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Larsson Åsa - Sentiero nero | Ancora molto scossa dall'esito della sua ultima indagine, Rebecka Martinsson decide di lasciare lo studio di Stoccolma e accetta l'incarico di sostituto procuratore a Kiruna. Ma il ritrovamento di un corpo assiderato in un capanno sul ghiaccio spezza l'idillio della sua nuova vita. La vittima viene identificata: è una dirigente della grande impresa di estrazione di minerali preziosi fondata da Mauri Kallis, l'uomo cresciuto in quelle terre di boschi e silenzi, che come nelle favole è riuscito dal nulla ad accumulare una ricchezza smisurata. Rebecka Martinsson e l'ispettrice Anna-Maria Mella indagano sul gruppo Kallis Mining, scoprendo uno strano triangolo di affari e sentimenti, una storia di ossessione e commerci rischiosi, che mescolano pericolosamente politica e famiglia.
franca (05-07-2011) Premessa d'obbligo: tutti i gusti sono gusti. E sebbene abbia letto pareri favorevoli su questo romanzo, non posso che non essere d'accordo.
E' l'ultimo romano di vari autori nordici che ho letto, e per il momento sarà anche l'ultimo in tutti i sensi. Non mi è piaciuto per nulla.
Mi sembrava di avere fra le mani una tazza di macedonia, dove i personaggi erano messi solo per fare numero e colore.
Non è un "thriller intelligente" come ho letto sulla copertina del libro, ma un romanzo giallino dove l'autrice si immedesima in una psicologa ma con analisi e commenti che ancora mi chiedo a cosa siano serviti ma, più che altro, cosa vogliano dire!
Si inizia con il solito morto ammazzato, ma poi il romano prosegue per vie traverse, scritto a volte in presente, a volte in passato, a volte in forma indiretta e a volte raccontato dalla stessa voce degli interpreti. Tutto nello stesso capitolo, e se non stai molto attento, o quando riprendi la lettura, fai fatica a capire da dove l'avevi lasciata. A parte, ovviamente, quando parla il morto.
Le indagini sono solo un optional che, infatti, non portano a nulla. A un certo punto è l'assassino stesso che si confessa? a se stesso.
Nel minestrone sono stati scomodati colpi di stato in Uganda, miniere acquistate e non sfruttate per interposizioni politiche, corruzioni, multinazionali canadesi imbrogliate, guerre ed ex mercenari, massacri ugandesi di civili e bambini, etc.
Il finale è la ciliegina sulla torta? Rambo sarebbe stato invidioso se lo avesse letto!
E' il secondo romanzo che leggo dell'autrice che però ha confermato il mio personale giudizio negativo. La trovo oltretutto molto crudele e sanguinaria. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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