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Mazzantini Carlo - A cercar la bella morte | In questa opera autobiografica, Mazzantini racconta la sua esperienza di giovane "ragazzo di Salò". A diciotto anni, dopo l'armistizio dell'8 settembre, Mazzantini scappa da casa per andare al fronte a combattere. Unitosi ai superstiti di un battaglione di Camicie Nere conoscerà sui monti della Valsesia e della Val d'Ossola gli orrori, le lacerazioni e le contraddizioni della guerra civile. Giulio Nascimbeni di questo libro ha scritto: "E' la storia di uno dei tanti che dopo l'8 settembre scelsero di stare dalla parte dei tedeschi e dei repubblichini. Sognavano di combattere in prima linea contro gli angloamericani che risalivano lentamente l'Italia; quasi tutti andarono invece a rastrellare partigiani e renitenti alla leva nelle valli del settentrione".
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.83 / 5fabio fabluini@libero.it (26-06-2011) Grande libro, importante per capire il fascismo di Salò "da dentro". Capire, non giustificare, intendiamoci. Mazzantini è il primo a valutare fallimentare la propria esperienza, fallimentare e sbagliata. Ma forse la sola per chi, come lui, era cresciuto a "pane e moschetto". Forse, però, perché altri, in condizioni analoghe, scelsero la parte giusta, giusta non solo perché vinse, ma perché era giusta intrinsecamente. Comunque, da usare a scuola (io lo farò di certo). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lelio Dall'Osso (12-09-2008) Ritenuto da taluni il titolo più rappresentativo della memorialistica saloina, mi sembra però gravato da eccessive ambizioni letterarie; "La fine di una stagione" di Roberto Vivarelli (non a caso, uno storico di professione) tratta dello stesso tema in modo più sintetico e asciutto. Il libro di Mazzantini è comunque una lettura avvincente e alcune pagine colpiscono a fondo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Matteo (27-03-2008) Un libro da leggere per respirare l’atmosfera, senza retorica, di un periodo misconosciuto della nostra storia patria. Racconti di chi si trovava consapevolmente dall’altra parte della barricata…storie talvolta a sprazzi, di lampi della memoria che rendono al massimo il clima dell’epoca. Da leggere e meditare…
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Cavallucci cavallucci32@yahoo.it (07-01-2006) Tra i libri che ho letto è secondo solo al Dottor Zivago. Come disse Montanelli la guerra civile portò a galla il meglio ed il peggio del fascismo. Lui era il meglio. Indimenticabili tra le altre le pagine sulla sua vita a Roma. Da comprare, leggere e regalare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ANDREA VENTURA (23-05-2005) Libro culto per autentici gourmet dell'intelligenza morale deposta nelle cose degli uomini: soprattutto degli uomini in guerra in una guerra civile. La descrizione del nuovo mitra britannico - lo Sten - posto esattamente a metà del libro (terza pagina del capitolo ottavo) è un capolavoro di bravura inimitabile, collocabile fra i "Minima Moralia" di Adorno e Saul Bellow. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Froldi edda.brena@tin.it (07-11-2001) Libro di importanza capitale per il processo di rivalutazione dei "ragazzi di Salò". Il racconto autobiografico spiega perché in molti a combattere per Salò ci andarono, cosa trovarono, cosa accadde. "A cercar la bella morte" squarciò un velo: molti capirono, per la prima volta, che fra gli sconfitti non c'erano solo gli aguzzini, i profittatori, i manutengoli dei nazisti.
Prosa efficace e ficcante. Indimenticabile la descrizione della fucilazione nel quarto capitolo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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