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Mazzantini Carlo - L' ultimo repubblichino. Sessant'anni son passati | Carlo Mazzantini è nato a Roma nel 1925. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 si unisce ai superstiti di un battaglione di Camicie nere e combatte sui monti della Valsesia e della Val d'Ossola dove conoscerà gli orrori, le lacerazioni e le contraddizioni della guerra civile. Catturato rischia la fucilazione ma è poi liberato. Ha vissuto a lungo all'estero insegnando nel liceo di Tangeri e all'università irlandese di Galway. In questo libro Mazzantini torna ai giorni della sua resa, ne evoca il clima drammatico e violento e ricorda i motivi di una scelta sbagliata opponendoli al calcolo e all'opportunismo di chi invece prese la strada giusta.
Media Voto: 5 / 5giuseppe zenobi ziozenobi@libero.it (20-02-2006) Non conoscevo Mazzantini e non conoscevo "L'ultimo Repubblichino".Ci sono capitato per caso, leggendo l'ultima opera di Vespa "Vincitori e Vinti"in cui cita appunto Mazzantini a proposito dello scempio di Piazzale Loreto.La forza delle sue descrizioni,la freschezza dell'animo di un ragazzo di 80 anni mi hanno veramente colpito.Un poesia alla giovinezza "passata ma non trascorsa",ma sopratutto una descrizione onesta e veritiera di una realtà che solo oggi è accettata anche dall'altra parte.La conclusione del libro con l'analisi del perchè questa nostra Nazione ancora non sia ruscita a crescere nell'opera di pacificazione nazionale e nella sua maturità politica ,dovrebbe veramente far riflettere quanti della politica ne sono diventati dei mestieranti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ANDREA VENTURA fdcybv@tin.it (23-05-2005) Mazzantini è la persona più onesta e più integra che io abbia conosciuto. Io sono figlio di un partigiano comunista e di una donna che si salvò nell'inferno della strage di Marzabotto e non posso certo essere sospettato di simpatie di estrema destra: anch'io ho dovuto fare i conti, per decenni, con quella che era la mia parte politica - la sinistra - e mi ritrovo, con più di trent'anni in meno di Mazzantini a sentire i fatti con una percezione molto simile alla sua. L'inganno che è stato continuamente perpetrato, nel secolo appena trascorso, ai danni dei giovani, in nome di ideologie che procedevano a passo di carica verso il nulla, lo stordimento che si prova, per una vita intera, dopo aver preso parte in buona fede e con tutta l'onestà possibile, alle esperienze ideologiche del '900, questo autore è capace di sottolinearlo con forza ineguagliabile. Mazzantini assomiglia a Ceronetti, che ha tradotto l'Ecclesiaste per ben tre volte a distanza di circa un decennio una dall'altra, perchè bisogna sperimentare la resistenza delle parole al tempo che sommerge tutto. Con questo libro, a distanza di vent'anni dal suo capolavoro - "A cercar la bella morte" - compila un tentativo estremo di resistenza all'onda del tempo, simile a quella scelta di sessant'anni fa: "vanitas vanitatum, omnia vanitas" o meglio, ceronettianamente: "havel havalim", vapore di vapore ! Che Dio lo preservi e non dimentichi i giusti ! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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