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Cappelli Gaetano - Il primo | Nello sport, nell'arte, nella vita: Guido è un ragazzo a cui tocca spesso, molto spesso, di essere il primo. A scuola eccelle, a tennis vince, nell'amore conquista nientemeno che Filippa, oggetto del desiderio di tutti i suoi coetanei. Cresciuto nella convinzione che essere il primo era un destino, Guido mastica amaro quando scopre che accade anche di perdere e trova la donna della sua vita tra le braccia del rivale, oppure è costretto a vendere enciclopedie a rate per tirare a campare. La vita è una sfida continua e Guido sa che il successo si misura con la fama e il denaro, così, anche quando è perdente, non si arrende, ma ricomincia da capo, conservando la speranza di suscitare l'invidia di Filippa e dei suoi amici rimasti in provincia.
| La recensione de L'Indice |
 Nella piccola foto che compare sulla bandella di copertina, Gaetano Cappelli ha l'aria di un giovane scrittore. Non lo è: è nato infatti nel '54, a Potenza e il Ritratto di Albert Paris von Güterlosh di Shiele sembra più aderente alla sua età di oggi: cinquantun'anni. In realtà, Cappelli non è mai stato un giovane scrittore; il suo primo romanzo, Floppy disk è del 1988. È stato invece giovane e molto promettente critico musicale: a ventotto anni, per la misteriosa e presto scomparsa casa editrice Sconcerto Book, pubblica con il fratello Tomangelo Minimal, trance music e elettronica incolta , saggio di storia e musicologia. La musica è rimasta fra le passioni di Cappelli, visto che il suo penultimo romanzo, Parenti lontani (cfr. "L'Indice dei libri", 2000, n. 6) è dedicato al grande compositore californiano Harold Budd. Nei romanzi e nei racconti finora pubblicati, Cappelli ha tenuto fermi solo pochi punti di riferimento, che hanno quasi la funzione di soccorrevoli isotopie all'interno di una scrittura e di nuclei tematici in continua evoluzione. Sono intanto la sua città natale, epitome fantastica di molta provincia italiana (non soltanto meridionale); la sensualità mediterranea dei personaggi della sua provincia, che lui chiama con ovvio richiamo a un film di Lina Wertmüller, "basilischi"; un'attenzione non banale alla natura; il confronto, fra epico e grottesco, del Meridione italiano con la modernità; la musica, naturalmente. Tutti questi elementi tornano anche in Il primo , che è in apparenza la storia umana e professionale di Guido Cieli, prima vincitore di un torneo di tennis cittadino poi, a Roma, editor di successo inverosimile. Cieli, possibile alter ego di Gaetano Cappelli, è innamorato perso di Filippa Pardi e nemico acerrimo di uno spettacolare Fabio Nobile, "discendente in linea cadetta del celebre comandante" e suo rivale in amore, oltre che modello inconfessabile di eleganza e bellezza. Le tre biografie s'intrecciano, a forza di saliscendi personali che segnano i tre protagonisti. Tutti e tre, e non soltanto Guido Cieli, che è la voce narrante, sono dei primi nella vita (da cui, in apparenza, il titolo), ma tutti e tre conoscono sfortune abissali quanto strepitosi sono i loro successi. Cieli è mosso soprattutto dal sentimento dell'invidia e da un'arroganza folle e scialacquatrice che può somigliarlo al Dante Virgili di Cronaca della fine di Antonio Franchini. Sarà un caso, ma due scrittori più o meno coetanei scelgono il mondo dell'editoria per raccontare la loro inquieta curiosità per il mondo. Rispetto al libro di Franchini, Gaetano Cappelli sceglie di utilizzare i dati di realtà in chiave onirica e sarcastica: solo così si spiegano alcuni personaggi di contorno, quali le macchiette degli aspiranti scrittori che presentano manoscritti con titoli impossibili, la stessa presenza di un Gaetano Cappelli, segnato da una "prognosi infausta", che è in realtà l'unico autentico depositario della verità. Rispetto agli altri suoi romanzi, il romanziere di Potenza ha trovato con Il primo anche il tono che sembra più adatto ai suoi intenti. Non più la paratassi nervosa dei primi libri, nemmeno però il periodo articolato e lento di Parenti lontani . Qui Cappelli fa mostra di dominare tutti i registri espressivi da lui già frequentati e si cimenta in una misurata, felice commistione di italiano letterario e dialetto potentino; lingua ignota alle lettere italiane e in quanto tale fresca. La dimensione lato sensu sperimentale del romanzo è accresciuta dal costante contrasto fra cose e persone reali e di pura finzione. Un musicista di cui Guido Cieli ha organizzato un concerto al liceo si chiama Kenneth Stark, come il procuratore americano che interrogò Bill Clinton durante l'istruttoria per il famoso caso Lewinsky; ma poche pagine dopo si citano