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Sarasso Simone - Confine di Stato |
Erano sbirri corrotti, traditori della Repubblica, politici con le mani sporche di sangue, spacciatori irlandesi in affari con Cosa Nostra, ragazzi in nero pronti a tutto. Se solo un istante delle loro esistenze avesse imboccato una strada diversa, l'Italia come noi la conosciamo non sarebbe esistita... Tra il 1954 e il 1972 questa gente teneva in pugno il paese. Senza di loro la Storia italiana sarebbe tutta un'altra storia. Da Milano a Roma, da Cuba a New York, un viaggio nero e amaro alle radici di un'Italia senza eroi. La storia di un paese dilaniato dalle stragi, fatto a pezzi dalle guerre di partito, cresciuto nel sangue. Un'Italia che ha perso il ricordo dell'onore e dell'innocenza, dove le ideologie sono andate a farsi benedire da un pezzo. In mezzo a tutto questo si muove Andrea Sterling, un personaggio che è la personificazione del Male, il filo nero che unisce i delitti più efferati e oscuri compiuti nel nostro Paese.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5Gabriele (18-10-2009) Concordo con la recensione a due stelle già presente, ed aggiungo di mio una grande delusione per un romanzo presentato in pompa magna, ma dall'impianto narrativo visto e rivisto, saccheggiato qua e la - come lo stesso autore candidamente ammette: al già citato Ellroy aggiungerei anche Genna e Luther Blissett/Wu Ming, per tacere della letteratura storica di riferimento (da Lucarelli a Boatti).
Che dire? Questo Sarasso mi pare un cascame ulteriore, nella forma epigonale della riscrittura, dell'attuale tendenza a fare storia con i noir (o fare noir con la storia), di per sé rispettabile ed anche appassionante alla lettura; ma qui non c'è traccia né della vis metafisica di Genna, né dell'impianto politico-morale dei Wu Ming. Voto: 2 / 5 |
Nicola81 nicolaceccoli@alice.it (25-07-2009) Come ha giustamente detto lo stesso Sarasso, un libro del genere avrebbe potuto scriverlo quasi chiunque e il suo merito è quello di aver avuto l'idea prima degli altri. Qust'idea, comunque, Sarasso è riuscito a svilupparla bene, con uno stile diretto e senza fronzoli e la trovata, a dir poco geniale, del personaggio di Andrea Sterling, filo conduttore tra i vari misteri italiani raccontati nel libro:scandalo Montesi, morte di Mattei, strage di Piazza Fontana, morte di Feltrinelli. Condivido, comunque, un paio di critiche rilevate da altri recensori:il troppo spazio concesso alla descrizione degli effetti delle droghe e l'inserimento del surreale personaggio di Garth Ennis. Comunque un buon esordio, e infatti ho già comprato anche Settanta... Voto: 4 / 5 |
renato (20-07-2009) Ho avuto modo di leggere il libro Confine di Stato nella collana Supersegretissimo n.39 della Mondadori.
Personalmente ho apprezzato il linguaggio diretto e privo di fronzoli, con riferimento evidente ad Ellroy (il cui ritmo sincopato però non riesce ad eguagliare, le pagine dedicate ai referti medici che desrivono il personaggio di Andrea Sterling e la sequenza (scrivo sequenza in quanto l'autore utilizza un linguaggio molto visivo, che deriva dal mondo del cinema e del fumetto)dell'esplosione dell'aereo con a bordo l'alter ego di Enrico Mattei.
Non ho apprezzato invece l'inserimento/omaggio a Garth Ennis, l'ho trovato fuori luogo e troppo irreale in una vicenda che si basa su avvenimenti purtroppo realmente accaduti.
Anche il personaggio di Sterling, pur rappresentato come una fredda macchina per uccidere, forse meritava un maggiore approfondimento.
Consiglio comunqure la lettura, soprattutto a chi vuole fare un veloce ripasso di una parte della storia del Bel Paese tra il 1954 e il 1972.
Voto: 2 / 5 |
Matteo (31-12-2007) Letto in soli due giorni. Attendo con ansia gli altri due! Voto: 5 / 5 |
Francesco fra.lagana@gmail.com (10-11-2007) Romanzo davvero impressionante, per il linguaggio, per la lucidità, per i temi trattati. E perché, romanzando, ci svela alcune "verosimiglianze" della storia d'Italia degli ultimi 50 anni. Bravo Sarasso. Voto: 4 / 5 |
Simone Sarasso (16-10-2007) Il buon Sarasso ringrazia! Voto: 5 / 5 |
LORENZO S. (02-10-2007) Considerando la giovane età dell'autore e gli argomenti trattati il libro è sorprendente. Riesce, e non è poco, a far venire voglia di leggere il seguito. In particolare, per come la vede l'autore, alcuni buchi storici sono stati riempiti bene e gettano ombre. Dette ombre sono il bello del romanzo. Certo, ci sono dei difetti. Pesca a piene mani, troppo, da Ellroy, tanto da inserire un suo personaggio nella storia (poteva evitarlo: mi sembra un peccato di presunzione). Si dilunga nella descrizione i droghe e loro effetti, cosa che probabilmente interessa solo a lui. Alcuni dialoghi sono terra terra e alcune azioni fanno immaginare che verso la fine non vedesse l'ora di finire. Comunque un discreto libro. Si legge velocemente e il buon Sarasso va incoraggiato. Voto: 3 / 5 |
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