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Mazzantini Carlo - I balilla andarono a Salò | "Un volume pieno di passione, malinconia, orgoglio oltre che di testimonianze e documenti utili per riscrivere in modo dialettico e non più unilaterale la storia dei terribili anni 1943-45." (Luca Canali)
Media Voto: 4.8 / 5Mattia (10-05-2008) Il libro è da leggere sicuramente solo dopo la lettura di "A cercar la bella morte". Alcuni capitoli ristabiliscono quella giusta luce di vertità ad una storiografia misconosciuta od occultata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ANDREA VENTURA fdcybv@tin.it (30-05-2005) Si, il problema fu il partito comunista, come partito della guerra civile, che si situa all'origine e alla fine dell'orribile Novecento politico: prima come causa scatenante dell'antibolscevismo fascista poi della Resistenza come attentato terroristico urbano al "fascista" e al miliziano saloino. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dario dario69@libero.it (11-03-2003) Sicuramente uno di quei libri che la cultura resistenziale vorrebbe censurare a causa delle tantissime testimonianze che non fanno certo onore al "mito" partigiano.Uno di quei pochi libri che non appartengono alla troppo facile e scontata vulgata culturale antifascista.Un documento-testimonianza consigliato a tutti,soprattutto a coloro che non hanno,o voluto,leggere un libro scritto dai vinti dell'ultima guerra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide (04-02-2003) Finalmente un'opera destinata al grande pubblico,scritta da un saggista molto competente,un libro dalla parte dei "vinti" che rievoca in maniera tragica e documentata i sacrifici,le gesta e gli eroismi delle migliaia di adolescenti che accorsero volontariamente alla Repubblica di Salo'.Mazzantini ripercorre parecchi episodi e spiega le ragioni di una scelta che porto' migliaia di giovani a schierarsi dalla parte "fascista".Consigliatissimo a tutti coloro che hanno un briciolo di interesse per la storia del novecento.Da leggere assolutamente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Froldi edda.brena@tin.it (07-11-2001) Mazzantini continua il discorso iniziato con "A cercar la bella morte". Anche "I balilla.." è libro bello e straziante. Nel primo è indimenticabile la fucilazione che i repubblichini infliggono, in una piazza piemontese, a un gruppo di prigionieri. Qui sono parimenti strazianti le sofferenze subìte dagli altri, come l'eccidio della Presolana, che chiude il libro. Si vorrebbe sperare che, a guerra civile ormai finita, certe cose non potessero accadere. Invece, ormai lo sanno tutti, qui nel paese degli "Italiani, brava gente", è successo anche questo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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