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Montrucchio Alessandra - Non riattaccare | Immagina di essere sveglio in una notte afosa. Immagina di amare ancora chi ti ha lasciato da due mesi. Immagina che sia proprio il tuo amore a telefonarti, in quella notte di desiderio e di abbandono. Ma non telefona per chiederti perdono. Telefona per dire addio, a te e alla vita. E allora non potrai che parlargli, parlargli e parlagli ancora, perché sai che è l'unico modo per ancorarlo alla vita. Ma, mentre gli parli al telefono, riuscirai a raggiungerlo, nella sua città, prima che sia troppo tardi?
20 recensioni presenti. Media Voto: 2.75 / 5roby (12-09-2008) Sono d'accordo con coloro che affermano che questo libro manca di una vera introspezione e di un'attenta analisi dei personaggi (che sono a tratti stereotipati, a tratti irreali) ma ritengo anche che è da apprezzare l'intento dell'autrice di voler trattare un argomento così difficile. Purtroppo però lo sforzo nel cercare argomenti nuovi non paga come in "Cardiofitness" e il finale, totalmente imprevisto, non basta a spiegare quale sia il vero messaggio dell'opera. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Enzo Cagnetti (11-09-2008) "Qui dove comincia il buio l'aria uccide"....
Solo questa citazione vale il costo del libro.
La narrazione è serrata, il personaggio maschile risulta debole ma in compenso c'è quello femminile che nasconde la debolezza del suo interlocutore anche con citazioni poetiche dette o anche solo pensate
(Ballate, tu sulla lama in punta di piedi, lui appeso alla lama oscillando nel nulla. Ballate, tu sul tetto della sua mente per schiacciargli le tentazioni come cicche di sigarette, lui sotto le tue punte di gesso per sentire dolore...)
Molto bello il passaggio della sega che si incanta e soprattutto quello dei due specchi che mostrano due mondi diversi, uno sereno e uno dissonante e inquietante.
Il finale è la degna conclusione di una serie di immagini illustrate con le parole.
Concludendo posso dire che Non riattaccare mi è piaciuto molto.
Complimenti all'autrice. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara (14-05-2008) Bellissimo!!!! L'ho letto per il premio bancarella 2006, e l'ho finito in una sera. Davvero suggestivo, il ritmo è incalzante, la storia banale quanto basta per stupirti in ogni pagina, e sconvolgerti nel finale. Bello, bello, bello. Non so cosa dire a chi non l'apprezza... Leggetevi Anna Karenina (che peraltro adoro), lì l'esplorazione di ogni anfratto psicologico del protagonista non manca di certo. ;) Ma credo che l'obiettivo di questo libro non fosse affatto la descrizione psicologica dei personaggi, anzi. In realtà non m'interessa poi tanto l'obiettivo del libro, mi ha dato un'emozione, e tanto basta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Benny (13-09-2007) Scritto discretamente ma con una trama che sfiora la comicità e il paradosso.
Si fà leggere ma se si può sarebbe meglio evitare! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Nina (25-02-2007) sarei semplicemente curiosa di sapere se l'Autrice é consapevole del flop! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Alberto Gaffi (14-02-2007) Credo che tutti i giudizi negativi sul libro siano frutto di gelosie e invidie, ma leggendolo non resta che dire "è un bellissimo libro dove il tempo si dilata e un viaggio nella notte fra Torino e Ginevra diviene il viaggio al termine della notte di Celine!" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mgrazia (08-01-2007) Scorrevole, anche se un tantino surreale.
Il personaggio maschile che emerge è debole, codardo, incapace di assumersi le proprie responsabilità nelle scelte di vita (e nel caso specifico di morte); nonostante la depressione e il dolore che ha vissuto, emerge immediata la sindrome da crocerossina del personaggio femminile. Mi verrebbe quasi da dire che si tratta di un dipinto di un uomo e una donna tipici.
Il finale non scontato dà un tocco di imprevedibilità alla “vicenda”.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tatiana (23-09-2006) sarà che nutro una stima letteraria per l autrice..ma devo dire che questo testo non mi è affatto dispiaciuto.Sicuramente surreale per alcuni aspetti e per il finale ma l ho trovata comunque una piacevole lettura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gloria (10-09-2006) Chi decide di suicidarsi, non chiama, lo fa e basta; se cerca qualcuno a cui comunicare la sua decisione, autocommiserandosi per di più, diventa patetico. Ed il romanzo, incentrandosi proprio su questo, diventa esso stesso patetico. Dalla Montrucchio, che teoricamente dovrebbe avere una certa esperienza, mi sarei aspettata molto di più di un dialogo, a tratti assurdo, di cento e più pagine. Scrivere dialoghi é facile, e anche divertente; narrare la sofferenza e la realtà (per quanto assurda) molto meno. Peccato.
