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Diderot Denis - La religiosa |
Verso la fine del 1758 il marchese di Croismare lascia Parigi per la Normandia. Memori di un suo precedente interessamento al caso di una monaca che aveva cercato di ottenere l'annullamento dei voti, Diderot e alcuni amici ordiscono uno stratagemma. Immaginano che quella stessa monaca, evasa dal convento, si rivolga al marchese chiedendogli aiuto e protezione. Comincia così uno scambio epistolare. Da questo scritto nasce "La religiosa". Una spaventosa satira dei conventi, ma soprattutto la cronaca del lento e doloroso dischiudersi di un'identità femminile, del suo prendere coscienza di sé e della propria natura quale unica e inalienabile realtà da contrapporre a una società che si è purificata segregandola.
Media Voto: 4.66 / 5sdazio s.dazio@virgilio.it (24-04-2007) “ Quando ci si oppone all’inclinazione generale della natura, questa viene traviata dalla costrizione verso affetti sregolati, tanto più violenti in quanto non hanno fondamento”
Sono le parole che Diderot (e Susanna, la protagonista) fanno dire ad un giovane confessore che presta la sua opera ad un convento di monache di clausura (Clarisse, parrebbe). Si può cadere in molti tranelli, cedendo alla tentazione di capire troppo presto questo bellissimo libro: non si tratta di un meschino atto di accusa verso il clero, e nemmeno di un blog d’altri tempi buttato giù con penna e calamaio. Diderot ha dimostrato una stupefacente capacità di dominare i personaggi, e nel contempo una pietà sincera ed avvolgente, che sostiene costantemente personaggi e lettore durante il tremendo viaggio fra i più cupi anfratti della fragilità umana. Voto: 5 / 5 |
serena (11-06-2006) Romanzo della debolezza, dell'impossibilità di essere liberi perchè uomini.Suzann è un personaggio debole , come deboli sono i personaggi di Jacques il fatalista( il padrone non riesce a fare il padrone, anzi divebta schiavo del suo schiavo; i personaggi principali non riescono a dividersi, non hanno personalità propria, vivono in due una vita)non tanto per il suo carateere, difatti è tutt'altro che un personaggio apersonale, ma tutta la sua vita sarà un viaggio alla ricerca della libertà attraverso una dolorosa lotta che risulterà vana: il destino domina l'uomo e la sua natura, pertanto tutti gli uomini sono deboli. La vita mondana (tanto ricercata da Suzann) non sarà che l'amara costatazione che non esiste la libertà e dunque la felicità. Voto: 4 / 5 |
angelo cutolo (07-03-2006) Con la complicità dei fratelli Grimm e di Mme D’Epinay, Diderot imbastisce uno scherzo ai danni del marchese di Croismare, esiliatosi volontariamente lontano da Parigi. Il gioco però gli prende la mano e si tramuta nella spietata vivisezione della malvagità insita nell’istituzione claustrale. La narrazione è ispirata dalle medesime finalità dell’Enciclopedia: divulgare per liberare gli uomini. I segreti nascosti dietro le grate dei parlatori sono svelati con lo stesso intento didattico profuso per spiegare i teoremi di matematica o come si fabbricano i colori. Suor Santa Susanna, infausta protagonista ed amabilissima penna, non dimentica mai i particolari necessari alla coerenza del racconto, è attenta alle trappole dell’unità di tempo e scivola via, spedita ed accattivante, convincendoci che tanta forza d’animo sia stata veramente capace di resistere all’inferno in terra istituito per il futuro riscatto nel regno dei cieli. Le lettere indirizzate a Croismare erano funzionali alla pubblicazione a puntate (a partire soltanto dal 1784, anno della morte di Diderot). Il marchese cadde nel tranello anche grazie allo scalpore prodotto da un fatto di cronaca: una monaca si era rivolta al tribunale secolare per ripudiare i voti, dichiarando di essere stata costretta a prenderli dai genitori senza averne la vocazione. Spesso le giovani novizie erano vittime dei calcoli sull’eredità orditi dai loro parenti. Durante la lenta trafila di mattutini gelidi e di veglie prostrate sulle scale dell’altare maggiore, il risentimento per la segregazione forzata generava un campionario di devianze degno dei migliori artefici dell’horror. "La religiosa" rappresenta un’occasione impareggiabile per immergersi in una condizione specifica ed originale, che forse oggi non sussiste più. Dalla visuale di solitudine e desolazione che ne consegue, si prova sollievo per i passi avanti compiuti dal genere umano, ma anche sgomento nel rintracciare i segnali dell'oppressione, camuffati da mandato divino per lenire i tormenti del rimorso. Voto: 5 / 5 |
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