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Läckberg Camilla - Il predicatore |
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Titolo | Il predicatore |
| Autore | Läckberg Camilla | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2010, 462 p., brossura | | Traduttore | Cangemi L. |
| Editore | Marsilio
(collana Farfalle) |
| | Disponibile anche in ebook a € 7,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Da più di vent'anni una dolorosa faida lacera la famiglia Hult: Ephraim, il predicatore che infiammava le folle promettendo guarigione e salvezza, ha lasciato ai suoi discendenti un'eredità molto controversa. Il peso del sospetto continua a gravare su un ramo del clan, coinvolto suo malgrado nella sparizione di due ragazze risalente a molti anni prima. Una vicenda che nel delizioso paesino di Fjallbacka, sulla costa occidentale della Svezia invasa dai turisti per la bella stagione, torna a essere sulla bocca di tutti dopo l'omicidio di una giovane donna, quando in una splendida gola naturale, sotto quel corpo martoriato, la polizia scopre anche i resti di due scheletri. La calda estate di Erica Falck e Patrik Hedstròm, che presto avranno un bambino, viene cosi sconvolta da un'indagine che, in un'angosciosa lotta contro il tempo, cerca di sviscerare i meccanismi della seduzione del potere, sfidando la malevolenza di una piccola comunità di provincia carica di segreti. In questo secondo episodio della serie di Erica Falck, Camilla Lackberg si conferma maestra nel tessere gli intrighi di una società chiusa, dove l'apparenza conta sopra ogni cosa e scoprire cosa accade realmente nella vita degli altri si rivela un'impresa alquanto complessa. Dopo l’esordio sorprendente de La principessa di ghiaccio, un nuovo thriller di Camilla Läckberg. Stessa ambientazione, Fjällbacka, l’incantevole villaggio sul mare a più di 500 km da Stoccolma che l’attrice Ingrid Bergman aveva scelto come dimora, quando ritornava in Svezia.
Stessi personaggi principali, con qualche sviluppo nelle vite private: il poliziotto Patrik Hedström e la scrittrice Erica Falck vivono insieme e aspettano un figlio, dopo che Erica ha guadagnato parecchio con il libro che ha scritto sulla morte dell’amica Alexandra (il caso al centro de La principessa di ghiaccio); la sorella di Erica, Anna, si è separata dal marito violento; gli altri poliziotti, ad esclusione di Martin, valido aiuto di Patrik, sono sempre degli scansafatiche con scarso intelletto.
L’inizio è brusco e spezza l’atmosfera idilliaca di un’estate straordinariamente calda: un bambino di sei anni esce per giocare la mattina presto, spingendosi in un luogo dove i genitori gli hanno espressamente proibito di andare, e trova una ragazza morta.
È nuda, accanto a lei c’è solo una borsetta rossa.
Il peggio è che, quando arriva la polizia e sposta il cadavere, vengono alla luce - sotto di lei - due scheletri.
Le indagini rivelano che la ragazza che è stata assassinata ora è tedesca, la sua compagna di viaggio sa solo che aveva qualcosa da fare a Fjällbacka, ma non ha idea di che cosa si trattasse.
La cosa più strana è che il corpo della ragazza uccisa rivela le stesse molteplici fratture ossee dei due scheletri che sono quelli di due ragazze scomparse nel lontano 1979.
Che cosa mai poteva collegare le tre morti?
L’assassino era sempre lo stesso?
E come era possibile?
Era qualcuno che era stato in prigione per più di vent’anni ed ora, di nuovo in libertà, aveva ripreso a colpire?
C’è un forte contrasto, nel romanzo della Läckberg, tra l’atmosfera estiva - tira aria di vacanza, fa caldo, le imbarcazioni dei turisti attraccano nel porto, la gente prende il sole nei giardini, si organizzano grigliate all’aperto - e quella cupa, quasi claustrofobica, delle dimore degli Hult, intorno a cui ruoterà la vicenda.
Perché gli Hult erano stati coinvolti, nel 1979, nel caso delle ragazze scomparse: Gabriel Hult aveva detto alla polizia di aver visto suo fratello Johannes in auto con una delle ragazze. In seguito Johannes si era suicidato: era sembrata un’ammissione di colpevolezza, moglie e figli (era stato uno dei bambini a scoprire il corpo del padre penzolante da una fune) ne erano usciti distrutti. Strana famiglia, quella degli Hult, o complessa, quantomeno. Il vecchio Ephraim, conosciuto per le sue prediche infiammate, “usava” i due figli, Gabriel e Johannes, come guaritori. I due bambini pareva avessero capacità taumaturgiche nelle mani, guarivano gli ammalati. Finché, ad un certo punto, avevano perso questo loro “dono”- Johannes ne aveva sofferto molto, non si era mai del tutto rassegnato.
