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Springer Elisa - Il silenzio dei vivi. All'ombra di Auschwitz, un racconto di morte... | Elisa Springer aveva ventisei anni quando venne arrestata a Milano, dove era stata mandata dalla famiglia per cercare rifugio contro la persecuzione nazista, quindi fu deportata a Auschwitz il 2 agosto 1944. Salvata dalla camera a gas dal gesto generoso di un Kapò, Elisa sperimenta l'orrore del più grande campo di sterminio. Eppure conserva il desiderio di vivere e una serie di fortunate coincidenze le consentiranno di tornare prima nella sua Vienna natale e poi in Italia. Da questo momento la sua storia cade nel silenzio assoluto, la sua vita si normalizza nasce un figlio e proprio la maternità è il segno della riscossa. È per lui che Elisa ritrova le parole che sembravano perdute per raccontare il suo dramma.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Costa, E., L'Indice 1998, n. 8
Elisa Springer nasce a Vienna nel 1918 da una famiglia di commercianti ebrei. Con le persecuzioni ebraiche in Austria, Elisa decide di rifugiarsi in Italia, dove si trasferisce nel 1940. Denunciata alle SS da una donna italiana, viene arrestata e deportata ad Auschwitz, "deserto di morte senza speranza". All'età di ventisei anni, Elisa vive le atrocità del regime nazista, cominciando un raccapricciante cammino verso la spersonalizzazione, vittima di un mondo che "stava perdendo il suo io, il suo Dio". Tuttavia la forza fisica e spirituale della donna ne rivelano una capacità di resistenza straordinaria, un bisogno incontenibile di credere ancora nella vita, nonostante il supplizio di quei giorni. Elisa sopravvive e costruisce una nuova vita in Italia. Come molti altri reduci dai campi di sterminio, vive, decide di soffocare il suo dolore nel silenzio: per paura di non essere accettata nasconde sotto un cerotto il marchio tatuato nel campo di Auschwitz sull'avambraccio sinistro. La paura di sentirsi diversa, osservata da chi, non potendo comprendere a pieno il significato di quell'esperienza, rispondeva con scherno e indifferenza, la portano a tacere fino a che Silvio, il figlio di vent'anni, volendo capire il passato della madre, la interroga cercando verità fino ad allora represse. Elisa decide così, all'età di settantotto anni, di parlare "per non dimenticare a quali aberrazioni può condurre l'odio razziale e l'intolleranza, non il rito del ricordo, ma la cultura della memoria". Il racconto dei giorni trascorsi nei lager, redatto in italiano, non solo rende giustizia ai martiri che ne fecero esperienza, non solo permette a Elisa di riacquistare un'identità celata ormai da cinquant'anni, ma parla anche alla coscienza di ogni suo lettore. Inno alla forza della vita, le parole di questa donna non lasciano spazio all'incredulità e all'indifferenza; lucido ricordo di una vita dominata dal silenzio, il libro di Elisa Springer diventa testimonianza di un passato, anche italiano, da non rimuovere.
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19 recensioni presenti. Media Voto: 4.68 / 5Salvatore (30-06-2011) Ho avuto il piacere di leggere questo BELLISSIMO libro studiando narrativa alle scuole medie..che dire..molto toccante,commovente, fluido e ben scritto!!! Super consigliato per ricordare quello che è successo a milioni di ebrei! Voto inevitabile: 5/5 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
dorotea (04-10-2009) questo è un libro che non arei mai voluto aprire ma che ho aperto scoprendo quello che hanno fatto gli uomini senza pietà seminando disperazione e morte.
Ponendo fine a vite innocenti e credendosi unici e migliori.
