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Marklund Liza - Il testamento di Nobel |
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Titolo | Il testamento di Nobel |
| Autore | Marklund Liza | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 524 p., brossura | | Traduttore | Cangemi L. |
| Editore | Marsilio
(collana Farfalle) |
| | Disponibile anche in ebook a € 7,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Mancano poche settimane a Natale e al municipio di Stoccolma si festeggiano i premi Nobel. Inviata della Stampa della Sera, anche Annika Bengtzon partecipa al ricevimento, e mentre segue gli ospiti nelle danze, da cronista a caccia di notizie diventa testimone chiave di omicidio: la musica è interrotta da due spari, e il premio per la medicina cade a terra seguito dalla donna che balla con lui, colpita al cuore. Costretta al silenzio stampa, Annika non si lascia intimidire e decide di seguire comunque le indagini e scavare nel mondo della ricerca scientifica, dominato da logiche dettate da gelosia, avidità e sete di potere. La sua inchiesta la porta sulle tracce di un misterioso testamento lasciato da Alfred Nobel, l'uomo che desiderava promuovere la pace e il progresso, e che, per ironia della sorte, con il suo lascito sembra continuare a suscitare rivalità, violenza e morte.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.16 / 5seinerapier@virgilio.it (11-02-2012) Amante del giallo scandinavo ho letto Il Testamento di Nobel convinto di ritrovare le atmosfere di un Theorin o la flemmatica simpatia dei protagonisti di Mankell. Nulla di tutto cio'. La Annika della Marklund è uno scialbo personaggio mal caratterizzato e poco coinvolgente sul piano umano. La storia si dipana lenta con digressioni non funzionali alla storia, punteggiata da una schiera di personaggi che non bucano mai la pagina e che non convincono. Arrivati a metà libro sembra di non avere ancora capito dove l'Autrice vuole andare a parare: analisi esistenziale della famiglia della protagonista? denuncia dei meccanismi spietati che regoano il giornalismo scandinavo? E la storia? e la vicenda alla base del giallo? Dimenticati o per lo meno diluiti in pagine e pagine di noia profonda. Peccato l'idea di base poteva essere interessante. Il risultato è invece di massima delusione Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Joseph (12-07-2011) Sicuramente Liza Marklund è l'autrice svedese che più si avvicina stilisticamente al pioniere del thriller scandinavo, Stieg Larsson.
E' il primo libro che leggo della Marklund e debbo dire di essere rimasto impressionato positivamente dal personaggio di Annika Bengrzon.
Secondo il mio modestissimo parere critico, si sbaglia quando si tenta o si vuole equiparare la Marklund a Larsson perché descrivono due mondi realtà diverse dello stesso Stato
L'uno descrive con un realismo disarmante come la Svezia combatte l'emarginazione delle persone che vivono ai "bordi" della società ghettizzandoli in apposite strutture cliniche.
La Marklund al contrario con il suo personaggio mette in risalto la difficoltà della donna nella vita di tutti giorni, a mantenere una propria indipendenza lavorativa, e la difficoltà che esite nei suoi rapporti interpersonali.
Oltre che il punto centrale della vicenda che di per sé trovo interessante perché fa conoscere ai profani come me le origini e la storia del premio Nobel l'autrice con una suspance morbida rende ance interessante lo sviluppo della situazione familiare della protagonista.
Bisogna dire però che per fare una grande protagonista di una storia bisogna creare anche saper creare dei pesonaggi minori di un certo spessore e rilievo. In questo la Marklund è riuscita senza a mio avviso commettere errori.
Leggendo questo libro mi sono chiesto più volte che romanzo sarebbe uscito se avessero scritto un romanzo a due mani Lei e Stieg Larsson? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bianca (30-04-2010) Brava Liza!Finalmente una lettura che non lascia tregua, che tiene occupata la mente anche quando non si può leggere e non si vede l'ora di farlo.
Dissento fortemente dalle critiche negative qui illustrate.E' bella tutta la storia, sia la storia thriller che la quotidianità di Annika così simile alla vita di donne lavoratrici che devono accollarsi la gestione della famiglia e l'onere di un lavoro fuori casa.Trama interessante: quanti di noi conoscevano la vicenda di Alfred Nobel?Da leggere senz'altro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sylvia (31-01-2010) Ho letto con estremo piacere questo libro,trovandomi perfettamente a mio agio nelle rarefatte atmosfere del nord Europa.Della cerimonia in cui si assegna il Nobel si sa certo molto meno della strombazzata notte degli oscar e forse anche per questo l'ho letto con interesse.Si poteva,in certi punti "non allungare" troppo il brodo,ma insomma,la vicenda scorre spedita.Un buon romanzo,ecco. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valen (27-01-2010) Sinceramente è stata una lettura abbastanza deludente. Anch'io mi ero fatta invogliare dalle recensioni più che favorevoli lette in rete e su varie riviste, ma devo dire che non condivido proprio tutto quest'entusiasmo. La narrazione non raggiunge mai picchi di suspence o momenti che sappiano veramente avvincere il lettore, come accade nei migliori gialli: in sostanza è un romanzo tutto sommato piatto, che a volte sa di "già sentito", con alcuni personaggi buttati lì senza scopo apparente (tipo il vicino di casa della protagonista) e con un finale che sembra abbozzato. Sicuramente non vale i bei 19€ richiesti. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
silvia (07-01-2010) Grande delusione. e' un libro stitico, che vagola quà e là senza una logica, banale e quasi noiso.
Verso la fine prende un po' di brio, ma non convince assolutamente.
Non capisco le recensioni entusiaste che ho letto... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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