|
|  |
Caprotti Bernardo - Falce e carrello. Le mani sulla spesa degli italiani | Bernardo Caprotti è l'imprenditore che ha portato all'eccellenza i supermercati in Italia. Ne ha fatto un caso di rinomanza internazionale, nel settore. A 81 anni ha deciso di rompere il suo riserbo (niente interviste, niente fotografie, poche apparizioni pubbliche, tanto lavoro) e in questo libro-denuncia racconta ciò che ha dovuto subire per mano delle Coop. Dai primi contatti con il gigante "rosso" della grande distribuzione fino alle polemiche degli ultimi mesi, il fondatore di Esselunga ricostruisce un confronto pluridecennale scambiato fino a poco tempo fa per normale concorrenza ma che, secondo l'autore, aveva il solo scopo di far sparire la sua azienda dal mercato.
Recensioni 1 - 20 di 33 recensioni presenti. Media Voto: 3.96 / 5Alessandro (25-06-2009) Salve,sono di Foligno,terzo comune dell'Umbria, ex roccaforte rossa fino a un decennio fà,ora non più,la gente è cambiata,si sono accorti di tante cose finalmente.Sono uno che era anche sostenitore di un partito rosso e adesso mi ritrovo a stare dall'altra parte e ne sono fiero, fra le 2 parti ho scelto secondo me la meno peggio, e ci sarebbe da fare una lista di motivi da perderci le ore...i giorni!Ho comprato il libro e più della metà delle cose scritte già le sapevo e secondo me ne mancano ancora altre da scrivere,è come il pozzo di san Patrizio che non ha mai fine.Oggi sono orgoglioso e fiero di essere dall'altra sponda che per anni ho odiato, ci sono andato contro, mi ci son battuto.Complimenti per il libro ottimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
J. pgiuliacci@libero.it (15-12-2008) Mi piacerebbe precisare: il libro del signor Caprotti non è una denuncia come quella (generica e fumosa) che potrebbe fare un politico o qualcuno assoldato dalla politica. E' una denuncia dati alla mano, con dati che personalmente mi son preso la briga di studiare e verificare. Ma qualcuno può davvero negare che le Coop non forniscano la vendita ai prezzi più alti? Davvero negare quanto siano sindacalizzate, e quanto l'EFFICIENZA SIA UN BENE NEL LIBERO MERCATO, perchè RENDE UN SERVIZIO ECONOMICAMENTE MIGLIORE? Ma davvero credete che vendere a Bari i prodotti al 13% in più che a Modena sia un bene per il territorio? E se poi qualcuno pensa di tirare in ballo le solite storie sullo sfruttamento, orari vari etc.: ma lo sapete che chi lavora oggi (in qualsiasi campo) in un'azienda veramente competitiva gli orari di una cassiera se li sogna? E secondo voi gli utili (più di 12 miliardi di euro!!!, praticamente una multinazionale solo che siamo in Italia) li ripartiscono tra i soci? Vorrei proprio chiedere ai direttori Coop (ma forse dovrei rivolgermi alle segreterie dei partiti) se conoscono soltanto dieci dei nomi di tutti i "soci" a cui rendono conto... Io credo francamente che occorrerebbe semplicemente staccarsi un attimo dall'ideologia e valutare liberamente le considerazioni di questo caso. A me ha aperto gli occhi e comunque una valutazione dei prezzi sul campo la può fare chiunque. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
occhionelcielo (25-11-2008) Lo dico subito: sono antiberlusconiano da sempre e da sempre faccio il tifo per i magistrati e leggo Travaglio, Stella, Gomez, Barbacetto, Bocca e tutti gli altri.
Per una sfida a me stesso ho voluto provare una volta tanto un libro scritto da qualcuno dell'altra parte.
Impressioni: la prefazione di Alvi gronda retorica aziendalista e, nel suo genere, è un capolavoro del genere patetico; molte parti del libro sicuramente non sono condivisibili per la visione conservatrice delle relazioni industriali; ogni tanto scappa qualche fanfaronata da bauscia e, comunque, si vede che la scrittura, per antico vizio della sua parte, ogni tanto divaga dai fatti.
Tuttavia, una qualche buona ragione l'autore ce l'ha ed alla fine ce la espone: per esempio, vivendo in Liguria, per esperienza diretta so quanto gioverebbe al portafogli l'entrata sul mercato di un nuovo concorrente a contrastare i marchi Coop e Basko e mi sembra molto sospetto come un'azienda così vicina come Esselunga non sia riuscita ad aprire nemmeno un punto vendita.
