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Zolla Elémire - Archetipi | "Almeno due volte al giorno" - scrive Zolla - "ognuno di noi conosce l'esperienza metafisica: al momento del risveglio e quando ci si assopisce. L'esperienza metafisica è il momento di comunione col tutto, quando l'individuo dimentica la propria biografia, le illusioni della storia, della propria stessa identità, della propria decadenza, e partecipa del respiro universale". "Rintracciare l'archetipo significa impadronirsi dei ritmi che sottintendono l'esperienza umana, la politica, la poesia... svelare il rapporto tra soggetto e oggetto, tra conoscente e conosciuto."
| La recensione de L'Indice |

(scheda pubblicata per l'edizione del 1988)
scheda di Costa, G., L'Indice 1988, n. 5
"Archetipi", scritto originariamente in inglese e ora tradotto in italiano a sette anni dalla sua pubblicazione in Inghilterra e negli Stati Uniti, è senza dubbio una delle opere più interessanti e ambiziose di Elémire Zolla, in bilico tra filosofia, analisi comparata dei miti e critica letteraria. Proseguendo il discorso già affrontato in Aure (pubblicato lo scorso anno sempre da Marsilio), sorretto come al solito da un'erudizione non comune e da un uso sapiente della parola, Zolla propone un nuovo esempio di argomentazione "tradizionale", radicalmente speculativa e metafisica. L'esperienza metafisica è - ribadisce Zolla - il filo conduttore dell'intero patrimonio culturale dell'umanità dall'India dei Veda all'Europa contemporanea; è l'unica chiave capace di aprirci all'enigma dell'essere e alla visione dell'Archetipo, luogo in cui l'Essere si cristallizza in significato, assumendo valore esemplare e normativo. Rintracciare l'Archetipo significa per Zolla impadronirsi dei ritmi che sottendono l'esperienza umana, la politica, la poesia o, in termini metafisici, svelare il rapporto di soggetto e oggetto, di conoscente e conosciuto.
Di conseguenza, accostarsi agli Archetipi è innanzitutto "farne esperienza", sottomettersi a una rigorosa educazione spirituale, a un itinerario nel senso della "trasmutazione" e del "risanamento": occorre "diventare la cosa stessa" ovvero - afferma l'autore nella prefazione all'edizione giapponese, posta a epilogo dell'opera: "assorbire aure... errando in traccia dei pochissimi luoghi indenni, dove templi o ieratiche costumanze o soltanto un'incontaminata natura preservino un delicato alone visibile all'occhio del cuore".
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Media Voto: 5 / 5s/z (31-10-2008) questo libro è bellissimo e lo consiglio ai perplessi, agli scontrosi e ai selvatici Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fABERfABER (10-03-2006) sTRAORDINARIO, FORSE UNICO (ANCHE DELL'AUTORE STESSO) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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