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Baudelaire Charles - Il pittore della vita moderna. Testo francese a fronte | Sul finire dell'anno 1863 i lettori del "Figaro" furono testimoni, forse non del tutto consapevoli, di una rivelazione: in un saggio che assumeva come pretesto l'opera del disegnatore Constantin Guys, Charles Baudelaire spiegava i suoi principi sull'arte moderna. L'elogio del trucco che può riparare all'animalità femminile, l'esaltazione del dandy come la forma più perfetta in cui si è incarnato l'ideale morale, la celebrazione della città e delle sue folle: è il culto della parte contingente del bello.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Bertini, M., L'Indice 1995, n. 3
Per la prima volta, quello che è probabilmente il saggio chiave dell'estetica baudelairiana è pubblicato con il testo francese a fronte, e con un'adeguata documentazione critica e bibliografica, che permette di ricostruirne la genesi e di coglierne a pieno l'importanza. Perché Constantin Guys, incisore e pittore stimato, ma non particolarmente illustre, diventa per l'autore dei "Fiori del male", in queste pagine, il pittore per eccellenza della modernità? Perché la sua opera - che ha per oggetto le folle, le luci e le equivoche eleganze delle grandi capitali - tenta di estrarre dallo spettacolo contingente della moda la quintessenza della bellezza. Analogamente Baudelaire, nella sua poesia, aveva tentato di estrarre la bellezza racchiusa in una realtà degradata dal peccato e dal tempo. Un sottile gioco di affinità e di opposizioni si instaura così tra il poeta dei "Quadri parigini" e il pittore che fissa l'effimero splendore dei dandies e delle cortigiane: di questo gioco Gabriella Violato, nel suo saggio introduttivo, mette in luce tutte le implicazioni teoriche, fornendo una sintesi di rara efficacia e profondità dell'intera poetica baudelairiana.
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