Alla fine: se dovessi salvare qualcuno dell'altra parte, salverei proprio il Caprotti: brilla di luce propria, non è nano nè ballerina.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Lil (18-10-2008) Trovo esilarante che a scrivere lo "sconvolgente", "illuminante" libro di denuncia sulle Coop sia il patron della berlusconiana e sfruttatrice Esselunga. "Gigante rosso"?? Ma per piacere... Esselunga è un colosso rispetto alle Coop. Riparliamone quando l'argomento sarà affrontato da un giornalista imparziale... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
MICHELE (27-04-2008) io vivo in emilia romagna so bene la situazione delle cooperative in particolare quello come la coop costruttori. Mi sento quindi di dire ben vengano le cooperative però devo dar atto al dott. Caprotti che non è giusto che ci siano questi privilegi quando assomigliano a vere e proprie s.p.a. Il mal contento comunque si sente e questa denuncia ne è la conferma. Questo lo dico a titolo di cittadino e non di segretario pd. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maurizio 'mau.' codogno nda-abeb@myamail.com (11-04-2008) Che dire a chi è indeciso se prendere il libro-denuncia scritto da Bernardo Caprotti, padre padrone dell'Esselunga? L'introduzione di Geminello Alvi la si può saltare a piè pari senza perdere nulla, a meno che uno non voglia sapere quanto Geminello Alvi sia bravo e intelligente e gli altri tutti stupidi e comunisti. Più utile la parte finale, con Stefano Filippi che racconta le biografie dei quattro principali esponenti Coop oggetto del j'accuse di Caprotti.
Ma naturalmente il succo è il testo di Caprotti: quello che scrive e quello che non scrive. A parte i vezzi come scrivere "ebbimo", dalle sue parole si capisce che per lui l'azienda è la vita. Gli utili sono importanti ma secondari; i dipendenti sono un male purtroppo ancora necessario; ma quello che conta davvero è l'azienda. Da quando dice alla madre "da domani non verrò più quassì nella nostra ditta tessile, perché ho scoperto che il retail è il mio campo", a quando racconta di come sia sempre stato pronto a tutte le innovazioni tecnologiche, anticipando di anni il codice a barre per i prodotti, a quando ultraottantenne non solo non vende ai comunisti delle Coop - l'anticomunismo è il suo chiodo fisso, e il suo odio verso Prodi secondo me è stato esacerbato dall'allearsi di quest'ultimo con gli odiati nemici - ma nemmeno a Wal-Mart o Tesco, "perché quelli non hanno la cultura della vendita".
Ma in filigrana si vede anche quello che manca. Non ho problemi ad accettare come vero il suo atto di accusa, anche per quel poco di LegaCoop che ho conosciuto direttamente, ma faccio notare che Esselunga non la si trova a Torino, dove le Coop non sono certo forti, e nemmeno in Veneto, dove le Coop sono bianche. Qualcosa vorrà ben dire... Il tema dei vantaggi fiscali e no delle Coop è troppo complicato da spiegare in una recensione, ma sembra usato come scusa per non parlare della gestione interna dei supermercati (che anch'essa è qui fuoritema). In definitiva, un libro sicuramente da leggere ma altrettanto sicuramente da non prendere per oro colato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Jennifer Sanavio (01-04-2008) Fantastico!! Caprotti ha scelto il metodo migliore per denunciare pubblicamente i complotti delle cooperative rosse e dei vari partiti comunisti che di diverso tra loro hanno solo la denominazione.
Ho sempre sospettato che dietro alle coop ci fossero degli intrighi, ma non avrei mai pensato che fosse così alto il livello di questa corruzione legalizzata.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro a tutti gli italiani: aprite gli occhi su quello che succede in Italia!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (02-02-2008) Finalmente qualcuno che dà un piccolo squarcio degli orrori politico-economici che avvengono da decenni qui nella Emilia Romagna del ""buon governo"".
E ci sono tutti i riscontri, compresi piantine dei piani regolatori.
Bravo !
