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Lecca Nicola - Ho visto tutto | "Ho visto tutto" è una sorta di circumnavigazione del mondo per carpire il segreto del male che lo infetta, una ricognizione ostinata lungo i sentieri della desolazione, una sfida continua all'impotenza della parola, alla sua insignificanza. Nicola Lecca si muove attento lungo i percorsi di un'Europa nordica e lunare, sfiorandone i bordi, inseguendo i suoi personaggi adolescenti per sorprenderli esattamente nel momento in cui l'incanto dell'infanzia ancora resiste ma ormai è infranto, nel vuoto di un silenzio che li assorbe o nell'esplodere di un dolore che li spezza, in un crescendo che stordisce fino alla luce che abbaglia.
Media Voto: 5 / 5cristina (25-03-2006) Ho letto tutto… e non solleverò muri per dimenticare…..
sui miei sonni lascerò aleggiare quei volti incantati e pensosi di fanciulli sorpresi dalla vita.
Come la ragazza che suona l’arpa, di fronte al mare in quell’isola sperduta, o il ragazzo di Kiruna, quello che, in nome della fedeltà alla memoria del padre, rifiuta la grettezza delle ragioni economiche e dopo una lacerante lotta interiore decide di diventare grande, di lasciare gli studi e andare a fare un duro lavoro pur di non dover affittare la stanza al piano di sopra, pur di non rischiare che altri usino la tazza con le mucche dove il padre inzuppava i biscotti. O come Jaceck il bambino taciturno che, senza dir niente a nessuno, crea con l’argilla i suoi animaletti graziosi e se li coccola a lungo, finché riesce a trovare chi li apprezza e li compra.
Jaceck fa come Nicola che a lungo tiene nascosti i suoi personaggi, le sue storie, nella scatola segreta della sua mente … e poi ce li porge.
Ambedue si mettono in lizza insieme ad altri che offrono la loro merce variegata: la chincaglieria di dubbio gusto venduta sulle bancarelle dagli ambulanti, che come Jaceck aspettano i turisti americani, è analoga a quella brutta letteratura prodotta per fare cassa e che occhieggia volgare dalle vetrine delle librerie.
Come ad apprezzare gli animaletti di Jaceck è una bambina dagli occhi sognanti che sa gioire della bellezza, così i tuoi lettori, Nicola, saranno coloro che ancora sanno stupirsi e fermarsi un attimo a godere della musica di questo linguaggio che si è affinato diventando così semplice eppure così fortemente evocativo di immagini e atmosfere, di moti segreti dell’animo.
I racconti più belli: Malbork e Kiruna , ma sono deliziosi e musicali (e non perché parlano di giovani musicisti ma perché raccontarseli dentro è come ascoltare una musica) anche Isole Faer Øer, Dresda e Mosca.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca (25-03-2006) "E se, dunque, l'arte fino ad ora conosciuta nulla valesse? Se la vera arte fosse sempre andata perduta nelle camere buie di qualche manicomio, stroncata dall'elettroshock, incompresa dalle masse e scambiata per follia?"
Non così stavolta: questa è vera arte, e possiamo ringraziare l'editore per averle dato l'opportunità di raggiungerci. Questo scrittore è capace di toccare le corde del cuore. Sconsigliato ad animi insensibili e mediocri. L'unco inconveniente è, dopo, riuscire ad accontentarsi di un libro qualunque. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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