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Mankell Henning - I cani di Riga | Sulle coste svedesi, in un freddo mattino d'inverno, da un peschereccio che si fa strada tra la neve viene avvistato un gommone di salvataggio: a bordo ci sono due cadaveri. Le indagini portano l'ispettore Wallander a est: la polizia di Ystad ha le prove che i due uomini sono stati uccisi e che l'imbarcazione veniva dalla Lettonia. Kurt Wallander parte per Riga: non passerà molto tempo prima che si renda conto di essere vittima di una cospirazione legata ai drammatici cambiamenti politici dei Paesi Baltici: la caduta dell'Unione Sovietica è ormai consegnata alla storia, ma in Lituania, ora stato sovrano, alcune forze di potere lavorano nell'ombra in accordo con la mafia russa.
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.09 / 5daniela (09-11-2011) E' il terzo lbro che leggo di questo Autore. La trama mi è piaciuta molto, o meglio, ho appzzato particolarmente l'ambientazione e la sfumatura stile spy-story che Mankell ha dato alla trama. Come anche negli altri libri dello scrittore, ho sempre la sensazione che le premesse siano quelle di un vulcano che sta per esplodere e poi si rivela essere un fuoco più modesto. A pensarci bene questo è anche il suo bello: i casi di Wallander sono molto umani e terreni, sono trattati tutti come le indagini che possono capitare ad un qualsiasi commissario di città reali. Continuerò a seguire il commissario in tutte le sue avventure Voto: 4 / 5 |  |  |  |
silvia (29-07-2011) Mi è proprio piaciuta questa seconda indagine del commissario Wallander! Trama molto sostenuta dall'inizio alla fine, con tanti e interessanti riferimenti alla situazione dei paesi del Baltico rispetto all'egemonia totalitaria dell' Unione Sovietica. Mankell si fa apprezzare per l'inventiva delle storie, i personaggi ben caratterizzati ( alcuni molto " forti " ) e il panorama socio - politico in cui si muovono, stimolando il lettore a documentarsi alla fine della lettura. Spunti di riflessione, non pedanteria. I romanzi di Mankell sinora mi sono piaciuti perchè li sento molto europei, senza quei dialoghi e quelle soluzioni all'americana di cui è piena molta narratica contemporanea. Forse la dimamica finale sul tetto fa un po' l'occhiolino a questi ritrovati, ma è proprio un peccato veniale!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jane (22-07-2011) L'avevo sentito decantare come il miglior Mankell, ma sono rimasta delusa : noiosetto e ripetitivo, senza il fascino di altri episodi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
pasquale (22-07-2011) Mankell non si smentisce mai. Avvincente sino alla fine ! 5 pieno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci (05-04-2011) Un avvio sfolgorante ed un'ottima prima parte, poi l'Autore si lascia prendere un po' troppo la mano dal clima politico (siamo nei primi anni '90, non dimentichiamo) e dagli eventi che descrive, addentrandosi troppo nelle perigliose acque dello spionistico d'azione;
purtroppo, senza la lucidità e la padronanza della materia di specialisti quali John Le Carrè, è difficile mantenere il giusto equilibrio.
Curiosamente, anche il personaggio capostipite della progenie di investigatori nordici, il Martin Beck di Maj Siöwall e Per Wahlöö, nella sua seconda apparizione ("L'uomo che andò in fumo, 1966) si trova coinvolto in una vicenda di spionaggio fuori dai confini svedesi: forse un ulteriore omaggio del buon Mankell ai suoi - dichiarati ed inevitabili - Maestri? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco b. (20-02-2010) Devo dire decisamente noioso.Per carità un libro che si lascia leggere senza troppa fatica, ma se siete abituati al ritmo dei thriller americani lasciate perdere questo libro.Ho visto in altri commenti che in questa avventura di Wallander c'è più azione che in altre, bè allora siamo messi male.Raramente ho trovato cosi poco ritmo e cosi tante ripetizioni in un thriller, se avesse avuto 4 o 500 pagine probabilmente non l'avrei finito! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
viola violawitch@hotmail.it (26-01-2010) ho deciso di leggere in ordine cronologico le storie di wallander e devo dire che ho amato molto "assassino senza volto" ma "i cani di riga" mi è piaciuto di più. maestria nell'unire al poliziesco la spy story contornata dagli avvenimenti socio-politici nella lettonia del dopo muro di berlino. l'ho trovato ben scritto, magistralmente costruito, ricco di colpi di scena e non si può non amare il commissario wallander. da leggere... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco (01-07-2009) Ho trovato questo libro parecchio noiosetto. Per fortuna nelle ultime 100 pagine circa si è abbastanza ripreso tenendomi piu' incollato alle pagine. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fabrizio (02-07-2008) Primo libro dell'autore da me letto.Ottimo poliziesco, con una partenza molto legata ai cliché dei commissari di carta (sembra quasi un Montalbano al gelo), che con il trasferimento a Riga si eleva ben al di sopra dei romanzi di genere, trasferendoci un senso di straneamento e di incertezza magistrali. consigliato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franco Ciech (01-07-2007) Era da tempo che un libro non mi prendeva così.
Finito in 2 gioni, che per me è un record.
L'ho trovato avvincente e bello: a mio avviso un gran bel giallo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuliopez (10-04-2006) Avevo già commentato per ibs questo libro, prima che Marsilio lo ripublicasse nella nuova "veste" dei romanzi di Mankell. Ribadisco che si tratta di un grande romanzo da leggere come secondo della serie (dopo assassinio senza volto). Gli scenari sia svedesi che di Riga sono magnificamente descritti, Wallander è come sempre umano... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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