L'autrice ci ha raccontato l'esperienza crudele che lei stessa ha vissuto e a cui e sopravvissuta
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Yle (07-03-2009) Assolutamente bellissimo, da leggere. Ho cominciato a piangere dalle prime righe,fino all'ultima pagina. I momenti più commoventi sono, oltre all'inizio e alla perdita dei cari, verso la fine, quando deve ricominciare a vivere, quando è libera, quando è sola e ha perso tutti i cari. Il suo stato d'animo, che viene descritto alla perfezione, i suoi sentimenti, e l'umiliazione che l'accompagnerà per tutta la vita, il numero tatuato sul braccio. E l'indifferenza che ha incontrato nel corso della sua vita quando cercava di parlare di quello che le era accaduto da giovane. Il suo messaggio è chiaro: vuole dare testimonianza e far conoscere ai giovani quello che è stato, per non dimenticare. Avrei tanto voluto conoscere di persona questa donna così forte! E pensare che al giorno d'oggi ci sono ancora quelli che sostengono che la Shoah è solo una menzogna, il web ne è pieno di questi siti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nuccio (28-06-2008) Ho scoperto il libro per caso, mi ha incuriosito e l'ho letto...la piu' bella scoperta da me fatta! E' un libro che non avrei mai voluto leggere, ma che tutti dobbiamo leggere! Per prendere coscienza di ciò che l'uomo può fare. La nostra preghiera dev'essere solo speriamo che non accada mai piu'. Trasmettiamo questo messaggio ai nostri figli, ai nostri amici, non lasciamo questo bel libro fine a se stesso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
miriam (16-04-2008) Intenso,commovente,l'ennesima terribile testimonianza di un incubo,di un orrore.L'ho letto in poche ore,non riuscivo a fermarmi,avevo bisogno di sapere,di capire perchè.Però alla fine nè sono riuscita a capire perchè,nè a darmi una qualche spiegazione.Ci si può solo commuovere e sperare che tutto questo non accada mai più,e non è una frase fatta o scontata.Vi prego leggetelo,è il minimo che possiamo fare...
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisa (06-02-2008) Libro intenso a tratti crudo, ma essenziale per capire dove può arrivare la follia umana. Non ha limite! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nicòl free_to_dream@hotmail.it (04-12-2007) bellissimo libro,molto profondo,riecs e benissimo a far capire la sofferenza k la springer ha provato in quelle situazioni....mi chiedo ancora come possono alcune persone continuare ad affermare che l'olocausto non sia esistito realmente... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Catia (23-12-2005) Considero questo libro estremamente bello e profondo. Qui è chiaramente leggibile il dolore che questa donna conserva per i ricordi. è espressione dell'anima. come lei sicuramente altre donne, uomini e bambini che hanno vissuto il dramma, si rivedono in queste sofferenze a noi pubblicate, e come lei soffrono ancora portando incisi dentro di loro, segni di ciò che è stato l'orrore. grazie Elisa per avermi permesso di conoscere e per avermi trasmesso ancora un più forte senso della vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
santa (31-10-2005) elisa springer,ebrea,ha scritto questo libro per far capire alla gente i tedeschi cosa erano ai tempi della guerra...elisa racconta la sua storia in modo triste dopo quello che ha subito ad Awshvits,le torture che ha avuto in anno terribile...la cosa più brutta di quel libro che sono state uccise tante persone,ed è tutto vero!!!voglio concludere dicendo che elisa è stata fortunata a restare viva dopo quello che accadde... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ALESSANDRO 87(MANDURIA) (06-06-2005) IL LIBRO, BREVE E ALLO STESSO TEMPO RICCO DI AVVENIMENTI CI PONE DINANZI ALLA STORIA SCONVOLGENTE DI ELISA, UNA DONNA CON UNA FORZA INTERIORE DA VENDERE ED UN CORAGGO INAUDITO, LE SUE PEREGRINAZIONI PRIMA DI "APPRODARE" NEI CAMPI DI STERMINIO POSSONO SOLO FAR IMMAGINARE AL LETTORE LE ANSIE, IL SENTIMENTO DI ANGOSCIA, DI OPPRESSIONE, DI PAURA PROVATO DA ELISA COSì COME DALL'INTERO POPOLO EBRAICO. IL SUO LINGUAGGIO, SEMPLICE E CONCISO, RIESCE COMUNQUE AD ARRIVARE DRITTO AL CUORE DEL LETTORE CHE NON PUO' FARE A MENO DI COMMUOVERSI(A ME è ACCADUTO). L'INTERO LIBRO, INOLTRE MI HA FATTO COMPRENDERE QUANTO ELISA SI SFORZASSE DI PREDICARE IL VERBO DELL'AMORE, NON QUELLO DELLA VENDETTA, IL VERBO DEL PERDONO E NON QUELLO DELL'ODIO.OGNUNO DI NOI,ED IN PARTICOLARE GLI ADOLESCENTI DOVREBBERO LEGGERLO, PER CONOSCERE E NON DIMENTICARE, MA SOPRATTUTTO PER IMPARARE A PERDONARE. IL LIBRO DI ELISA VA SSOLUTAMENTE LETTO PERCHè è GRANDE, COME LEI D'ALTRONDE. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luigi (30-05-2005) E una palla di libro perche mi sono rotto Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annamaria Piana diego1976@fastwebnet.it (24-04-2005) Mi chiamo Annamaria, ho ventiquattro anni.
Ho letto moltissimi libri riguardo la shoah, pero' secondo me "Il silenzio dei vivi" risulta essere uno dei piu' tocccanti da me letti, forse perche' Elisa Springer e' riuscita meglio di altri a trasformarmi in una persona, almeno durante la lettura, un po' empatica.
