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Franchini Antonio - Memorie di un venditore di libri | Qual è il fine della pubblicazione di un libro? La sua diffusione, la vendita. E dunque che senso può avere pubblicare un testo che già si può intuire a priori che resterà invenduto? Su queste e molte altre domande si interrogano i protagonisti di questo racconto.
Massimo Gatta massimo.gatta2@tin.it (23-05-2011) Antonio Franchini gioca in casa. Raffinato scrittore e critico letterario (ricorderò sempre la sua bella postfazione a "La distruzione" del "maledetto" Dante Virgili), è anche l'editor della narrativa per Mondadori e proprio Arnoldo figura, "in effigie", in questo esilarante e tagliente conte sul mondo della distribuzione libraria, sulla lettura e sulle librerie, che uscì 11 anni fa nell'antologia di scrittori meridionali, "Disertori", ma con un titolo ampolloso e saggistico che forse stonava, "Su alcuni aspetti del mercato del libro nel Mezzogiorno d'Italia", e che ora fortunatamente Marsilio (ovviamente grazie al suo comandante in capo, De Michelis), ci ripropone sotto forma di Memorie. Bellissimo e con una forza ironica di notevole spessore. Ma anche amaro, delicato e dannatamente vero. Poveri libri e poveri scrittori. Ma il nostro eroe, don Procolo, parla come mangia e conosce davvero il tragico destino di molti, troppi titoli. Disincantato, lucido, freddo e razionale, ma anche poetico, questa guida alla disillusione ci voleva per riportarci tutti alla realtà: ma dove sta scritto che il libro, benchè stampato, dev'essere anche acquistato e letto? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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