Sia nel passato sia nel presente correnti oscure serpeggiano tra i membri della famiglia: ci sono gelosie tra le donne (la vedova di Johannes era stata il grande amore di Gabriel), gelosie retroattive tra i fratelli Hult (Johannes era stato il preferito del vecchio Ephraim), rancori covati da parte degli orfani di Johannes, invidie tra cugini. E poi c’è il “troppo” buono figlio maggiore di Gabriel, Jacob, a cui il nonno ha donato il midollo perché guarisse dalla leucemia…
Intanto, mentre Erica porta stancamente avanti la gravidanza, mentre ospiti più o meno sgraditi le invadono la casa, mentre appare chiaro che la sorella attira sempre gli uomini sbagliati, un’altra ragazza scompare. A questo punto è urgente cercare di capire chi, come, perché tutto questo stia succedendo. Va senza dire che la spiegazione è nei segreti della famiglia Hult.
Leggendo Il predicatore abbiamo l’impressione di leggere uno dei gialli di Agata Christie, un giallo della “camera chiusa” un poco ampliato, perché il possibile colpevole è in una cerchia ristretta, pur restando l’enigma dell’intervallo di anni tra le prime morti e quella recente. E naturalmente le indagini sono aiutate (direi addirittura “speziate”) dalle analisi del dna: se ne possono vedere delle belle, in una famiglia, anche se è così religiosa come quella degli Hult.
Quello della Läckberg è un romanzo che, più che sulla trama, poggia sull’ambientazione: la Svezia decentrata che ci rappresenta, con una buona dose di fanatismo religioso e un certo qual provincialismo, con una cupezza familiare che pare riflettere le lunghe ore di buio, ci attrae proprio per la sua diversità da quella di libertà e tolleranza che è nel nostro immaginario.
A cura di Wuz.it
Recensioni 1 - 20 di 26 recensioni presenti. Media Voto: 3.23 / 5nini11 (27-02-2012) Scritto male e tradotto peggio, questo libro è quanto di più inutile e ingombrante possa sussistere su uno scaffale. Sottoscrivo il commento di Dale ( 17-2-2011 ) e a Camilla consiglio di frequentare un corso di scrittura e narrazione, magari a Fjallbacka. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giorgia (31-01-2012) Nonostante mi sia avvicinata alla lettura di questa seconda opera della Lackberg con estrema diffidenza dovuta alla pesantezza del suo primo libro "La principessa di ghiaccio", devo confessare che al contrario "Il predicatore" mi ha completamente conquistato! La trama è molto avvincente, i personaggi caratterizzati benissimo senza però che l'autrice scada mai nel logorrico come invece succedeva spessissimo nel primo libro, e non manca il finale a sorpresa. Mi è piaciuto molto...il cambio di stile sarà forse dovuto al fatto che il protagonista in questa seconda vicenda sia Patrik e non Erica? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sergio Baldin (12-12-2011) Sinceramente io l'ho trovato migliore rispetto a La principessa di ghiaccio e mi piacciono anche i personaggi che si ripetono e facilitano la lettura e per me anche la velocizzano.
In genere non leggo libri di autrici, che mi è spesso capitato di trovare pesanti e leziose, ma la Lackberg non rientra certo fra queste.
Neppure, a mio avviso, la ritengo paragonabile a Agatha Christie, che avevo difficoltà a leggere, anche se col passare degli anni i giudizi possono non essere più gli stessi.
Però, rispetto al filone dei thriller scandinavi, i suoi libri mi sembrano un pò più americani, di scandinavo hanno certe particolarità dei personaggi e sicuramente l'ambientazione geografica.
Io credo che chi lo prende non si pentirà affatto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (23-11-2011) La serie continua e lo fa in maniera discreta: la trama è molto buona e il libro si lascia leggere velocemente, particolare fondamentale per il genere. Il mio giudizio complessivo è molto buono come lo è stato quello per "La Principessa di Ghiaccio"; se però dovessi lasciarmi guidare soltanto dalle sensazioni direi che il primo ha qualcosa in più. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Caterina (19-11-2011) Leggendo il libro avevo l impressione di stare vedendo un film giallo in tv... non ho impiegato più di una settimana a leggerlo , poichè risulta molto scorrevole e piacevole soprattutto la sera prima di addomentarsi quando la mente è troppo stanca per leggere qualcosa di impegnativo. Tuttavia ritengo che non sia all altezza del primo romanzo e che alcune parti, compresi inutili dialoghi , potevano essere benissimo omesse. L assasino è cosi scontato che alla fine sorpende che sia davvero stato lui. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
massimiliano (30-09-2011) Non mi è piaciuto come il primo. La trama nella parte centrale del libro sembra parecchio stiracchiata e sembra utilizzare intermezzi di vita coniugale completamente estranei al romanzo per allungare i tempi. Il finale non mi è piaciuto sia perchè il lettore non ha alcun elemento chiave per individuare l'assassino, sia perchè la meccanica dei fatti appare irreale. Un appunto alla traduzione: "baseball" si traduce allo stesso modo e non "palla base" come si legge nel romanzo... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Guia (14-09-2011) Nel genere thriller - che ogni tanto ci vuole - è un buon libro, si legge tutto d'un fiato nonostante la mole e ci si affeziona anche un po' ai personaggi. Anche secondo me migliore rispetto al precedente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