Non ci sono parole di odio nei confronti degli assassini dei suoi genitori, ma risalta invece la Fede.
La sua Fede smisurata e incondizionata che le ha dato, insieme a suo figlio, la forza di tornare ad Auschwitz.Grazie Elisa per le emozioni. A.P. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea (15-03-2005) questo libro mi è molto piaciuto è ben fatto e in poche pagine riesce a descrivere molto bene la situazione di allora!lo consiglio sopratutto ai giovani!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
rosy (13-03-2005) qst libro ha disgustato oltre misura il mio lato umano e m kiedo cm faccio a guardarmi sllo spekkio sapendo di appartenere alla stessa specie ke ha sterminato i propri simili cm insetti nocivi!!!ammiro moltissimo la caparbietà di vivere della springer:e noi ke diciamo"voglio morire!"dopo 1 interrogazione andata male...è vergognoso!e x favore smettiamola di fare tanto rumore x l'olocausto sl il giorno della memoria x poi dimenticarcene il resto dell'anno!!!la springer e molti altri con lei sn morti e hanno sofferto nn x essere una ricorrenza annuale, ma x ricordare a tutti fino a ke punto la'umanità sia meskina!!!nel libro gli ebrei sembrano tornare animali x le loro condizioni,ma a me la gente libera ke li vedeva soffrire senza opporsi si presta meglio al paragone:tanti buoi ke seguono docili quel rognoso cane pastore di nome Hitler! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberta romano.l13@inwind.it (27-12-2004) è strano pensare che l' uomo un essere creato da Dio(essere perfetto ed immortale) sia riuscito a strerminare migliaia di uomini donne e bambini...
e, ancor peggio, ha svolto questi atti senza alcuna pietà per un piacere spirituale...
dopo aver letto questo libro mi sono chiesta... dov ' era Dio?xhè un' essere potente come lui non sia riuscito a bloccare questa atrocità sin dall' inizio?.... Dio ha dato fiducia all'uomo a fatto si che le sue capacità i suoi sentimenti siano stati messi in gioco dall uomo stesso xkè l' uomo é in grado di farlo in quanto è un essere intelligente. ma spesso queste facoltà vengono utilizzate da pochi uomini gli stessi uomini e le stesse donne che poi sono sopravvisuti al richiamo della morte e del dolore..hanno raccontanto per la speranza di nonfar rivivere più quei momenti a nessun altro essere esistente sulla terra..... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ilaria '90 (03-07-2004) "IL SILENZIO DEI VIVI" DI ELISA SPRINGER E' UN RACCONTO CHE TRASMETTE PROFONDE EMOZIONI QUALI ORRORE, DOLORE, TRISTEZZA, AMAREZZA. E' UN LIBRO MOLTO TRAVOLGENTE, DOTATO DI UN LINGUAGGIO SEMPLICE. TRAMITE QUESTO LIBRO ELISA SPRINGER HA VOLUTO CONFERMARE L'INCUBO INTITOLATO OLOCAUSTO, PROVATO SULLA PELLE DI TANTISSIME VITE UMANE SOLO PER LA COLPA DI ESSERE EBREE. UN ATTO CRUDELE CONTRO L'UMANITA', UN ATTO CHE NON DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE DIMENTICATO PER FAR SI' CHE LA STORIA FUTURA NON RIPORTI STRAGI COME QUESTE. I GIOVANI DEVONO CONOSCERE LA CRUDA REALTA' DELL'OLOCAUSTO: SONO LORO I FIORI CHE NASCERANNO DA UN DESERTO CHIAMATO SHOAH. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura lallyhp@fastwebnet.it (13-09-2003) Un libro davvero impressionante, che racconta l'orrore dei campi di concentramento raccontati in prima persona dall'autrice.
Io l'ho letto in 2 giorni x la scuola e quando stavo facendo la recensione mi veniva da piangere, cosa davvero rara x me.
Non consideratemi, comunque, un'insensibile xké piango poco x i libri o x i film;infatti l'unico film ke, ogni volta ke lo rivedo,piango tanto é "La Vita é Bella" fate un pò voi...e tratta sempre lo stesso argomento.
Dopo aver letto molto sull'argomento so una cosa: ho SEMPRE odiato il nazismo e razzismo, solo ke nn me ne ero accorta prima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angela di Guardiagrele (21-08-2002) Una lettura toccante e profonda . Purtroppo la persecuzione degli ebrei costituisce sempre la più grange vergogna dell' umanità e della Chiesa. Peccato che tanti orrori siano stati dimenticati .. ma com'è possibile !!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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