|
|  |
Cerati Carla - L' intruso | Un appassionato dialogo tra due amiche sul rapporto fra un padre e una figlia che non si sono mai amati. "L'intruso" del titolo è un quasi centenario che riappare, dopo più di vent'anni di silenzio, nel momento in cui resta vedovo per la seconda volta. Ne esce una storia di ostinata soggezione a un dovere filiale vissuto nel disamore, ma praticato come una sorta di missione.
| La recensione de L'Indice |

Come I pupi di Stoccolma di Vincenzo Luisi, un altro recente romanzo edito da Marsilio, questÆIntruso della grande fotografa Carla Cerati pare proprio una bella invenzione narrativa sciupata da una scrittura povera di rielaborazione formale. Il suo maggior pregio, per il lettore che chieda capacità di sincero scavo psicologico (e anche il suo limite, per chi abbia gusti letterariamente più scaltriti), sta infatti nell'immediatezza con cui svela la complessità di un rapporto padre-figlia. L'intruso scivola via con la scorrevolezza di una lunga conversazione tra due amiche, molto somigliante a un setting analitico, visto che quasi sempre è Adriana ad aver bisogno dell'amica Delia per meglio capire se stessa. Non si tratta, invero, di un ininterrotto dialogo, ma anche le parti in cui il narratore esterno riprende la parola sembrano presupporre un'interlocutrice, e molte sono le trascrizioni di lettere o telefonate. Una bell'argomento, dunque: un padre odiato per tutta la vita che, ormai centenario, vedovo per la seconda volta e malandatissimo in salute, diventa per Adriana una presenza non più rimovibile. Compito di Delia è instillarle il dubbio che il suo odio antico per un uomo che, a suo dire, ha lentamente ucciso la madre adorata, sia ampiamente ingiustificato. Che ora sia un vecchio insopportabile è l'atroce verità che le leggi del degrado fisico (e lo sguardo limpidamente materialistico dell'autrice) impongono: ma, per Delia, Adriana ha il duplice dovere di difendere se stessa e la sua indipendenza dalla forza centripeta (e distruttiva) che la necessità dell'assistenza al padre esercita. L'uomo, peraltro, si rivela doppiamente intruso: fra Adriana e i suoi ricordi, ma anche fra le due amiche, che spesso si trovano a litigare a causa sua. E anche questa doppia possibilità di lettura, in fondo, va all'attivo del romanzo. Giuseppe Traina |
Maria Antonietta mariantoniettalio@libero.it (26-06-2005) Secondo me questo è un bel libro,interessante e che personalmente coinvolge!comunque a volte mi stupisce il comportamento della protagonista la quale si sente meglio con la sua coscenza quando il padre la maltratta,mentre si sente in colpa se le dimostra un pò di affetto! ed è enche egocentrica secondo me, per il fatto che parla sempre dei suoi problemi,non accettando critiche sul suo comportamento dei confronti del padre, neanche se queste le vengono fatte dalla sua migliore amica,Delia. comunque è pur sempre un libro, e complimenti all'autrice. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Cerati Carla |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|