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Menaldo Carla - Canna da zucchero | "Canna da zucchero" è il sapore fermentato e dolciastro del sesso. Quel sapore che Rosa si porta addosso tutta la vita. A vent'anni, quando s'innamora di Sandra e vive la rottura tra la propria educazione fatta dei ritmi ancestrali e rassicuranti della terra, e quello che sta diventando, così lontano dalle origini. A trent'anni, quando fugge in cerca di un'altra patria e di un altro clima e, a Cuba, sulla pelle caffellatte di Awari rimette tutto in gioco, come se lontano dal caos sterile delle città assordanti ci fosse il mito, intatto, della libertà. A quaranta, quando Rosa è matura nella bellezza e nei sensi e si imbatte in Leo, l'unico uomo improbabile e crepuscolare che dà una risposta, provvisoria e lacerata, alla sua ricerca. L'uomo che è sensualità, instabilità e, soprattutto, femminilità. Sullo sfondo di un'Italia di provincia che non sembra concedere vie di fuga, "Canna da zucchero" è il desiderio ossessivo dell'assenza da ogni vincolo. Ma anche la ricerca caotica, faticosa e a volte ingombrante di una identità.
Media Voto: 2.75 / 5Ciriaco (12-01-2010) Il modo di dire "farmi l'amore" è forse quello che mi irrita maggiormente in tutto il romanzo Voto: 1 / 5 |  |  |  |
amelia gatti (19-12-2009) La storia è scandita dagli odori, dal sesso, di uomini e di donne, in una ricerca spasmodica di nuovi sapori, di emozioni diverse, fughe dalla normalità.
Le città sono descritte attraverso gli odori, più o meno piacevoli. Così Cuba è cannella ma anche merda e orina, la notte è vischiosa e sa di banane fritte, caramello e musica. A Parigi i tigli sanno di foglie mature, le strade di creme dense e di sigarette fumate all’aperto.
E sopra tutto un odore acre e pungente, l’odore del sesso, ovunque, che assale prepotente le narici. Cattura il profumo selvatico di sesso e sudore del giovane cubano Awari , istintivo e animale. Che quando faceva l’amore diventava come se la cannella si mischiasse alla pioggia e ai manghi, al sudore dell’estate tropicale.
E anche l’odore nauseabondo delle uova fritta, non a caso cucinate da quello che era diventato un marito per Rosa. Quindi noia, routine, assenza di emozioni.
L’olfatto è dominante fra le righe di questo libro che scorre lieve e intenso, che si gusta con tutti i sensi.
E ho trovato meraviglioso il modo di dire 'farmi l'amore' che l'autrice usa più volte.
E alla fine strappa anche una lacrima, senza scadere nel patetico, per un amore improbabile che invece era l'amore.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ciriaco (20-07-2009) Qualche chicca:...sento inconfondibile il suo odore. E la mia pelle accapponarsi di fuori e di dentro - Credo che fosse la prima volta che qualcuno aveva capito come farmi l'amore - ...guardo fuori: nuvoloni bassi che si rincorrono come puledri, si accoppiano e poi di spaiano. come abbiamo sempre fatto noi - Emanava un odore che era già di sesso... - Quel fiato addosso al mio e quel desiderio dentro a sbattere dappertutto come una forza primitiva la dicevano tutta - Fino a quando lo sento dentro, così dolcemente, così lucidamente dentro di me - Aveva acceso le candele alla vaniglia - E i miei umori sciogliersi dentro, vischiosi e densi - Ci sedemmo nella penombra, aspettando che uscisse dalle finestre tutto il tempo morto rimasto intrappolato lì - La pelle e la pancia comandavano, e mi perdevo dentro le mie stessa viscere annodate... - All'improvviso l'attorciglia il suono un po' ansimante di un sax - Moses che mi fa l'amore sempre più spesso... - ...dentro una notte che avrebbe potuto essere l'estensione infinita del tempo - La destra l'avevo infilata, tutta, nell'arancia spaccata e grondante del mio sesso - ... e il piacere, improvviso e violento fatto di dolore e urla dentro il cuscino - Scendo sugli scogli, a mettere le mani nell'acqua. Era un bisogno irrinunciabile, uno di quei bisogni annullanti - Mi manche tu, visceralmente, ossessivamente - Ho bisogno di essere tutto. Un massacrante bisogno di essere tutto - ...cercavo proprio le vibrazioni che sapeva dare alla mia pelle, alle mie viscere. Violente, tumultuose, improvvise - Cosa volevo da Awari? Sesso, mi dissi. Scopa come un dio, è bello come un dio. Ed è cubano - ...sentivo il mio desiderio sbattere incazzato contro la tela dei pantaloni. // La migliore frase del romanzo, ma fuori tono rispetto a tutto il resto: ...alla signorina di una reception tutta damascata. La reception, damascata. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mauro (28-03-2009) Coinvolgente. Ti fa capire come una donna possa avere molte sfaccettature, molta forza e molta paura contemporaneamente. Il sapore del sesso, la forza dei sentimenti, la voglia di non arrendersi ad un destino segnato. La forza di ripartire da un amore devastante. La parte finale, le ultime 20 pagine, sono le più belle e poetiche che abbia letto negli ultimi anni. La lettura scivola veloce, ma il linguaggio cambia al cambiare dell'età di Rosa, la protagonista. Una delle più belle dichiarazioni d'amore alla vita che abbia mai letto. Per uomini che amano le donne e per donne che non si amano abbastanza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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