Il finale, certamente imprevedibile, é liberatorio, oltre che comico (sarà stata questa l'intenzione dell'autrice?): lo zerbino svampito di un uomo vigliacco non poteva meritare nient'altro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
lella (12-07-2006) lo leggi con ansia, vuoi sapere cosa succederà, e intanto pensi all'assurdità, al masochismo della protagonista che, dopo esssere stata lasciata senza una spiegazione, senza neppure un "semplicemente non ti amo più", si annulla fisicamente e spichicamente, ma appena lui chiama e dice di volersi suicidare, lei corre corre corre nella notte. Il personaggio maschile non convince,il finale ti fa pentire diessere arrivata fin lì con la lettura Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Milo (17-05-2006) Qualcosa ti rincorre.E lo senti l’affanno.Ma ad un certo punto rompi il fiato e ti lasci trascinare da quel ritmo incessante,riga dopo riga.La Montrucchio ti prende come per mano,ma non per una tranquilla passeggiata nel parco.Ti trascina vorticosamente tra le sue pagine ruvide.E a volte avresti bisogno forse di una pausa,di un momento in più per gustare meglio quel sarcasmo velato o quella risposta apertamente ironica che non riesci ad analizzare nella sua raffinatezza ne’ a rielaborare nella mente.E’ uno stile accattivante,fresco ma che travolge e ti spinge con frenesia alla pagina dopo, alla battuta successiva.I due protagonisti si provocano(e intanto si chiedono aiuto) in uno scambio tragi-comico ricco di aspra tenerezza,ma anche di quel timore che ad un tratto l’altro possa interrompere la conversazione telefonica e possa dire basta a quella serie interminabile di botta e risposta sospesi come nebbia che,in fondo,hanno l’unica funzione di riempire un tempo vuoto e opaco e di divorare quei troppi chilometri che separano Torino da Ginevra,lei da lui:soli e uniti da…Parole.In un tono che talvolta sfocia in un cinismo crudele ma esilarante,che ti disegna sul volto un sorriso amaro.Una conversazione che,per il ruolo essenziale che riveste,viene guidata dalla coscienza di lei,che,lacerata dal pensiero di ciò che un solo passo falso potrebbe comportare,rimane abbastanza lucida da poter nascondere,finchè possibile,ogni debolezza,ogni lacrima.Una cronaca scandita inesorabilmente,un diario inciso nella paura di non riuscire a raggiungere qualcuno che sembrava ormai appartenere al passato,ma che non abbandona la mente e l’anima.Due anime colme di buio e passione,struggimento e sete di vita.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (23-04-2006) Dopo Cardiofitness la Montrucchio ha provato a scrivere un thriller: le consiglio di tornare alle origini. Il romanzo non coinvolge mai il lettore e lo si legge in fretta solo per arrivare prima alla fine. Il finale sfiora la comicita'. Ci sono scene inverosimili. Sconsigliato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Daniela (25-01-2006) Lettura molto leggera che passa e va come la sua protagonista. Fa ridere il titolo perché ricorda molto Non ti muovere. Ha ritmo, ma non abbastanza, nel seguire la corsa contro il tempo di una donna che alla fine si sacrifica volentieri per un uomo che non la merita. I romanzi "per femmine" secondo alcuni non possono fare a meno di banalità come questa, evidentemente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Eugenio (05-01-2006) Il libro, per me, è stato una grossa delusione. Manca un minimo approfondimento psicologico dei personaggi. Il dialogo è serrato, ma non ti coinvolge. Il finale poi non mi è piaciuto per niente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
marie jeanne (21-11-2005) niente di che. molto al di sotto delle aspettative. la protagonista così succube al primo richiamo dell'uomo che l'ha abbandonata mi ha infastidita, il ritmo caotico però rende bene quella corsa affannosa nella notte su strade che conosco,il finale salva un pò il tutto. marie jeanne Voto: 3 / 5 |  |  |  |
vanna (17-11-2005) Un libro sull'amore sorretto da una scrittura rigorosissima che tiene la narrazione su un piano mai banale o melenso.
Da leggere sicuramente come esempio di sincertà e bravura stilistica. Se si comincia non lo si abbandona fino alla fine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianluca (14-11-2005) Forse per capirlo bisogna anche aver vissuto l'abbandono, altrimenti il giudizzio può essere anche molto negativo. Nel complesso mi è piaciuto, e in particolar modo il finale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (10-11-2005) Il succo dell'opera, cioè questa rincorsa verso la salvezza di una vita umana, non è oggettivamente capace di suscitare alcun minimo sussulto emotivo al lettore Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mcklaud (07-11-2005) Una magnifica espressione di sadismo letterario. Un caotico e affascinante confluire di riflessioni, dialoghi, decisioni, azioni in ogni singolo istante della vicenda. Un finale sconfortante, ma forse l'unico plausibile, adatto a chi ama farsi del male ... molto male. Leggere con moderazione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
missi (29-10-2005) E' un vero peccato che vengano pubblicati libri di così basso livello e non venga dato spazio ad autori più meritevoli. La storia non convince, e lo stile ancora meno. L'ennesima prova inutile. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20
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