i musicisti di Jajouka e un parere espresso su di loro da William Burroughs - e questi esistono sul serio, hanno inciso un disco con Brian Jones, il leader dei Rolling Stones morto in circostanze mai del tutto chiarite. Di morti, vere e presunte, si parla parecchio in questo romanzo e neppure questo è un caso: Gaetano Cappelli personaggio del romanzo e Gaetano Cappelli narratore hanno subito un trapianto di cuore e la vicinanza con le cose ultime ha dotato l'uno e l'altro di una particolare sapienza del cuore, di un'intelligenza del mondo che ha qualcosa di estraneo alla razionalità. In questo senso si spiega la sterzata finale verso i domini del fantastico e della satira di costume (quella, per esempio, sul mito indigeno della cultura arbereshe ), che prende forse un po' la mano al suo autore. La conclusione della storia è beffarda ma quasi sentimentale: "Ma perché dovrei correre quando posso starmene tranquillo e godermi questo nuovo pezzo di vita. Se solo poi penso a tutti i romanzi che potrò scrivere ancora. Questo è il primo". Giovanni Choukhadarian |
Recensioni 1 - 20 di 37 recensioni presenti. Media Voto: 4.24 / 5Luciano Stolfi luciano.stolfi@basilicatanet.it (01-09-2010) Questo è il libro di Cappelli che mi è piaciuto di più (di Cappelli ho letto tutto il leggibile). Anche qui la storia è quella di un giovane rampante che vuole diventare qualcuno nella vita (il primo) e si trova a dover affrontare, come in una fiaba, mille difficoltà. E' un libro geniale, con un romanzo nel romanzo: è un pochino pirandelliano, con la tematica dei personaggi in cerca dell'autore (tematica sfruttata di recente anche al cinema e, precisamente, nel film "Happy family" di Gabriele Salvatores). Un bravo a Cappelli! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luciano (21-03-2009) Un bicchiere di acqua tiepida che non sa di niente, non disseta e anzi disgusta. O forse sono io, che ho letto ben altri autori e sono diventato difficile. Questo l'ho abbandonato a pag 76. E' come una donna, se non ti "prende" dopo un'ora che parli con lei, non ti prenderà mai più. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
m23 (15-02-2009) Come si fa a scrivere cose così banali? Uno che vuol essere il primo? L'autore è rimasto a scuola. Povera letteratura italiana. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luigi (11-07-2008) bellissimo. grande cappelli. una storia del sud.
luigi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio (04-09-2005) Eccezionale. Un grande romanzo in un libro piccolo. Cappelli conosce l'ironia e il disincanto ma incanta con la sua scrittura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
benedetto orer (02-09-2005) Io questo libro lo trovo non del tutto riuscito, perchè le sue frasi sono troppo lunghe pesanti da leggere, la sintassi è troppo elaborata e non si addice alla semplicità dei temi affrontati. E' un po' ripetitivo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
federica pergola (29-08-2005) Cappelli ha l'abilità di portare il lettore a un passo dalla commozione, per poi -improvvisamente - "risvegliarlo". Il primo è uno di quei libri ancora capaci di farci sognare ed emozionare come nelle notti della giovinezza(quando anche un volo di uccelli diventava un'avventura da ricordare per sempre)ma possiede anche l'ironico e nostalgico disincanto proprio di chi ha vissuto più a lungo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sandro (27-07-2005) Tanto mi è piaciuto Parenti Lontani, tanto poco ho apprezzato Il Primo.Veramente quattro passi indietro... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
dominga (02-07-2005) Era da un pò che non mi accadeva di leggere uno di quei libri che ti inchiodano alla sedia e che ti distolgono da ogni altra attività: con "Il Primo" si riscopre il piacere del romanzo che ti allontana dalla realtà quotidiana, ma allo stesso tempo ti immerge in essa.
Coinvolgente, da leggere d'un fiato, un romanzo che merita a pieno titolo di iscriversi nella letteratura contemporanea.
Speriamo che l'autore non ci faccia attendere troppo per il suo prossimo romanzo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
dario virgo (22-06-2005) dopo "dura la vita dello scrittore" di Lodge e "l'informazione " di Amis questo romanzo di un italiano sul mondo degli scrittori e l'invidia tra gli autori era proprio quello che cercavo. io ho riconosciuto Baricco, la Tmaro e Busi. a proposito, che fine ha fatto. magari ce ne siamo finalmente liberati? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Angelica Losasso angelicalosasso@interfree.it (20-06-2005) È un libro molto bello in cui ognuno che lo legge può ritrovare qualcosa di se stesso.
