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Lupo Giuseppe - L' ultima sposa di Palmira | 23 novembre 1980: il terremoto colpisce la Basilicata e la Campania, provocando migliaia di morti, dispersi e senzatetto. Un'antropologa milanese si precipita a Palmira, minuscolo centro dell'Appennino che ha la particolaritā di non figurare sulle carte geografiche. Trova strade e ferrovie interrotte, dighe e ponti crollati, abitazioni rase al suolo, famiglie distrutte. Solo una falegnameria č rimasta in piedi e dentro, notte e giorno, mastro Gerusalemme fabbrica il mobilio per una sposa, l'ultima del paese. Sulle ante sta disegnando le leggende che si tramandano negli anni: misteriose profezie di gente senza tempo e memoria, miracoli di un luogo favoloso dove convivono cristiani, ebrei, musulmani. I pannelli dei mobili sono l'unica testimonianza che Palmira sia esistita veramente e in essi si compie il destino di ogni uomo. Tra l'antropologa e il falegname inizia un dialogo di sguardi sfuggenti e di parole arcane, un viaggio alla ricerca dell'ultima sposa, un'avventura nei segreti di questa comunitā, dalla remota fondazione di Patriarca Maggiore all'apocalisse del terremoto che ha trasformato il paese in un immenso presepe di morti. Grazie a una lingua modulata sull'affabulazione dei sogni e a un gioco di incastro fra epica orale, mito e cronaca, con questo fantasioso romanzo Giuseppe Lupo celebra un evento che fa da spartiacque nella recente storia del Mezzogiorno e segna la fine di una civiltā.
Media Voto: 2.5 / 5sonia71 (26-12-2011) Un libro dovrebbe essere la chiave per comprendere i segreti dell'anima. Questo libro č un'incompiuta che non si riscatta neppure alla fine, quando tuttavia il messaggio dell'autore diventa pių comprensibile. Ma resta sfuggente, nella scarsa caratterizzazione psicologica della dott.ssa Pettalunga, nella superficiale descrizione di mastro Gerusalemme, novello Virgilio che accompagna la protagonista in un viaggio attraverso i sogni, in un luogo che č letteralmente utopia: nessun luogo. Sfuggente e banalizzato dalla scelta finale della protagonista, cosė politically correct da essere stucchevole. Alla fine, il libro sembra una brutta copia delle opere di Mauro Corona ma la magia delle storie non ha nč la capacitā evocativa dell'anima della gente del luogo, nč l'ironia talvolta macabra, nč la forza descrittiva dell'autore veneto. Ed il libro resta un'incompiuta, un'intuizione che non ha respiro, frammentata e troppo involuta. Una delusione. Peccato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (18-09-2011) Strutturato sicuramente in modo fantasioso e intelligente, questo testo č imperniato sui dialoghi tra un'antropologa e un falegname.
La trama e gli avvenimenti di questo romanzo si svolgono nell'ipotetico paese lucano di Palmira ai tempi del terremoto del 1980, una studiosa del Nord Italia si reca in Basilicata per cercare di far luce su usi e costumi di quelle determinate zone e in questo paese ormai ridotto a macerie s'imbatte in un falegname che imperterrito continua a intagliare e costruire il mobilio per una futura sposa locale(Rosa).
I racconti , le digressioni, gli scambi di opinioni tra i due protagonisti della storia ammantano questo romanzo di mistero e fantasia relative a leggende; e scritti riguardanti le abitudini e i comportamenti di determinate popolazioni non solo italiane , ma anche di stranieri arrivati in Lucania da tanti luoghi diversi. Scienza e Fede, studio e leggenda si contrappongono in queste pagine dando luogo ad un romanzo sicuramente gradevole. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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