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sara (28-12-2007) Il signor Caprotti, come la maggior parte dei grandi imprenditori, si è arricchito sulle spalle di poveri lavoratori con stipendi ai minimi sindacali che hanno pochissimi diritti e sgobbano come matti soprattutto oggi dove, con il precariato e il lavoro a chiamata, possono essere rimpiazzati in un batter d'occhio da un'altro disperato nelle sue stesse condizioni di bisogno. Ho fatto la cassiera all'esselunga come "lavoretto estivo" proprio quest'anno e sono letteralmente SCAPPATA dopo una settimana. Il capo-cassiere continuava a ripetere "allora esselunga è l'unica catena di supermercati in attivo, tutti ci copiano e sai qual'è il segreto del nostro successo?che tutto è controllato e organizzato. quindi tu (ero andata in bagno durante l'addestramento senza chiedere il "permesso")non devi avere nessuna iniziativa personale, non devi pensare cosa è giusto e sbagliato devi solo fare quello che ti diciamo noi.se devi andare in bagno devi chiedere il permesso e puoi andarci SOLO se noi ti diciamo di andare, altrimenti aspetti finchè non ti diamo il permesso noi perchè noi dobbiamo avere tutto sotto controllo", mentre il direttore, altro cretino galattico, sapendo che ero andata in bagno "senza permesso" mi ha richiamata in privato per ridirmi le stesse cose del suo capo commesse compreso che anche LE PAUSE a cui una cassiera ha diritto le gestiscono loro e non quando una ha bisogno davvero, quindi molte inziavano a lavorare alle ore 9.00 (visto con i miei occhi)e poi andavano in pausa alle ore 9,10 per poi fare una tirata unica nel pienone.Ah e visto che le giornate lavorative erano di 8 ore e l'esselunga sta aperta fino a tarda sera capitava praticamente sempre che lavoravi per esempio dalle 9.00 alle 13.00, poi avevi una pausa di 4 ORE!!!! e riprendevi a lavorare alle alle 17.00 fino alle 21.00 così in pratica stavi in ballo 12 ore !!!!!ah e in mensa io mi azzardai a chiedere oltre il primo anche il secondo spiacente hai diritto solo al primo o solo al secondo"...w l'esselunga!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luca Berardi (26-12-2007) Una chiara denuncia degli abusi e dei privilegi concessi in Italia alle COOP; Caprotti porta alla luce ciò che si sa ma non si dice: il conflitto di interessi tra COOP e PCI (prima) e PDS/DS (poi)il tutto ai danni dell'erario pubblico e dei cittadini italiani. Suo merito è aver denunciato questo sistema diffuso di potere e di monopolio, presente soprattutto in Emilia Romagna, Toscana e Liguria, quando invece la maggior parte dei giornali e dei media tace. Coloro che fingono di non vedere e accusano Caprotti si vadano a vedere le tabelle in cui i prezzi di Esselunga sono sempre inferiori a quelli praticati dalla CooP in quelle regioni in cui Esselunga è presente. Altrove, dove ad Esselunga è impedito fare concorrenza alle CooP, queste ultime applicano prezzi ancora più alti sfruttando la loro posizione dominanate e alla faccia delle tanto declamate finalità sociali delle Coop. Da leggere per aprire gli occhi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Eugenio eugenio.armando@tiscali.it (12-12-2007) Finalmente. Il libro si presenta come uno sfogo di chi a 81 non ha più nulla da perdere. Finalmente lo sfogo, il libro è la scatola nero di una delle tante politicizzazioni forzate che caratterizza il nostro Paese. La longa manus delle coop rosse grazie a questo libro diviene chiara per tutti, e non solo per gli addetti ai lavori. E' imbarazzante il lobbismo ( o massoneria) politica che è denunciato nel libro. Ma sono fatti, reali, per nulla contestabili.il tutto è scritto in maniera scorrevole e di facile accesso a chiunque, compliemnti all'autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio (22-11-2007) Finalmente si abbatte un muro di omertà che dura da troppi anni, come per tangentopoli tutti sanno ma nessuno ha il coraggio di parlare e denunciare... speriamo che serva a qualcosa!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
metallambro (15-11-2007) Incredibile come un libro come questo -in Italia...e sottolineo in Italia- si riveli sostanzialmente "inutile": chi lo accuserà di essere parziale, falso, incompleto e inesatto è chi, a priori, l'ha letto sapendo già cosa vi avrebbe trovato; e viceversa chi lo reputa un limpido e onesto j'accuse ad un sistema precostituito, ramificato e invincibile è inevitabilmente un "tifoso" del Caprotti, qualcuno che ha comprato il libro sperando di sentirsi dire ciò voleva sentirsi dire. Nessuno disposto ad aprire gli occhi su una visuale diversa; nessuno che veda il grigio, solo il bianco o i nero. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fabio (10-11-2007) Probabilmente Caprotti ha tutte le ragioni del mondo, ma questo panegirico di se stesso mi è risultato indigesto. E neanche l'ho comprato: misteriosi benefattori me l'hanno inviato per posta, così come ad un sacco di altre persone... Non sarà mica propaganda? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Robi (03-11-2007) Ottimo libro. Indipendentemente che Caprotti lo abbia scritto anche per un suo interesse, apre gli occhi su una realtà che certe volte fingiamo di non vedere. Letto il libro, la domanda è scontata.....se le cooperative hanno tutti questi benefici, perchè questi non arrivano ai clienti? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Migno85 (02-11-2007) che ci siano distorsioni nel sistema capitalistico italiano non lo s'impara solo adesso (v. parmalat). Il je accuse risulta probante, ma si dimenticano 40 anni di storia dove le cooperative "rosse" che si criticano tanto hanno di fatto sostenuto la ripresa post-bellica e fatto diventare ad esempio l'Emilia - Romagna la regione più "europea" d'Italia.