Ben descrive quello che è lo stato d’animo altalenante dell’essere umano.
Tutti nella vita siamo stati qualche volta i primi (nell’amore, nel lavoro, a scuola o in altre circostanze) e pensavamo che questo momento non dovesse mai finire, ma purtroppo tutti poi siamo caduti nelle tenebre più profonde a causa di un insuccesso o di una malattia.
Questo libro mi ha confermato, però, che c’è sempre un modo per rialzarsi e ricominciare.
È la prima volta che leggo un libro di Gaetano Cappelli. Mi è piaciuto e leggerò anche gli altri pubblicati negli anni passati oltre ad attendere con ansia la prossima uscita.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Satriani giusatriani@yahoo.com (16-06-2005) La realtá provinciale di una cittadina del nostro sud con i suoi ambienti pseudo-borghesi; la fuga verso la realtá metropolitana con la sua logica coinvolgente, inebriante ma piena di vuoti emozionali; la nostaglia di un amore che é la nostalgia per le radici per troppo tempo ripudiate. Tutto questo supportato da una trama avvincente e surreale, chissá un pó troppo forzata
Ho letto il libro in un lungho viaggio in treno che mi portava da Potenza a Milano. Come cittadino di quella cittá di provincia, ormai lontano da piú tempo di quello che lí ho vissuto, Gaetano Cappelli mi ha fatto rivivere particolari della vita di allora, le emozioni legate alla lontananza, la prospettiva con cui si "leggono" le cose quando ci si ritorna.
Peccato solo per l'"arbëresche" sequestratore e quasi assassino...ma in fondo, glielo possiamo perdonare! Piacere di averti letto Gaetano! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Morone gmorone@interfree.it (14-06-2005) E'un libro molto bello che si fa leggere tutto di un fiato. Intrigante quanto basta e coinvolgente.
Tra l'altro, evidenzia i paradossi, le certezze e le incertezze dei cinquantenni che, come tutti quelli della loro generazione, hanno vissuto la loro giovinezza in un periodo molto particolare, quando tutti e tutto era messo in discussione.
Spero che sia prossima la pubblicazione di un altro libro.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (31-05-2005) Molto fantasy e "fisarmonico", cioè alcuni personaggi del libro(Filippa, Fabio, Gaetano, la stessa città di Potenza) si allontanano dal centro dell'attenzione per poi ritornavici prepotentemente, nel complesso godibile Voto: 3 / 5 |  |  |  |
enzo campagna potenzo@virgilio.it (29-05-2005) quando in una libreria della mia nuova città ho scoperto questo tuo nuovo libro non sapevo che avrei rivissuto, specialmente per i luoghi descritti con maestria,buona parte della mia adolescenza.grazie gaetano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
oreste (23-05-2005) L'ho trovato un po' banale anche se interessante in alcuni punti. Le storie d'amore non mi hanno convinto invece mi è piaciuta la scrittura molto poetica. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Olga Ciasca olgaciasca@iscali.it (21-05-2005) Come la più bella delle opere cinematografiche ,il "Primo " di Gaetano Cappelli fa toccare con mano i sentimenti e le peripezie che la mente umana deve escogitare per raggiungere il successo.
Inimmaginabile e strabiliante il colpo di scena finale.
Olga Ciasca Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rosa (19-05-2005) Non mi ha del tutto convinta. A dire la verità mi è sembrato melenso in molte parti anche se ricco di colpi di scena. Troppo ricco di colpi di scena, questo è il guaio. troppo studiato a tavolino. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Stella (10-05-2005) Alle volte è difficile, molto difficile trovare il libro giusto. Il Primo di Gaetano Cappelli, con una scrittura suadente, da forma ad una storia affascinante che ti afferra e non ti lascia fino all'ultima pagina.
E' una storia in cui affiora il ricordo evanescente e poetico di un'epoca ormai svanita, che diventa trampolino di lancio per viaggi fantastici nel presente.
Aprite una finestra sulla vita e godete dell'estasi che solo la Letteratura ALTA riesce a donare.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele (10-05-2005) EST MODUS IN REBUS, come dire 'la misura è nelle cose' che in questo romanzo scorrono con una naturalezza ammaliante, che avvolgono il lettore in una nube azzurrata trasportandolo, in alto, molto in alto, liddove il confine tra realtà è sogno scompare, dissolto dal piacere delle emozioni
Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 37
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