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Fini Massimo - La ragione aveva torto? | Un pamplhet che critica la civiltà tecnologica e pone l'accento sui limiti, le trappole e i devastanti successi del progresso. Si stava meglio quando si stava peggio? La rivoluzione illuminista, quella scientifica e quella tecnologica hanno davvero accresciuto il benessere degli uomini e migliorato la qualità della loro vita? "La Ragione aveva Torto?" affronta i grandi temi della vita sociale ma è anche un racconto di microstoria sulla casa, il cibo, la fatica fisica, i piaceri corporali e morali, il rapporto con l'ambiente naturale così come sono stati vissuti dall'uomo negli ultimi cinque secoli.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.83 / 5Andrea (01-08-2009) Un attacco frontale al "MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI" in modo sottile ma pungente e sopratutto molto ben documentato!
Complimenti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (16-01-2006) Secondo me, Fini non resisterebbe nell'ancien regime neppure una giornata. Se è vero che la vita contemporanea è amareggiata da un frustrante senso di impotenza, di inutilità e di invidia, un ritorno al passato sarebbe improponibile, perchè ormai siamo tutti troppo dipendenti dagli altri per mangiare, per vestirci, persino per pensare.
A Fini va l'indubbio merito di un'intelligente provocazione, condotta con rigore logico e storico e con ammirevole consequenzialità. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Michael (11-01-2006) Provocatorio! Alcune affermazioni sono sicuramente confutabili, ma ha un grosso pregio: pone il problema e stimola - coloro che non sono ottusi - alla riflessione ed alla discussione. Senza il mimimo dubbio da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Berry (02-10-2004) Sono a pagina 60 e sto mollando il colpo, perchè per dire quello che aveva da dire -e che in fondo tutti sappiamo, anche se la cultura ufficiale tarda a riconoscerlo-, Fini poteva impiegarci non più di 50 pagine, mentre attraverso le sue noiose ricerche storiche ha riempito di ovvietà ben 160 pagine. Complimenti Fini! Mi hai fregato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Andrea C. andreapiemont@libero.it (12-09-2004) Il libro è un'analisi non troppo approfondita dei cambiamenti avvenuti negli ultimi 300 anni circa nella civilità occidentale, un volgarizzamento che non manca di avere le sue tipiche pecce: semplificazione, superficialità, piccole imprecisioni (l'autore non conosce bene la fisica moderna) ma nel complesso il giodizio è positivo.
Primo perché ha l'indubbio pregio di portare avanti il problema dell'uomo moderno in questa presunta perfettibile società, pone chiaramente un problema, gli dà un nome, dribblando molti dei luoghi comuni che ci illudono che noi si stia meglio.
Secondo lo stile è, pur nella sua scarnezza, piacevole, ricercato, scorrevole, avvolgente; un montanellismo saggistico, direi.
Terzo, in una società che produce soprattutto letteratura ipocrita e piccolissimo borghese, si ha l'impressione di star di fronte ad uno che dice quello che pensa, e sia pur non essendo daccordissimo su tutto, è questa una cosa che si deve ammirare.
DA LEGGERE. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gc (14-06-2004) direttamente al cuore del fini-pensiero. per chi ha trovato sbrigativo Il vizio oscuro, La ragione aveva torto (opera centrale di massimo fini), supporta invece le sue originali tesi con una vastissima documentazione. la lettura ne risulta quindi meno scorrevole, ma la demolizione del mondo uscito dalla Rivoluzione industriale ne esce invece rafforzata. noi tutti, infine, ne usciamo indeboliti... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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