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Zolla Elémire - Aure. I luoghi e i riti | "Radicate nel fondo della mente sono le metafore della brezza e dell'alone luminoso; già sulle pareti delle caverne appaiono esseri divini cinti d'un'aureola, sia nella pittura indù che nella cinese alle creature soprannaturali fluttuano la veste e la chioma e un alone le avvolge. Nella pittura sacra dell'Occidente si perpetuano il vortice di vento, l'aureola a corona del capo o la mandorla attorno al corpo intero. In tutti i tempi e luoghi avanzano in un turbine i figli del Sole e il loro padre celeste li irraggia. Al Cristo sul Tabor splendette la faccia come un sole e i suoi vestiti abbagliarono come neve" (Elémire Zolla).
petrus (19-07-2005) Se già in "Lo stupore infantile" Zolla ci invitava ad una serrata meditazione sulla Luce (tema assai caro), in Aure l'autore ripropone, con tutta la forza di una prosa improntata alla "sprezzatura", l'immemore insegnamento dei moti dell'aria (aura, L'aura...Petrarca docet) passeggiando per i placidi giardini dell'anima nobile e semplice. Immaginare infatti è atto "magico" e fondante; allenare il muscolo del cuore (la camera segretissima ove risiede il Testimone)e quello della memoria opportunamente mondata è esercizio immemore delle civiltà d'Oriente; sicchè il libro diventa pretesto per un liberatorio abbandono della ristrette categorie dell'Occidente, un giocoso e ilare invito a visitare la luminosità del primo induismo, quel piccolo intonso gioiello di Bali,una cronaca, ancorchè diluita nell'esperienza di una vita, di un viaggio incantato da cui si esce inevitabilmente stupefatti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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