Mi chiedo perchè non abbia parlato prima sarebbe stato più utile e meno ipocrita che accodarsi a Grillo, Stella & co. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lucia (02-11-2007) Libri che descrivono le condizioni della società italiana degli ultimi anni ne esistono molti sul mercato, ma fin ora non ne ho mai letti di così preoccupanti. Il libro “Falce e Carrello” di Caprotti potrebbe essere un ottimo libro di denuncia della decadenza di Albiate, nei pressi di Milano; potrebbe essere un documento in cui sono catalogati comportamenti dei nostri imprenditori da stigmatizzare; potrebbe essere infine una testimonianza dell’attaccamento degli imprenditori al denaro e dell’assenza della benché minima sensibilità nei confronti dei lavoratori che li hanno resi grandi e ricchi, come certi libri della collana casoncelli bergamaschi della Blue Herons. Invece questo libro è paradossale perché la figura del sig. Caprotti viene descritta attraverso una visione miope della realtà. Questo Sig. non è il benefattore che ogni anno ripiana i debiti della sua società tessile di Albiate, è innanzitutto un industriale che ai valori della solidarietà, democrazia, imparzialità, ha sempre sostituito quelli dell’egoismo, dell’arroganza e dell’adorazione del dio denaro. In questo libro si parla del il lusso della classe dirigente ad Albiate, ma non si è capito che gli imprenditori devono le loro fortune prevalentemente ai loro dipendenti che effettivamente “sudano” ogni giorno all’interno della fabbrica. Il suo origine Sig. Caprotti fu il tessile ma l’epoca dei dittatori in Italia è finita; vedete un po’ voi imprenditori che rovinate l’Italia, di non tirare troppo la corda. Questo è un libro pieno di inesattezze e informazioni di parte. Basta guardare le fotografie: lusso e potere! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
bobo ilreazionario@yahoo.it (31-10-2007) chi vive in una regione come l'emilia romagna conosce bene i danni che le cooperative rosse causano ai risparmi dei consumatori e all'intera società. Questo monopolio, blindato da amministrazioni locali compiacenti, si può permettere di tenere alti i prezzi e bassa la qualità. Bisogna ringraziare le persone come Caprotti, che finalmente svelano gli altarini. Le cooperative sono una struttura parassitaria. Altro che "alternativa al capitalismo!". I loro clienti perdono denaro per acquistare prodotti scadenti, e i loro dipendenti (specialmente i commessi e le cassiere) vivono nella precarietà... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
FAB4 (31-10-2007) Il libro e' eccezionale.
Ora se la Coop che siamo noi ( come dicono loro che la dirigono ) e' piu' cara di un supermercato a conduzione privata, dove sta la mutualità?
Insomma pagano meno tasse, si fanno prestare i soldi dai clienti, non sono obbligate al massimo profitto e ci vendono la merce allo stesso prezzo di un privato?
Dove sta la convenienza?
Insomma i numeri della spesa parlano chiaro, indipendentemente se e' rossa o meno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
philo (29-10-2007) I concetti espressi da Caprotti ti fanno veramente arabbiare. Pensare di quello che hanno goduto le coop in questi anni è rivoltante. unico neo: secondo me Caprotti è il titpico imprenditore che ha sempre ragione e traspare spesso arroganza negli scritti. Ciò non toglie nulla alla denucnia delle malefatte coop rosse.
Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 33
|
 | Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|