore e precursore dei moderni investigatori scandinavi, un uomo umano e "normale" con le sue paure, le sue debolezze vulnerabile nei suoi più cari affetti, la figlia Linda.Ottimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci (08-05-2011) Mankell ha una penna senz'altro scorrevole e le oltre 500 pagine di questa storia vanno via lievi e ne fanno un buon riempitivo per notti insonni;
similmente al precedente "I cani di Riga", però, l'Autore vuole inserire nella vicenda troppe cose, troppe trame incrociate....e le troppe coincidenze, i troppi colpi di scena, le esagerate intuizioni geniali dei protagonisti a lungo andare diventano di routine, prevedibili o addirittura fastidiose.
Nel romanzo di esordio "Assassino senza volto", con Kurt Wallander veniva riproposto un personaggio assai simile allo storico precursore dei moderni investigatori scandinavi, l'umano e "normale" Martin Beck; poi una sorta di sindrome da James Bond pare aver colpito Autore e personaggio. Peccato Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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