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Langone Camillo - Il collezionista di città. Viaggi italiani | "Il collezionista di città" è un maniaco letteratissimo e raffinatissimo che si muove ossessivamente da una città all'altra per catturare l'anima dei luoghi, trafiggerla con lo spillo e metterla in un album per mostrarla all'amico lettore. Perlustra chiese e osterie, boutique e palazzi in compagnia di amiche il più possibile vive e amici meglio se defunti, ad esempio Piovene, Comisso, D'Annunzio. Il suo tragitto non è il Milano-Napoli del classico Grand Tour ma un eccentrico Parma-Potenza che fa vibrare tutte le sue più intime corde provinciali e borboniche. Poi naturalmente gli tocca fare i conti con Roma ma è evidente che si intenerisce di più per la Romagna e in generale per l'Italia profonda delle piazze immobili. Considera esclusivamente i centri storici perché le periferie sono uguali dappertutto, evitando con cura i monumenti famosi, inquinati dai turisti e dai piccioni (qualche problema con Venezia, quindi). Spesso ciò che vede lo delude o lo indigna ma gli basta un Negroni ben confezionato per fare pace con il luogo. Tanto per chiarire, o per confondere ulteriormente le idee, Il collezionista di città in parte è l'autore, in parte è colui che l'autore sogna di essere.
Media Voto: 4 / 5Patroclo (09-10-2006) un libro molto interessante, che fa vedere in maniera differente le cittá che vengono descritte. se ne vorrebbe di piú, di libri simili, accostabili forse (azzardo) a quel genere che andava di voga in Usa qualche anno fa sotto il nome di "new journalism", che univa inchiesta giornalistica e fiction.
é proprio sulla fiction, in particolare sui ripetuti incontri con l´altro sesso (descritti da Langone in maniera troppo compiaciuta) che il libro si rivela debole.
ma incoraggerei senza dubbio l´autore a continuare su questa strada, magari provando un´incursione ancora piú profonda nel "romanzo-romanzo", visto che la voce, particolare e sostenuta da un linguaggio adeguato, c´é. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Charles (13-07-2006) I racconti sono anche piacevoli, ma il problema è l'autore che rende il libro abbastanza pretestuoso.
Se si trova così tanto male a Parma, perchè non se ne va? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Marl (04-07-2006) Non si può restare indifferenti dinanzi a un viaggiatore così sensibile e sfrontato, ovvero quanto basta per lasciarsi portare e trasportare in questo fantastico viaggio italiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giancarlo Tramutoli gtramuto@tiscali.it (23-06-2006) Il diario di viaggio di un dandy simpaticamente reazionario, che cerca di tenere insieme ortodossia ratzingeriana e libertinismo, l'etichetta con l'anticonformismo. Langone è un anacronistico dannunziano, un eno-gastronomo letterato e patito di chiese, messe in latino e candele di cera che si sposta da Parma a Potenza con perenne irrequietezza, con piccole illuminazioni in una sempre brillante (e a volte pure divertente) insofferenza da nomade di se stesso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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