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Jung Carl G. - La sincronicità |
Media Voto: 3.5 / 5Francesco (11-01-2007) In questo breve scritto Jung da un lato riporta una serie di casi che corroborerebbero la tesi della sincronicità, dall’altro mette in discussione l’applicabilità dei metodi classici della sperimentazione scientifica (elementi al contorno, ripetibilità, ecc.), come modello di verifica dei fenomeni ESP. Fin qui il lavoro è piuttosto suggestivo e sufficientemente chiaro. Tuttavia, quando cerca di avvalorare l’ipotesi della sincronicità applicandola al rapporto mente-cervello non sembra convincente; quantomeno non è facilmente comprensibile, tanto più perché assume un dualismo tra carne e spirito senza darne alcuna spiegazione. Quando poi colloca le coincidenze acausali (sincronicità) in un quadro di riferimento spazio-tempo, il discorso comincia a farsi veramente incomprensibile, non tanto per le tesi sostenute, quanto per l’iter logico seguito. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fausto Intilla f.intilla@bluewin.ch (30-06-2006) A differenza della causalità,la sincronicità si dimostra un fenomeno connesso principalmente con processi che si svolgono nell'inconscio.Alla psiche inconscia spazio e tempo sembrano relativi,ossia la conoscenza si trova in un continuum spaziotemporale in cui lo spazio non è più lo spazio e il tempo non è più il tempo.Se quindi l'inconscio sviluppa e mantiene un certo potenziale alla coscienza,nasce la possibilità di percepire e "conoscere" eventi paralleli. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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