moreno (20-06-2011) la saga continua e a mio avviso è più bello questo libro del precedente che mi era ugualmente piaciuto. Una buona continuazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lina (16-06-2011) Un buon giallo che ho maggiormente gradito rispetto al primo! La trama è coinvolgente, lo stile piacevole e anche l'ambientazione e i personaggi sono ben descritti! Insomma in questo secondo romanzo Camilla Lackberg è stata più convincente e sicuramente leggerò anche i prossimi della serie! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alessia (31-05-2011) Devo dire che mi è piaciuto molto. Thriller che ti lascia in sospeso fino alle ultime pagine. Fra tutti gli autori scandinavi la Läckberg Camilla è quella che mi piace di più.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Standbyme Standbyme@ticino.com (21-05-2011) Dopo l'ottimo esordio di questa giovane scrittrice svedese temevo di rimanere deluso. Per fortuna ciò non se è avverato. Anche "Il predicatore"si è rivelato un thriller all'altezza dei migliori gialli scandinavi. Viene dato il giusto spazio anche alla vita privata dei protagonisti principali: le piccole disavventure che capitano ad Erika, dovute ad ospiti invadenti e maleducati, stemperano la tensione che la Läckberg riesce a creare fin dall'inizio con il ritrovamento di due scheletri sotto il corpo senza vita di una giovane ragazza torturata e uccisa solo il giorno prima della scoperta. L'indagine condotta dal marito di Erika scaverà nei segreti di una delle famiglie più influenti e divisa da una lunga faida tra i componenti ricchi e quelli poveri. Ricordi amari per la bellezza perduta, rimpianti, accuse per torti subiti, un amore nascosto tra due cugini, in una sorta di due novelli Giuletta e Romeo, il rapimento di un'altra giovane ragazza, turisti confusionari, un caldo soffocante e altro ancora accompagneranno il lettore fino alla risoluzione del caso che, con un po' di perspicacia, si riesce a capire prima di giungere alla parola fine. Questo però non inficia la piacevolezza della lettura che presenta anche dei colpi di scena e una certa suspense. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Robin (04-04-2011) Finalmente qualcosa di buono! Il precedente mi aveva delusa e non avevo compreso le molte critiche entusiastiche. Questo racconto invece è davvero bello. C'è la storia, ci sono i personaggi con delineata personalità e soprattutto c'è il giallo. Direi che promette molto molto bene. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Diego (26-03-2011) Davvero riuscito questo nuovo racconto. Sicuramente all'altezza del primo. Le sorprese e i colpi di scena non mancano, la lettura è scorrevole e appassionante. Aspettiamo il prossimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Umberto (21-03-2011) Ho voluto dare un'altra possibilità a questa autrice dopo il disastroso La principessa di ghiaccio, ma sicuramente è stata l'ultima.
Ancora i due personaggi, Erica e Patrik, non sono né carne né pesce e non attirano né simpatia né attenzione con la loro vita al di là della trama vera e propria. I personaggi seriali devono catturare e essere interessanti in tutte le loro sfaccettature oltre l'indagine. Se Lisbeth Salander fosse stata così insulsa non credo che la trilogia di Millennium avrebbe avuto il successo che ha avuto.
Esame di riparazione: BOCCIATA. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
maria elena (06-03-2011) Poichè spesso la realtà supera la fanasia, i poveri scrittori devono inventare torture ed uccisioni sempre più efferate per catturare l'attenzione dei loro lettori. E le vittime di questo romanzo sono appunto costrette a soffrire molto prima di passare a miglior vita. L'assassino fa presumibilmente parte di una famiglia tanto vasta, e con dei nomi tanto simili che si fa fatica a seguire le gesta di ognuno, mentre il detective incaricato del'indagine si barcamena faticosamente tra il suo dovere ed una compagna alla fine della gravidanza.
Insomma, un thriller onesto, ma niente a che vedere con la trilogia Millennium! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
dale (17-02-2011) Bisognerebbe vietare l'importazione di libri svedesi: dopo qualche buon autore, ce ne viene ormai lanciata addosso una carrettata e in genere è roba scadente. Come questo "Predicatore", lento, confuso, presuntuoso. La protagonista, tanto educata da accettare di ospitare intere famiglie sebbene sia all'ottavo mese di gravidanza, che versa gli spaghetti in testa alla cugina come in una pochade di quart'ordine: l'imbecillissima sorella che non si sa liberare del marito psicopatico anzi ci torna insieme: i parenti del predicatore che si confondono bellamente uno con l'altro. Per distinguerli ci vorrebbe l'elenco dei personaggi e prendere appunti. E un plot miserevole.
Già il primo era brutto, ma questo... misa che la Camilla ha imboccato una strada discendente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
maria (15-02-2011) Niente a che vedere con "La principessa di ghiaccio". Il predicatore è discontinuo, confuso, pesante. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Betzabea (15-02-2011) Mi è piaciuto, più del primo. Speriamo nel prossimo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Pasquale (13-02-2011) Noioso e noioso, non mi ha preso Voto: 1 / 5 |  |  |  |
stizzina (07-02-2011) veramente noioso, confuso e poco avvincente.
sono a metà libro e non riesce davvero a catturare.
da non leggerne altri Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 26
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